DOMENICA 1 FEBBRAIO ore 18.00 da GRANFA’ (piazza del Lavatoio) ad Anguillara Sabazia una serata all’insegna dell’iconica Vespa con l’autrice dei due libri, Paola Scarsi e, il presidente del Vespa Club di Anguillara Sabazia Alberto Di Carlo .
Come Coordinamento CERS Roma e Lazio lanciamo una campagna verso la Regione Lazio per chiedere fondi e sostegno alle Comunità Energetiche Rinnovabili https://cersromalazio.org/appello/.
In occasione di questa campagna abbiamo anche attivato il nuovo sito del Coordinamento (https://cersromalazio.org/), per rafforzare la nostra presenza e la comunicazione sui territori.
Vi chiediamo di firmare l’appello, come singoli cittadini o come organizzazioni, e di diffonderlo nelle vostre reti.
Sabato 24 gennaio 2026 L’Inchiostro del futuro, APS con sede in Canale Monterano, ha presentato il calendario delle attività proposte per il primo trimestre del 2026.
La Sala Natili, sede dell’Associazione, era gremita nonostante la giornata particolarmente piovosa, i presenti hanno partecipato con interesse a questo appuntamento che prevedeva anche il tesseramento annuale. Particolarmente gradita la presenza del sindaco, Alessandro Bettarelli, e di altri Amministratori locali.
La serata si è conclusa con un brindisi offerto dal presidente, Claudio Romagnoli, a tutti i convenuti.
Ci piace ricordare che l’Associazione, costituitasi nel 2018, ha avuto in questi anni un considerevole percorso di crescita con proposte di eccellente livello riferibili a diversi ambiti culturali quali le scienze nelle varie declinazioni, geologia, fisica, antropologia, scienze sociali, quelle riferibili alle nuove tecnologie e strumenti digitali, alla storia del territorio, alla letteratura, all’arte, alla fotografia, alla musica popolare oltre alla presentazione di libri in presenza degli autori.
Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di esperti professionisti che a titolo gratuito hanno offerto ed offrono agli iscritti o partecipanti le loro conoscenze. Va segnalata la collaborazione molto proficua con l’Associazione “L’Amore è rispetto”, che è presente nel programma con un ciclo di conferenze del prof. Settimio La Porta.
La nostra è una piccola realtà, che opera in modo corale e appassionato dando buoni frutti.
Le interessanti iniziative proposte, rivolte non solo ai concittadini, hanno come obiettivo quello di animare tutta la comunità, gettando semi che stimolino la curiosità e la conoscenza.
Quindi, venite a conoscerci a Canale Monterano, l’Inchiostro del futuro Vi aspetta!
“Mercoledì 28 gennaio incontro presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma con il Segretario
Generale della CGIL, Maurizio Landini” lo annuncia in una nota per mezzo stampa la FP
CGIL Roma Lazio.
“Insieme. L’unione delle categorie per la pace, la famiglia e il lavoro” è il titolo scelto per
l’iniziativa organizzata dalla FP, FIOM e FILCAMS CGIL di Roma e Lazio per mercoledì
28 gennaio, alle ore 14, presso la Sala Convegni dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di
Roma, in piazza San Onofrio 4.
Il trinomio pace, famiglia e lavoro è l’impalcatura stessa sulla quale la CGIL quotidianamente svolge il suo ruolo di rappresentanza democratica di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori. Papa Francesco, in udienza con una delegazione del nostro sindacato, lo ha ricordato: “non esistono lavoratori liberi senza le organizzazioni sindacali”.
Momenti di confronto e dialogo come quelli di mercoledì, nei luoghi di lavoro e cura,
rappresentano un antidoto imprescindibile alla crisi sociale e morale che dilaga a livello
internazionale e nazionale; strumenti di libertà e solidarietà concreta che vanno tutelati e
coltivati.
Nell’occasione verrà avviato il “Coordinamento di collaborazione” delle tre
categorie nel posto di lavoro, che vedrà sotto il simbolo CGIL, la rappresentatività di operatori sanitari, sanificazione e operatori tecnici, espresse dai diversi settori, nell’unione in un unico “Insieme” sindacale nella salvaguardia di tutte le tipologie distinte delle classi di lavoro.
