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La Protezione Civile di Civitavecchia partner operativa nel progetto europeo “GUARDIANS” per la gestione delle emergenze nucleari

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La Protezione Civile del Comune di Civitavecchia è stata ufficialmente riconosciuta come partner operativa del progetto europeo GUARDIANS, dedicato alla gestione delle emergenze nelle crisi nucleari.
Un progetto di rilevanza strategica a livello continentale che vedrà coinvolti, per i prossimi quattro anni, enti e istituzioni di diversi Paesi europei.
Il risultato è frutto dell’esperienza maturata negli anni nel coordinamento dei tavoli di gestione delle emergenze e del lavoro sinergico sviluppato dall’Amministrazione comunale attraverso l’Area 4 – Lavori Pubblici e Protezione Civile, grazie all’attività dell’Ing. Giulio Iorio, dell’Arch. Paola Carboni e di Valeria Spampinato, in collaborazione con ENEA e la Fondazione Policlinico Gemelli.
Un percorso tecnico e istituzionale che oggi consente alla Protezione Civile di Civitavecchia di sedere ai tavoli europei dove si costruiscono modelli, protocolli e strumenti per la gestione delle emergenze complesse, inclusi gli scenari di rischio nucleare.
Il Coordinatore dell’unità di crisi della Protezione Civile locale, Valentino Arillo, dichiara:
«Questo traguardo è il risultato di anni di lavoro sul campo, di formazione costante, di esercitazioni e di una collaborazione istituzionale solida.
Voglio ringraziare l’Amministrazione comunale, il Sindaco Marco Piendibene e la Giunta per la visione e la fiducia dimostrate, così come i tecnici dell’Area 4 che hanno contribuito in maniera decisiva a questo percorso. Oggi la nostra Protezione Civile è riconosciuta come una realtà affidabile, preparata e all’altezza del contesto europeo».
Il progetto GUARDIANS consentirà alla Protezione Civile di Civitavecchia di contribuire in modo attivo allo sviluppo di sistemi di risposta alle emergenze nucleari, con l’obiettivo di garantire livelli sempre più elevati di sicurezza e protezione per i cittadini europei. Un riconoscimento che conferma la qualità del lavoro svolto e il ruolo crescente della città nei network istituzionali di protezione civile.

INCONTRO CON LA SCRITTRICE

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Evento promosso dal Comune di Bracciano e organizzato dallo Sportello Centro Donna Pandora Onlus.
Sarà nostra ospite la scrittrice Margherita Vitale, autrice del volume “La bambina nel pozzo – Il caso Annarella Bracci (1950)”.
Il dialogo con l’autrice sarà condotto da Barbara Busetto, mentre Sonia Boffa darà voce ad alcuni estratti del libro.
Sala Consiliare del Comune di Bracciano
Domenica 14 Dicembre
h 16.30
Un momento di approfondimento culturale e sociale per valorizzare la memoria storica del territorio e promuovere una riflessione condivisa sui temi della tutela, dei diritti e della consapevolezza.
La cittadinanza è invitata a partecipare.

A Bracciano prosegue l’impegno per migliorare il decoro urbano

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Prosegue il nostro impegno per migliorare il 𝐝𝐞𝐜𝐨𝐫𝐨 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐨 dei quartieri e delle frazioni attraverso la 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞 in tutti i parchi e gli spazi pubblici.
Oggi sono stati eseguiti interventi di 𝐩𝐮𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐞 𝐬𝐟𝐚𝐥𝐜𝐢𝐨 in via delle Betulle e nella frazione di Castel Giuliano.
Domani i lavori proseguiranno a 𝐏𝐢𝐬𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐢, per garantire cura e attenzione a tutto il territorio, mentre giovedì si procederà alla pulizia di 𝐕𝐢𝐠𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞.
Un lavoro costante, passo dopo passo, per valorizzare gli spazi pubblici e i luoghi di aggregazione.

