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Grande festa a Cerveteri per Sant’Antonio Abate, tra tradizione, fotografie e teatro

Comunicato stampa

Appuntamento nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 gennaio. L’Assessore alla Cultura Cennerilli: “Una tradizione che continua a cui Cerveteri è fortemente legata”. L’Assessore Parroccini: “Grazie a Massari, Parrocchia, Confraternita e Rioni per due giorni di grande festa”

A Cerveteri torna uno degli appuntamenti più attesi dalla cittadinanza e tipici della tradizione etrusca, la Festa di Sant’Antonio Abate. Ad organizzarlo, i Massari Ceretani, la Parrocchia di Santa Maria Maggiore, le Signore della Boccetta e la Confraternita SS. Sacramento.

Programma che si divide in due giorni: sabato 17 gennaio alle ore 10:30 sarà celebrata la Santa Messa all’interno della Chiesa di Sant’Antonio. Alle ore 14:30 come tradizione, benedizione del fuoco presso la Cuppoletta di Sant’Antonio, sfilata lungo le vie del paese con la musica del Gruppo Bandistico Cerite e benedizione degli animali e del pane. A seguire, una grande festa di carnevale in Piazza Santa Maria, con distribuzione di panini con porchetta, dolci e bevande. Contestualmente, in Sala Ruspoli, spazio alla fotografia e ai ricordi, con una mostra organizzata proprio per l’occasione.

Il giorno seguente, domenica 18 gennaio alle ore 19:00 un appuntamento straordinario all’interno della Chiesa di Sant’Antonio: “La storia di Sant’Antonio Abate – tra culto e tradizione”, rappresentazione teatrale multimediale con la regia e l’adattamento di Agostino De Angelis, i cori delle Parrocchie Santa Maria Maggiore, Santissima Trinità e Santuario Nostra Signora di Ceri, la soprano Elena Danusia, Christian Proietti e Amedeo Ricci rispettivamente all’organo e al clarinetto e la direzione del Maestro Alessio Piantadosi. L’ingresso è gratuito.

“La Festa di Sant’Antonio Abate è una tradizione per Cerveteri – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – una festa sempre molto attesa e che richiama tante famiglie e tanti bambini nel nostro Centro Storico. Alla tradizione, quest’anno sono stati affiancati due ulteriori eventi: una mostra fotografica all’interno dei locali di Sala Ruspoli in Piazza Santa Maria nella giornata di sabato e nella giornata di domenica, alle ore 19:00 un suggestivo evento all’interno della Chiesa di Sant’Antonio alle Boccette, una meravigliosa rappresentazione teatrale curata dal regista e attore Agostino De Angelis. Invito la Cittadinanza di Cerveteri a partecipare alle iniziative in programma, sia quelle più legate alla tradizione religiosa che quelle culturali: due giorni di grandi appuntamenti per i quali ringrazio di cuore i Massari Ceretani, la Parrocchia Santa Maria Maggiore, la Confraternita e tutti coloro che con passione, si sono impegnati per rinnovare anche quest’anno questa tradizione”.

“Una meravigliosa tradizione che si rinnova – aggiunge Manuele Parroccini, Assessore ai Rapporti con i Rioni del Comune di Cerveteri – un’occasione in cui la cittadinanza di Cerveteri da sempre partecipa in modo attivo, mettendosi a disposizione per rendere questa una giornata di festa ed unione per tutte le famiglie. Ci saranno tutti gli appuntamenti che da sempre caratterizzano la Festa di Sant’Antonio Abate, con i Massari, i componenti della Confraternita, la comunità parrocchiale e i Rioni della nostra città pronti a festeggiare nel migliore dei modi, Sant’Antonio Abate”.