Parteciperanno il Segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, Paolo Terrasi (FP
CGIL), Giuseppe Casafina (FIOM CGIL) e Gianni Lanzi (FILCAMS CGIL). L’incontro sarà
introdotto dal Delegato della FP CGIL Nazionale ai Rapporti con il Vaticano, Riccardo
Cesari.
ROMA, 26 gennaio 2026 – «Un bellissimo tavolo, rifinito nei materiali, ma senza le gambe». È questa la metafora con cui Antonio De Palma, presidente di Nursing Up, descrive la riforma delle professioni sanitarie e l’introduzione delle nuove lauree magistrali a indirizzo clinico.
Per il sindacato, si tratta di un’evoluzione solo formale: mancano risorse dedicate e, soprattutto, manca una collocazione contrattuale coerente. Le nuove figure, che dovrebbero essere destinate all’area della dirigenza, sono state invece immaginate nell’area dell’elevata qualificazione del comparto sanità, svuotando di contenuto la riforma e rendendola incapace di produrre benefici concreti. «Non ci si prenda in giro – afferma De Palma – se svolta doveva essere, svolta non è stata».
Il tema si inserisce in un quadro di progressivo disinvestimento sul personale sanitario: tra il 2012 e il 2024 la spesa per il personale è scesa dal 39,7% al 36,6% della spesa sanitaria complessiva, con una perdita stimata di oltre 33 miliardi di euro, come evidenziato da Fondazione GIMBE in audizione parlamentare.
Estremamente negativa anche la valutazione sull’assistente infermiere, definito una “figura trappola”, che rischia di scaricare ulteriori responsabilità sugli infermieri senza migliorare la qualità delle cure.
«Tra nuove lauree magistrali e figure di supporto – conclude De Palma – resta pericolosamente coperta la professione infermieristica di base, vera colonna portante del sistema sanitario. Senza investimenti, tutele e una valorizzazione reale, il sistema non evolve: si scompensa».
Le recenti dichiarazioni del Ministro Lollobrigida in merito all’adozione di un piano nazionale che preveda prelievi e abbattimenti dei lupi, sul modello di altri Paesi europei, segnano un arretramento inaccettabile nelle politiche di tutela della biodiversità.
Il Partito Politico REA osserva come la gestione della fauna selvatica debba basarsi su rigorosi protocolli scientifici di prevenzione e convivenza, anziché su soluzioni cruente che minacciano l’equilibrio degli ecosistemi.
In merito a questa emergenza, il Segretario Nazionale Gabriella Caramanica dichiara: “La protezione del lupo non è un’opzione politica negoziabile, ma un dovere civico e costituzionale che impone allo Stato di investire in strategie non letali e in una corretta informazione territoriale. Rispondere alla presenza dei lupi con i fucili significa abdicare al ruolo di custodi della natura per assecondare interessi particolari, calpestando la dignità degli esseri senzienti e ignorando le evidenze scientifiche che condannano l’inefficacia degli abbattimenti selettivi”.
REA ribadisce la necessità di un approccio che privilegi la messa in sicurezza delle attività zootecniche attraverso strumenti di prevenzione moderni e il mantenimento di un elevato status di protezione per le specie chiave del nostro patrimonio naturale. Difendere il lupo significa difendere l’integrità del nostro territorio e il diritto delle future generazioni a vivere in un ambiente equilibrato e rispettoso di ogni forma di vita. Il Governo abbandoni logiche di gestione anacronistiche e ristabilisca il primato della legalità ambientale, garantendo che nessuna decisione istituzionale venga mai presa a scapito della vita e del rigore morale che la nostra società civile oggi richiede.
CERVETERI, 26 gennaio 2026 – Il movimento politico Città Futura Anno Zero ha eletto Federica Battafarano nuova Segretaria politica. Una scelta che conferma la linea di continuità con il lavoro svolto negli anni e rilancia l’azione del movimento in vista delle prossime sfide per il territorio caerite.
Battafarano vanta una consolidata esperienza amministrativa e politica maturata a livello locale. Nel corso degli anni ha ricoperto ruoli che le hanno consentito di acquisire competenze nella gestione della cosa pubblica, affiancando all’attività istituzionale un costante rapporto con il tessuto sociale della città.