SUCCESSO PER LA XVIII EDIZIONE FIERA NAZIONALE DEL PANETTONE E DEL PANDORO 2025

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PREMIO PANETTONE FOR PEACE AD ALESSANDRO SLAMA DI ISCHIA (NAPOLI)

Roma, 8 dicembre 2025

È stato un vero trionfo di gusto, tradizione e innovazione la diciottesima edizione della Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro, che si è svolta sabato 6 e domenica 7 dicembre 2025 nelle eleganti sale dell’Hotel Cristoforo Colombo. Un boom di presenze ha confermato ancora una volta la manifestazione come la più importante kermesse italiana dedicata ai grandi lievitati artigianali di qualità.

L’edizione 2025 ha potuto contare sul sostegno di importanti sponsor come Artecarta Italia, azienda leader nella produzione di scatole, Panettone Pop, nuovo brand dedicato alla destagionalizzazione del panettone, e il nascente Museo Nazionale del Panettone, ente che punta a valorizzare storia e cultura di uno dei simboli più amati della pasticceria italiana. Grazie al loro supporto sono state promosse iniziative di grande richiamo, tra cui il premio “Panettone for Peace”, dedicato alla pace nel mondo, e il riconoscimento per il miglior packaging. Le votazioni, come ormai da tradizione, sono avvenute direttamente dal pubblico tramite smartphone e QR Code.

Numerosi i maestri pasticcieri giunti a Roma da tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, per celebrare una delle tradizioni più radicate delle feste natalizie. Un vero e proprio viaggio nei sapori del territorio che ha saputo unire tecnica, creatività e identità regionali.

Grande attenzione è stata riservata al Premio Panettone For Peace, che ha visto sul gradino più alto del podio il Maestro Alessandro Slama della Pasticceria Da Slama di Ischia (Napoli), premiato per il suo panettone al caffè e caramello. Secondo posto per il Maestro Nicola Obliato della Pasticceria Mille Dolcezze di Aversa (Caserta), con il suo originale “Campattone”, un panettone campano arricchito da salumi e formaggi tipici. Terza posizione per il Maestro Giovanni Macaluso di Momò Delizie Siciliane (Roma), con un innovativo panettone al basilico con cioccolato fondente all’82% e lamponi in sciroppo.

Il premio al miglior packaging è stato invece assegnato alla Pasticceria Il Melograno di Cisano (Bergamo), riconoscimento consegnato da Catello Graziuso, Direttore Commerciale di Artecarta Italia.

Durante la manifestazione è stata anche lanciata ufficialmente l’idea del progetto Panettone POP, un nuovo brand che punta alla reale destagionalizzazione del panettone, con l’obiettivo di realizzare un Panettone di San Valentino in vista del febbraio 2026.

“Siamo pienamente soddisfatti del grande successo della nostra storica kermesse, che punta sulla qualità e non sulla quantità – ha dichiarato il patron della manifestazione, Dott. Emanuele Giordano –. Da 18 anni promuoviamo i prodotti artigianali, i territori e i maestri pasticcieri che sperimentano con impegno l’arte della lievitazione attraverso formazione e ricerca continua. Il Premio Panettone for Peace rappresenta un messaggio di unità e serenità, un valore fondamentale in questo momento storico così delicato.”

Giordano ha infine già fissato il prossimo appuntamento: “Ora lavoreremo al progetto Panettone POP per San Valentino e alla preparazione della XIX Edizione della Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro, prevista per il 5 e 6 dicembre 2026”.

Un evento che, ancora una volta, ha saputo unire eccellenza artigianale, innovazione e valori universali, trasformando Roma nella capitale del panettone e del pandoro.

A-HEAD Project porta a Palazzo Valentini l’arte come cura: premiati Barchitta, Zabarella e Zeroscena.