I Bunker come museo diffuso e come difesa nel XXI secolo

Comunicato Stampa

Teatro Comunale di Sant’Oreste
Piazza Cavalieri Caccia 10
Sant’Oreste
(Rm) 00060
Frontale

Venerdì 16 gennaio 2026
Ore 09:30 – 14:00
Il convegno propone una riflessione sul valore storico, simbolico e paesaggistico dei bunker, luoghi di difesa e oggi spazi di memoria e di arte. A partire dal caso del Monte Soratte, il dibattito si concentra sul rapporto tra architettura, paesaggio e memoria collettiva, approfondendo le possibilità di rigenerazione e reinterpretazione contemporanea di questi manufatti. Attraverso gli interventi di studiosi, architetti e artisti, il tema della protezione si trasforma in occasione di dialogo, di ricerca estetica e di rinnovata coscienza civile, per restituire al bunker un significato nuovo: da spazio di guerra a luogo di pace, cultura e partecipazione.
Al termine del Convegno si potrà visitare le Mostre nel Palazzo Caccia Canali e nella sala Giorgio Fregosi per concludere con la visita delle gallerie Bunker del Monte Soratte.
Coordinatore scientifico: Oriana Impei, Accademia di Belle Arti di Roma e Fabrizio Capolei, Commissione Formazione OAR
Tutor: Ludovico Sargolini, Formazione OAR
ORE 09:30 Registrazioni CHECK/IN dei partecipanti
ORE 10:00 Saluti istituzionali
Lorenzo Busnengo, Vicepresidente OAR
Raffaele Bencardino, Consigliere OAR Delegato Commissione Città Metropolitana
Gregory Paolucci, Sindaco Comune di Sant’Oreste
Riccardo Cecchini, Presidente dell’associazione culturale Bunker Soratte
Ludovico Sargolini, Delegato Zona 3 Città Metropolitana OAR
Modera: Fabrizio Capolei, Commissione Formazione OAR
ORE 10:20 Introduzione al convegno
Fabrizio Capolei, Commissione Formazione OAR

ORE 10:30 Il Bunker del Soratte, una montagna di storia                                                  Prof. Arch. Gregory Paolucci, Sindaco Comune di Sant’Oreste e Fondatore dell’Ass. Bunker Soratte

ORE 10:55 Punto di arrivo nel nuovo mondo di Pace –                                                        Oriana Impei, Docente di Scultura Accademia di Belle Arti di Roma

ORE 11:20 Vedute di guerra, Arte tra denuncia e rivoluzione                                  Francesca Tuscano, storica dell’arte

ORE 11:45 Il bunker come simbolo nel paesaggio                                                      Achille Maria Ippolito, Professore emerito ordinario in composizione Architettonica Sapienza università di Roma

ORE 12:10 I bunker, un ancestrale arcipelago dialogico                                                 Emmanuele Lo Giudice, architetto

ORE 12:35 L’arte come antidoto alla guerra

ORE 13:00 Linguaggi visivi e memoria condivisa Il ruolo dell’arte come strumento di rigenerazione emotiva e culturale dei luoghi della guerra, nella prospettiva di un museo diffuso della pace.

Eclario Barone, artista visivo e docente di Pittura ABA Roma
ORE 13:25 Dibattito e conclusioni
ORE 14:00 Registrazioni CHECK/OUT dei partecipanti

Seguono visite guidate alle mostre Palazzo Caccia Canali, sala delle Bettine e gallerie bunker Soratte

I bunker come museo diffuso

Piano Asfalti a Cerveteri, lavori in corso in via Mario Pelagalli

Comunicato stampa

L’Assessore alle Opere Pubbliche Matteo Luchetti: “Cantieri proseguiranno anche nel 2026”

Ha preso il via questa mattina un nuovo ciclo di cantieri per il rifacimento del manto stradale a Cerveteri. Lavori in corso in via Mario Pelagalli, che verrà asfaltata ex novo in tutta la sua interezza. Attività che chiude un importante quadrante di strade oggetto di lavori, iniziati questa estate e che hanno visto interessate via della Lega, via Umberto Badini, via Ezio Brandolini, via Rio dei Combattenti, via Mecozzi, via Giulio Valeri e Largo Almunecar.