«Mi è stato affidato il ruolo di Segretaria politica, una responsabilità che accolgo con gratitudine e senso del dovere – ha dichiarato Battafarano – consapevole che la forza del nostro progetto risiede nel lavoro collettivo, nel confronto e nella partecipazione attiva. Ringrazio tutte e tutti coloro che continuano a mettere tempo, energie e competenze al servizio di questo percorso».
Nel suo intervento, la neo-Segretaria ha ribadito l’importanza di una politica fondata sull’ascolto e sulla condivisione: «La politica non è un esercizio di potere, ma un atto di ascolto. Metto la mia esperienza a disposizione di questo progetto perché credo che Cerveteri abbia bisogno di una visione capace di tenere insieme diritti, inclusione e sviluppo».
Il percorso politico di Federica Battafarano è caratterizzato dall’impegno sui temi dei beni comuni, dei diritti sociali e della promozione culturale come elemento strategico per la crescita economica e identitaria del territorio.
Sotto la sua guida, Città Futura Anno Zero intende rafforzare il dialogo con quartieri e frazioni, promuovere politiche inclusive, consolidare il ruolo di Cerveteri come polo culturale e turistico e incentivare processi amministrativi improntati a trasparenza e partecipazione.
Il movimento ha espresso fiducia nella nuova Segretaria, sottolineando come la sua esperienza e il suo approccio politico rappresentino un valore aggiunto per il prosieguo dell’azione sul territorio.
Ufficio Stampa – Città Futura Anno Zero
Tutti conosciamo la vespa, lo scooter più famoso d’Italia nato dopo il dopoguerra e divenuto pratico e maneggevole anche per le donne aprendo così un nuovo mercato, pratico ed ormai icona di design. La vespa si fece celebre nel famoso film vacanze romane del 1953 dove Audrey Hepburn e Gregory peck andavano in giro per Roma su una vespa 125 rendendola simbolo della dolce vita.
Il signor Alberto di Carlo presidente del vespa club di Anguillara Sabazia assieme al vice presidente Danilo Berlinghini e la segretaria e tesoriera Rosella Oliverio coltivano la passione per la vespa affiliandosi nel 2024 al vespa club Italia potendo così partecipare a raduni ed essi stessi organizzarli.
Col gruppo della vespa sono stati in Svizzera, in Ungheria ed in Irlanda, se i viaggi non superano i duecento km però si va in Vespa. L’associazione ruota intorno ai 170 soci. Lo scorso anno c’è stato il raduno nazionale della vespa proprio ad Anguillara ed hanno partecipato 370 vespe. La vespa per i soci del vespa club è un modo per ricordare l’infanzia, i primi amori, i primi giri in autonomia; coltivando la passione per la vespa si coltiva il ricordo di quella gioventù ormai perduta ma piena di amore e spensieratezza.
Al vespa club si fanno anche pranzi di gruppo oltre alle classiche uscite in vespa ed è un gruppo molto coeso che coltiva oltre alla passione per il famoso scooter anche il valore dell’amicizia. Se ci si volesse associare basta andare alla sede del vespa club in Via dei Cavalieri di Vittorio Veneto, numero 4,ad Anguillara Sabazia, ma sono disponibili anche i contatti telefonici ed il sito web e la pagina Facebook.
Vespa club non è solo raduni ma anche solidarietà e beneficenza: i soci, infatti, si impegnano moltissimo nel sociale, si creano feste per solidarietà, si è stati a delle case famiglia ed al bambin Gesù.
In sintesi la vespa è un simbolo cult della nostra Italia che ad alcuni come il vespa club di Anguillara Sabazia può riportare all’infanzia ed aiutarli a riviverla ricordandoci che al mondo serve fare del bene.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani considera la Giornata della Memoria un momento centrale del calendario civile italiano ed europeo, non soltanto come occasione di commemorazione, ma come spazio pubblico di riflessione critica sul rapporto tra storia, responsabilità e diritti. Il 27 gennaio interroga il modo in cui il passato viene conosciuto, narrato e trasmesso, chiamando in causa la qualità della memoria collettiva e il ruolo educativo delle istituzioni scolastiche.
Per l’edizione 2026, il tema “La Memoria scritta della Shoah” invita a riportare al centro dell’attenzione le fonti, i documenti, i diari, le testimonianze personali, la letteratura e la poesia come fondamento della conoscenza storica. La memoria non è un dato spontaneo né un semplice esercizio emotivo: essa si costruisce attraverso la scrittura, la conservazione delle tracce e il lavoro di studio che consente di sottrarre il passato alla semplificazione e alla rimozione. In questo senso, la dimensione documentaria rappresenta anche un presidio essenziale contro il negazionismo e contro le forme più sottili di distorsione della storia.