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Biolghini, Calapai e Benedetti: «L’arte resta spazio di trasformazione e comunità»

Il 5 dicembre, nella Sala Di Liegro di Palazzo Valentini, la cerimonia di consegna della terza edizione del Premio Internazionale “Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti”, promosso da A-HEAD Project di Angelo Azzurro Onlus con il patrocinio della Città Metropolitana di Roma Capitale. L’iniziativa — ideata e curata da Piero Gagliardi — conferma la centralità dell’arte contemporanea come strumento di consapevolezza, ascolto e dialogo sul tema della salute mentale.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali della Consigliera delegata della Città Metropolitana di Roma Capitale, Tiziana Biolghini (Pari Opportunità, Politiche Sociali, Cultura, Partecipazione, Trasparenza e Anticorruzione), che ha sottolineato il valore sociale e culturale del Premio:

«Come Delegata alle Politiche Sociali della Città metropolitana di Roma, credo fortemente nel valore di queste sinergie tra cultura e sociale. La città ha bisogno di questi intrecci, ha bisogno di progetti che uniscano generazioni, pratiche, linguaggi, per costruire un’idea più inclusiva di benessere.
All’associazione e ai giovani artisti e artiste, va il nostro grazie per aver creduto in un’arte che non si limita a rappresentare il mondo, ma lo trasforma.».

A seguire, la Presidente  Stefania Calapai ha ricordato il senso profondo del Premio:

«Questo riconoscimento nasce per custodire il legame tra ricerca artistica e profondità del pensiero. Il nostro percorso artistico che sinergicamente si lega alla cura della mente non perde di vista la matrice principale della Onlus; cioè l’ingresso importante dell’arte nei centri della cura e la lotta allo stigma della malattia mentale.

Le opere selezionate interrogano materia, corpo e inquietudini contemporanee: un esercizio di verità necessario per il nostro tempo».

Il curatore Lorenzo Benedetti ha aggiunto:

«La fragilità non è un limite, ma un motore creativo. I progetti premiati aprono nuove possibilità, mostrando come l’arte continui a essere un luogo di trasformazione e rigenerazione».

La giuria — composta da Lorenzo Benedetti, Dora Stiefelmeier, Mario Pieroni, Gianfranco Grosso, Francesco Nucci, Davide Sebastian, Simona Spinella, Teresa Macrì, Paolo Grassino e Raffaella De Chirico — ha assegnato i riconoscimenti ai tre artisti selezionati.

Alessio Barchitta si è aggiudicato il Premio Giovan Battista Calapai (1.200 euro + pubblicazione A-HEAD Edizioni) per una ricerca che attraversa pittura, scultura e installazione interrogando memoria dei materiali e tensioni tra fragilità e permanenza; il premio è stato consegnato da Barbara Salvucci.

Giulia Zabarella ha ottenuto la Menzione Theodora van Mierlo Benedetti (800 euro + pubblicazione) per il suo lavoro tra performance, corpo e linguaggio, che indaga il passaggio dal visibile all’invisibile; la menzione è stata conferita da Carla Benedetti Bock e Lorenzo Assirio Benedetti.

Infine, il collettivo Zeroscena (Elisa La Boria e Luka Bagnoli) ha ricevuto il Premio Piero Gagliardi (500 euro + acquisizione di un’opera inedita per il MUSMA di Matera): un progetto che trasforma spazi di confinamento e ambienti domestici in dispositivi di interrogazione critica, attraverso un linguaggio scenico e installativo; il premio è stato consegnato da Luca Centola.

Le opere vincitrici entreranno nella piattaforma 3500 cm², curata da Lorenzo Benedetti, che diffonde manifesti di arte contemporanea in contesti dedicati alla cura e al benessere, ampliando l’impatto del progetto A-HEAD al di fuori dei luoghi tradizionali dell’arte. Ai riconoscimenti economici si affiancano le opere donate da Barbara Salvucci (per Premio Calapai e Menzione Benedetti) e da Luca Centola (per Premio Gagliardi).