“Come annunciato nelle scorse settimane, con via Mario Pelagalli chiudiamo una serie di cantieri stradali che dall’estate del 2025 hanno visto interessate numerose arterie del nostro territorio – ha dichiarato Matteo Luchetti, Assessore alle Opere Pubbliche – una strada estremamente importante tra l’altro quella in cui hanno preso il via i lavori oggi perché ci consente di chiudere di fatto un grande quadrante di vie che oggi sono totalmente riasfaltate. A questo, aggiungerei anche che è una via di snodo fondamentale, perché collega diverse parti della città e perché è sede del mercato settimanale del venerdì”.

“Nell’anno appena trascorso abbiamo eseguito lavori di rifacimento stradali per 950mila euro ed ulteriori 950mila saranno eseguiti nel 2026 – prosegue Matteo Luchetti – nel dettaglio i lavori interesseranno via Todi, via Sterpeto, via Suessola, via Vadimone e via Perusia a Cerenova e via Montegrappa, via Diaz, via Friuli e via Renato Morelli a Cerveteri capoluogo oltre a un lungo tratto di via di San Paolo, dall’intersezione con via del Boietto all’intersezione con via del Ferraccio”.

“L’ufficio opere pubbliche – conclude Luchetti – che ringrazio per il lavoro che svolge ogni giorno con grande professionalità e disponibilità, sta predisponendo gli atti necessari alla pubblicazione della gara d’appalto, di cui ne daremo chiaramente notizia alla cittadinanza”.

 

“La forza della speranza, il coraggio della pace”, don Luigi Ciotti a Ladispoli

Il presepe vivente di Trevignano Romano: tra vin brulé, dolci fatti in casa e spirito di partecipazione

Si è svolto nella giornata di domenica 11 gennaio il presepe vivente di Trevignano Romano, curato dalla parrocchia Santa Maria Assunta. Tanta la partecipazione dei volontari, sia adulti che bambini, che nonostante il freddo si sono calati nei panni e nell’atmosfera biblica che circondava la nascita di Gesù Cristo.

Realizzato nella cornice della Casa del Fanciullo, in Via della Rocca, l’evento ha dato l’occasione a tutta la comunità del borgo sul Lago di Bracciano di riunirsi e passare un bel momento insieme ai loro cari.

Come consolazione al freddo impervio della serata, oltre ai vari falò accesi in tutto il presepe, non è nemmeno mancato il vin brulé, rimedio perfetto contro il gelo di questi giorni. Non solo da bere però, in quanto, oltre al calore della bevanda, non sono stati lesinati dolci, preparati anche quelli sul momento dai partecipanti della comunità. Il tutto è stato offerto, con la possibilità di poter contribuire grazie ad un’offerta volontaria.

Davide Catena, redattore L’agone

Una rappresentazione teatrale religiosa su Sant’Antonio Abate di e con Agostino De Angelis

Riceviamo e pubblichiamo

Il 18 gennaio alle ore 19.00, nella suggestiva Chiesa di Sant’Antonio Abate nel rione la Boccetta a Cerveteri, andrà in scena uno spettacolo dedicato alla figura di Sant’Antonio Abate, uno dei santi più amati e radicati nella tradizione popolare.

L’evento, proposto dal Parroco Don Gianni Sangiorgio della Parrocchia Santa Maria Maggiore, per la regia e adattamento di Agostino De Angelis, si inserisce nel solco delle celebrazioni antoniane, proponendo un racconto teatrale che unisce spiritualità, memoria e identità collettiva. La scelta della chiesa da parte del regista come spazio scenico non è casuale: il luogo sacro diventa parte integrante della narrazione, amplificando il valore simbolico e l’intensità emotiva dello spettacolo.

La rappresentazione dedicata al Santo sarà strutturata attraverso parole e azioni sceniche dei lettori delle Parrocchie: Rossella Travagliati, Elsie Papi, Patrizia Paoletti, Gigliola Ricci, Alessandra Magrelli, Decio Bagni, Renato Arseni, Roberta Lautizi, Elio Lucci, Bruno Frosi e la partecipazione degli attori dell’Academy for Theater, Cinema and Cultural Heritage: Riccardo Dominici, Riccardo Frontoni, Luisa De Antoniis, Nerina Piras, Gianmarco De Antoniis, e degli alunni della secondaria dell’Istituto I.C. Cena con la professoressa Ilaria Dall’Acqua, i canti dei cori delle Parrocchie di Santa Maria Maggiore, Santissima Trinità e Santuario Nostra Signora di Ceri con all’organo Christian Proietti, diretti dal M° Alessio Piantadosi e la partecipazione al clarinetto del M° Amedeo Ricci e del soprano Elena Danusia, le suggestioni visive curate da Desirée Arlotta.