In Italia, la legge n. 211 del 2000 richiama la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, la deportazione e la morte di uomini e donne italiani, nonché il ricordo di quanti si opposero al progetto di annientamento. Resta tuttavia significativa l’assenza di un riferimento esplicito al fascismo e al ruolo svolto dallo Stato italiano nella costruzione e nell’attuazione delle politiche razziali. Questa lacuna segnala una difficoltà ancora aperta nell’assunzione piena delle responsabilità storiche e rende ancora più necessario un lavoro rigoroso sulle fonti, capace di restituire concretezza alle scelte politiche e amministrative che resero possibile la persecuzione.
La persecuzione antiebraica in Italia non fu un evento improvviso né unicamente l’effetto dell’occupazione tedesca dopo il 1943. Essa si sviluppò progressivamente all’interno di un preciso quadro istituzionale, attraverso decisioni legislative e pratiche amministrative che trovarono nel regime fascista il proprio riferimento. Le leggi razziali del 1938 tradussero l’antisemitismo in norma dello Stato, ridefinendo l’appartenenza alla comunità nazionale ed escludendo gli ebrei dalla vita civile, economica e sociale. Dopo l’8 settembre 1943, la collaborazione della Repubblica sociale italiana con le autorità naziste rese possibile l’arresto e la deportazione di migliaia di persone, con il coinvolgimento diretto di apparati e funzionari italiani. È proprio la memoria scritta a consentire oggi una ricostruzione puntuale di questi processi, sottraendoli all’astrazione e restituendo loro volti, nomi e responsabilità.
Alla luce di queste considerazioni, il CNDDU intende promuovere, in vista della Giornata della Memoria 2026, una Campagna nazionale per le scuole dal titolo “Parole che restano”. Si tratta di un percorso pensato per coinvolgere studenti e studentesse in un’esperienza attiva e partecipata di confronto con la memoria scritta della Shoah, valorizzando la lettura critica dei testi, l’analisi dei documenti e la riflessione sul linguaggio. “Parole che restano” nasce dall’idea che siano proprio le parole – quelle dei diari, delle lettere, delle leggi, delle testimonianze – a costruire il ponte tra il passato e il presente, rendendo visibili i processi attraverso cui i diritti possono essere progressivamente negati.
La campagna mira a rafforzare il ruolo della scuola come luogo di costruzione della coscienza civile, superando una didattica puramente celebrativa e promuovendo percorsi capaci di integrare storia, educazione linguistica ed educazione ai diritti umani. Attraverso il lavoro sui testi, gli studenti sono chiamati a interrogarsi non solo su ciò che è accaduto, ma anche su come è stato raccontato, giustificato o contestato. In un tempo segnato dalla diffusione di linguaggi semplificati e polarizzanti, educare alla responsabilità delle parole significa anche fornire strumenti per riconoscere stereotipi, generalizzazioni e nuove forme di antisemitismo.
Nel contesto internazionale del 2026, attraversato da guerre e crisi umanitarie, la Giornata della Memoria assume un valore particolarmente delicato. Il riconoscimento della sofferenza delle popolazioni civili richiede attenzione e sensibilità, ma anche rigore nell’uso del passato. La memoria della Shoah non può essere sovrapposta meccanicamente al presente né trasformata in uno strumento di contrapposizione politica. Preservarne la specificità storica è una condizione necessaria per mantenere aperto uno spazio di confronto pubblico responsabile e rispettoso.
Ricordare il 27 gennaio significa oggi tenere insieme memoria scritta, responsabilità storica e impegno educativo. Significa nominare senza ambiguità colpe e complicità, comprese quelle italiane, senza rimozioni né autoassoluzioni. Ma significa anche investire sulla scuola come luogo in cui il passato non viene evocato per chiudere il discorso sul presente, bensì per renderlo più consapevole, più critico e più attento alla tutela dei diritti e della dignità di ogni essere umano. È in questa tensione tra conoscenza storica e coscienza civile che la Giornata della Memoria può continuare a parlare alle nuove generazioni e interrogare il nostro tempo.