Durante la cerimonia sono intervenuti il Dott. Alessandro Bellotta, psichiatra e psicoanalista junghiano, e i curatori Lorenzo Benedetti e Roberta Melasecca, che hanno presentato i cataloghi delle vincitrici della prima edizione del Premio: Camilla Gurgone e Gisella Chaudry. La serata si è conclusa con l’intervento sonoro dell’artista e dj Flavia Lazzarini, in un dialogo suggestivo tra musica, linguaggio e cura.

In un clima culturale complesso come quello attuale, iniziative come il Premio Calapai-Benedetti ribadiscono l’urgenza di sostenere gli artisti under 35, spesso esposti a precarietà strutturali e difficoltà di accesso ai circuiti istituzionali. Favorire la crescita delle nuove generazioni significa investire in immaginazione, responsabilità culturale e futuro: significa permettere a visioni giovani, radicali e sperimentali di emergere e contribuire a ridefinire il nostro tempo.

A conclusione della serata, il progetto A-HEAD ha rinnovato una convinzione che accompagna ogni edizione del Premio: arte e psichiatria possono, insieme, combattere lo stigma della malattia mentale, promuovendo una narrazione più complessa, inclusiva e umana. In questo incontro tra linguaggi e saperi diversi, la fragilità non è più un peso: diventa una forma di conoscenza, un ponte, una possibilità di comunità.

Il progetto A-HEAD nasce nel 2017 per volere della famiglia Calapai per la lotta allo stigma dei disturbi mentali e dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro ONLUS ed artisti internazionali: infatti con il progetto A-HEAD Angelo Azzurro, curato da Piero Gagliardi dal 2017 fino al 2022, mira a sviluppare un percorso conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari laboratori che da anni l’associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali.

Data la natura benefica del progetto, con A-HEAD la cultura, nell’accezione più ampia del termine, diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.

A Head Project A Head Project

A Head Project    A Head Project

“Il PD: Rassicuriamo Grossi e Poletti, abbiamo letto attentamente la loro mozione”

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Il Partito Democratico ha letto integralmente la mozione presentata dai consiglieri Grossi e Poletti. Proprio perché l’abbiamo letta con attenzione, possiamo rispondere punto per punto alla replica apparsa sulla stampa.

La mozione afferma che «fenomeni analoghi sono registrati in molte città europee (Amsterdam, Rotterdam, Barcellona)» e suggerisce di adottarne i modelli. È un paragone improprio. Quelle città dispongono di budget, organici, strutture amministrative, corpi di polizia dedicati e competenze giuridiche non paragonabili a una città di 50 mila abitanti. Non è una posizione politica: è una differenza strutturale che rende quel riferimento fuorviante.

La mozione indica di «richiedere alla Prefettura l’avvio di un Patto per la Sicurezza Urbana ai sensi del D.L. 14/2017». È esattamente ciò che questa Amministrazione fa regolarmente nel rapporto istituzionale con Prefettura e Forze dell’Ordine. Rivendicare come novità ciò che è già in corso non trasforma una mozione in un piano operativo.

Gli stessi proponenti scrivono che «l’ipotesi di procedere ad assunzioni comunali non è percorribile». È un’affermazione corretta. Tuttavia, subito dopo, la mozione elenca nuove funzioni, nuovi tavoli, nuovi sistemi di monitoraggio, nuove figure operative e nuovi protocolli. È legittimo chiedere: chi li gestisce? Con quali risorse? Con quale struttura amministrativa? La mozione non lo chiarisce. Affida tutto a formule generiche come “contratti di servizio” o “co-progettazioni”, senza definire costi, responsabilità, tempistiche né sostenibilità per una macchina comunale già sotto organico. Questo non è un dettaglio: è l’elemento che determina la realizzabilità o meno di una proposta.

La mozione prevede inoltre di «istituire un Tavolo Comunale per la Notte Sicura e la Vivibilità Urbana». Ma il coordinamento in materia di sicurezza pubblica è già regolato dalla legge e attribuito a Prefettura e Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Un tavolo parallelo, “istituito per delibera”, rischia di sovrapporsi a organismi già esistenti, creando ambiguità istituzionali e duplicazioni che la norma non prevede. Non è una valutazione politica: è un limite giuridico.

Si propone poi un «Progetto pilota di mediazione sociale notturna» affidato a soggetti esterni, ma comunque in raccordo con la Polizia Locale. Ancora una volta, manca la definizione delle responsabilità operative, delle coperture assicurative, dei protocolli, della catena di comando e delle condizioni in cui questi operatori interagirebbero con funzioni pubbliche. Senza questo quadro, la proposta rischia di creare un ibrido ingestibile, con aspettative che il Comune non può garantire. È un tema di responsabilità amministrativa, non di volontà politica.

La mozione elenca infine «report trimestrali», «raccolta dati», «questionari periodici», «collaborazioni con università e centri di ricerca». Tutto condivisibile in teoria. Ma un piano è realistico solo se indica chi lo esegue, con quali risorse, con quali competenze e in quali tempi. Senza questi elementi, restano buone intenzioni prive di copertura.

Per questo rigettiamo al mittente l’idea che non avessimo letto la mozione. L’abbiamo letta, e proprio per questo abbiamo sollevato criticità oggettive. Gli stralci riportati sopra parlano da soli.

La verità è semplice: la mozione apre più problemi amministrativi e normativi di quanti ne risolva. Non basta citare il Decreto Minniti per rendere operative misure complesse: serve una struttura adeguata, una programmazione sostenibile, un coordinamento istituzionale reale.

Il tema della sicurezza merita serietà. Non possiamo votare testi che elencano obiettivi condivisibili ma non spiegano come raggiungerli.

Detto questo, vogliamo essere chiari: apprezziamo il tentativo di affrontare un problema reale e siamo disponibili a un confronto serio. Ma così come è scritta, questa mozione difficilmente potrà trovare accoglimento. Se i proponenti intendono rivederla alla luce delle criticità emerse, il Partito Democratico è pronto a collaborare.

Confronto sì. Improvvisazione no.

Partito Democratico di Civitavecchia

 

Giornata internazionale dei Diritti Umani: educare alla dignità, alla giustizia, alla pace e l’impegno delle scuole. Al via la terza edizione dell’Albero dei Diritti Umani

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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata mondiale dei Diritti Umani che si celebra il 10 dicembre, ricorda con grande emozione la promessa nata dalle macerie della guerra, una promessa che afferma il diritto di ogni essere umano, senza alcuna distinzione, a vivere con dignità, libertà e giustizia. È una promessa storica, scolpita nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 (DUDU), un testo che continua a parlare al presente, ammonendo, incoraggiando e guidando.

Il CNDDU sente profondamente questo richiamo e rinnova il proprio impegno affinché tale promessa non resti un semplice enunciato, ma diventi un progetto vivo da trasmettere alle nuove generazioni.

Nelle scuole, più che in ogni altro luogo, la Giornata dei Diritti Umani può trasformarsi in un’esperienza concreta. Gli studenti, ripercorrendo le ragioni storiche della nascita dell’ONU e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, avranno l’opportunità di riflettere sui valori nobilissimi della DUDU, che come un fil rouge lega 193 Paesi e si fa portavoce della dignità dell’uomo, il quale nasce con diritti fondamentali, intrinseci, inalienabili e universali, uguali per tutti e ovunque nel mondo, che gli appartengono per il semplice fatto di essere uomo.

Non concessioni, quindi, ma appartenenze che vanno tutelate con cura, responsabilità e memoria. Ogni giovane che entra in contatto con la DUDU cresce come cittadino consapevole e contribuisce alla costruzione di una società più equa.

Celebrando questi valori, non possiamo ignorare la loro fragilità nel mondo contemporaneo. In molti Paesi, purtroppo, la libertà di espressione è soffocata, l’accesso all’Istruzione è negato, le donne subiscono discriminazioni e violenze, i bambini sono vittime di sfruttamento e intere popolazioni vivono sotto la minaccia dei conflitti. Ricordare la DUDU significa rifiutare l’indifferenza e riaffermare che nessun diritto può essere sacrificato senza ferire l’intera umanità. Significa guardare il dolore del mondo non come un destino inevitabile, ma come una sfida morale.

A guidarci in questo percorso vi sono i grandi testimoni della storia, donne e uomini che con il loro coraggio hanno incarnato i principi proclamati dalla Dichiarazione. Le loro vite dedicate ai diritti umani ci ricordano che ogni passo verso la giustizia richiede determinazione e che la speranza è un atto di volontà, non un sentimento passivo.

In questo orizzonte di valori tracciato dai grandi costruttori di pace prende forma l’iniziativa nazionale del CNDDU “L’Albero dei Diritti Umani”, giunta alla terza edizione, ideata per accompagnare le scuole nel periodo natalizio attraverso un gesto dal profondo significato educativo. Le classi saranno invitate a ripercorrere la storia della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, a riflettere sui diritti ritenuti più urgenti e a trasformare tali riflessioni in un simbolo concreto: un alberello in ogni aula, oppure un grande albero comune per l’intero Istituto, sul quale appendere i trenta articoli della DUDU scritti su lettere con buste rosse. In cima potrà brillare la stella bianca e azzurra delle Nazioni Unite.

La Dichiarazione completa, sotto forma di pergamene arrotolate e legate con un nastrino, sarà consegnata ai rappresentanti di ogni classe, così da essere disponibile in ogni aula dell’edificio affinché tutti possano leggerla, comprenderla e farla propria.

L’albero che prenderà forma nelle scuole celebrerà la dignità della persona e la consapevolezza dei valori fondamentali. Diventerà un punto d’incontro, un luogo in cui fermarsi, riflettere e riconoscere che il Natale, nella sua essenza più autentica, parla la lingua universale della pace, della fraternità e del rispetto.

In un mondo che invoca sempre più spesso protezione e ascolto, il CNDDU rivolge un appello forte alle Istituzioni e ai governi affinché la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sia rispettata in ogni luogo e in ogni tempo, e affinché nessun bambino, nessuna donna e nessun popolo debbano lottare per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito per nascita e dignità umana.

“Ogni ingiustizia commessa in un punto del mondo rappresenta una minaccia per la giustizia ovunque.” #AlberoDeiDirittiUmani

prof.ssa Rossella Manco

Segreteria Nazionale CNDDU

professoressa Rosella Manco

“Librando”, la giornalista Antonella Barina presenta “Donne dell’altro mondo”

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un incontro dedicato a nove storie di donne straordinarie impegnate sul fronte della solidarietà e della tutela dei più vulnerabili
In occasione della Giornata mondiale dei diritti umani e lungo il filo rosso delle iniziative contro la violenza di genere promosse dal Comune di Tarquinia, la rassegna “Librando” propone mercoledì 10 dicembre, alle ore 17, presso la Cittadella di Semi di Pace (località Vigna del Piano snc), la presentazione del libro della giornalista Antonella Barina, “Donne dell’altro mondo”.
Dopo i saluti del presidente di Semi di Pace Luca Bondi, l’autrice dialogherà con suor Rita Giaretta e con Claudio Cantina, vice presidente della Sezione Soci Coop Tarquinia, sulle straordinarie vicende di nove donne impegnate sul fronte della solidarietà e della tutela dei più vulnerabili, protagoniste di sfide spesso al limite dell’impossibile.
Le loro storie attraversano continenti e realtà di profonda sofferenza. Vittoria vive in una capanna di fango e paglia sulle Ande e riscatta le bambine sfruttate come domestiche da ricchi peruviani; Ginevra fa la clown nei Paesi in guerra e negli orfanotrofi più sperduti della Terra; Chiara, infermiera, è stata in Liberia durante l’epidemia di ebola e nelle sale operatorie improvvisate nei camion a Mosul occupata dall’Isis; Natalina in Congo salva le ragazzine accusate di stregoneria e sottoposte a spietati riti d’esorcismo; Rita strappa le prostitute e i loro figli alla tratta degli schiavi nel Casertano; Adriana, ex bracciante agricola che soccorre le vittime di caporalato in Calabria; Federica in Angola e Afghanistan restituisce gli arti a chi è saltato su una mina e che in Ciad e Yemen sovraintende a sconfinati campi profughi; Marisa e Gianna hanno creato una casa da fiaba per i bimbi malati di tumore a Roma per le terapie con le loro famiglie.
Giornalista di lungo corso, Antonella Barina ha girato gran parte del mondo per realizzare reportage su temi culturali e sociali, prima per “l’Europeo”, poi come inviata de Il Venerdì di Repubblica, dove cura anche la rubrica settimanale “Noi e gli altri” dedicata all’universo della solidarietà. La rassegna “Librando” è promossa dal Comune di Tarquinia, attraverso la biblioteca “Vincenzo Cardarelli”, e si svolge con il patrocinio dell’Unicoop Etruria – Sezione Soci Etruria, dell’associazione Semi di Pace odv e della libreria Vita Nova.

IL CINEMA DEL FUTURO: FUORICORTI E 24 FRAME AL SECONDO

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L’Amministrazione Comunale informa che martedì 9 dicembre alle ore 17, presso la biblioteca comunale Alessandro Cialdi, avverrà la presentazione del progetto Fuoricorti/24 Frame al Secondo. L’ingresso è gratuito e sarà garantita la presenza di alcuni registi.
Il progetto è stato organizzato da Luca Valdiserri e da Paola De Caro.
Fuori Corti è lo spin-off di 24 Frame Al Secondo, il festival di cortometraggi per giovani registi, la cui terza edizione sarà prevista tra i mesi di marzo e giugno del 2026.
Tra i cortometraggi che verranno proiettati:
– ‘Il Fumettista’ di Leonardo Vacchio;
– ‘Confini’ di Simone De Cenzo e Michele De Rango;
– ‘Dorian’ di Francesca Pinto;
– ‘Immersi’ di Luca Samac;
– ‘Amore per due ore’ di Marta Minoni, Sofia Righetti, Pietro Omodei Zorini;
– ‘La Favilla’ di Simone Ceccomarini;
– ‘Saranno stati due secondi’ di Sofia Bertinelli;
– ‘ Damnatio Memoriae’ di Francesco Milieri;
– ‘Tutto il resto è noia’ di Branimir Liguori.
La terza edizione del progetto Fuoricorti/24 Frame Al Secondo è stata già presentata alla Mostra del cinema di Venezia, alla Festa del Cinema di Roma, al Giffoni Film Festival e alla Triennale di Milano.

L’Assessora alla cultura Stefania Tinti esprime la sua soddisfazione per l’imminente evento: “Per noi – dichiara – è un grande piacere ospitare il progetto perché ci consente di entrare in un circuito culturale di rilevanza nazionale. Civitavecchia sarà protagonista di una serata di grande risonanza”.

ERASMUS AL “DI VITTORIO” DI LADISPOLI

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SUCCESSO PER IL PROGETTO CHE SI E’ SVOLTO IN PORTOGALLO E IN FRANCIA

LA PROF.SSA ANGELA DI SABATINO: “UNA DIDATTICA CHE APRE LA MENTE E IL CUORE”

Il suo nome è un omaggio ad Erasmo da Rotterdam, teologo e umanista olandese divenuto simbolo dello spirito interculturale che anima da decenni il Programma di scambio e collaborazione tra gli Istituti Superiori e le Università dei diversi Stati membri dell’Unione Europea. Le sue lontane origini risalgono al 1987, quando fu inizialmente denominato “Sistema di Azione della Comunità Europea per la Mobilità degli Studenti Universitari”. Rapidamente affermatosi come una delle iniziative principali dell’Unione Europea, evolvendosi nel tempo in Socrates e poi in Erasmus+, il Programma unifica oggi in un unico scenario tutte le iniziative precedenti dell’UE per l’istruzione, la formazione, l’educazione degli adulti e lo sport.

“Si tratta di uno strumento fondamentale per potenziare le competenze linguistiche e culturali dei nostri allievi di cui abbiamo già diverse volte sperimentato l’efficacia – ha sottolineato la Prof.ssa Angela Di Sabatino, Docente di Lettere e Referente Erasmus per l’Istituto Superiore “Giuseppe Di Vittorio” di Ladispoli – Lo scorso anno 23 studenti sono stati in Spagna, a Valladolid. Questa volta, nel mese di novembre, 12 allievi delle Classi seconde dell’Alberghiero e dell’Istituto Tecnico si sono recati in Francia accompagnati dal Prof. Alberto Oliva (Referente Progetto Erasmus) e dalla Docente di lingua francese Prof.ssa Marianna D’Amico”. Un’altra mobilità si è svolta in Portogallo e ha coinvolto 10 allievi delle Classi quarte e quinte dell’Alberghiero e dell’Istituto Tecnico (Indirizzo Amministrazione Finanza e Marketing) accompagnati dalla Prof.ssa Angela Di Sabatino (Persona di contatto Erasmus) e dalla Prof.ssa Chiara Brunetti (Referente Progetti Erasmus). “Entrambe le mobilità – ha sottolineato la Prof.ssa Angela Di Sabatino – si sono svolte in un clima di calorosa accoglienza e cordialità da parte delle scuole ospitanti, il Lycée General et Technologique Alain Borne di Montélimar (in Francia) e l’Agrupamento De Escolas De Vilela (in Portogallo). Queste esperienze sono state altamente educative e formative poiché hanno permesso ai nostri allievi di sperimentare dal vivo le conoscenze teoriche apprese in aula: i ragazzi hanno “praticato” quotidianamente le lingue straniere, si sono confrontati con stili di vita e tradizioni diverse e tutto ciò ha consentito un arricchimento non solo culturale ma anche civico, in quanto ha favorito la consapevolezza di una cittadinanza europea “a tutto tondo”. Bisogna sottolineare inoltre – ha aggiunto la Prof.ssa Di Sabatino – la calorosa accoglienza e l’ampia disponibilità delle scuole e delle famiglie ospitanti che hanno supportato i nostri allievi in questo percorso. Nei momenti di commiato, forti sono state le emozioni da parte degli allievi di entrambe le nazioni, ma anche quelle di noi docenti e delle famiglie. Ecco – ha aggiunto la Prof.ssa Di Sabatino – questa è la vera ricchezza delle progettualità Erasmus +: far vivere ai ragazzi delle opportunità che spesso l’aula non riesce a dare, permettere di uscire dai propri contesti e confini, allargare e potenziare capacità e competenze sul campo creando quella sinergia e armonia che consente sia ai nostri allievi, sia anche a noi docenti, di sentirci maggiormente parte di una comunità capace di apprendere e imparare dal confronto e dal dialogo. Come recita un aforisma, – ha concluso la Prof.ssa Di Sabatino – “un’esperienza Erasmus arricchisce sempre la vita ed apre la mente”. Ma io aggiungerei “anche il cuore”…

Erasmus al Di Vittorio  Erasmus al Di Vittorio