La regia privilegia un linguaggio essenziale ma evocativo, in cui la narrazione si intreccia con momenti di intensa riflessione, restituendo al pubblico non solo un racconto agiografico, ma anche una meditazione sul rapporto tra uomo, fede e comunità. Sant’Antonio Abate emerge così come figura attuale, portatrice di valori universali che superano il tempo e le epoche.

Lo spettacolo, organizzato dall’Associazione Culturale ArcheoTheatron con il patrocinio gratuito del Comune di Cerveteri, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, rappresenta un’occasione preziosa per vivere un’esperienza culturale e spirituale insieme, nel cuore di Cerveteri, riscoprendo una tradizione profondamente legata al territorio.

Un appuntamento ad ingresso libero da non perdere, capace di unire teatro, storia e devozione in una serata di grande suggestione.

OLTRE I SILENZI: RICONOSCERE I SEGNALI DEI DISTURBI DELL’UMORE NEGLI ADOLESCENTI.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE E DELL’INTERVENTO PRECOCE. INTERVISTA AD ADELIA LUCATTINI, ORDINARIO DELLA SOCIETÀ PSICOANALITICA ITALIANA

Intervista di Marialuisa Roscino

L’adolescenza è una fase di metamorfosi profonda, dove il confine tra le normali oscillazioni emotive e un vero e proprio disturbo dell’umore all’inizio può essere sfumato. Intervenire tempestivamente non è solo una scelta clinica, ma un atto di prevenzione che può cambiare radicalmente la traiettoria di vita di  un giovane. In che modo è possibile riconoscere i disturbi dell’umore in adolescenza? Cosa riferiscono al riguardo, gli studi epidemiologici? Come si arriva alla diagnosi dei disturbi dell’umore? E come è possibile curarli? Di questo e molto altro, ne parliamo con Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association.

Lucattini: “Sostenere i figli senza giudicare. Comprensione e fiducia aiutano più delle critiche”.

Dott.ssa Lucattini, quali sono le principali tipologie dei disturbi dell’umore?

Esistono diverse modalità di classificazione dei disturbi dell’umore, a seconda dei sistemi diagnostici utilizzati a livello internazionale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nella Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-11), inserisce i disturbi dell’umore, denominati anche disturbi affettivi, comprendendo i disturbi depressivi, i disturbi bipolari e i disturbi dell’umore indotti da sostanze o da condizioni mediche (WHO, ICD-11).

Si tratta di patologie mentali che coinvolgono la sfera emotiva, cognitiva e comportamentale, caratterizzate da alterazioni significative e prolungate del tono dell’umore, che può assumere prevalentemente una polarità depressiva (tristezza, perdita di interesse, rallentamento psicomotorio) o euforica/maniacale (esaltazione, iperattività, ridotto bisogno di sonno, impulsività).

I due poli, depressione e mania, rappresentano gli estremi di un continuum psicopatologico in cui si collocano diverse forme intermedie, come l’ipomania, la distimia (depressione cronica lieve) e il disturbo ciclotimico, caratterizzato da oscillazioni dell’umore più lievi ma persistenti nel tempo.

Accanto ai sistemi diagnostici descrittivi, esiste inoltre un manuale di classificazione psicodinamica utilizzato nella ricerca e nella pratica clinica internazionale: il Psychodynamic Diagnostic Manual (PDM), elaborato da una Task Force di associazioni psicoanalitiche internazionali propone una diagnosi multidimensionale che affianca alla descrizione dei sintomi il funzionamento mentale, l’organizzazione della personalità e l’esperienza soggettiva del paziente.

 Gli studi epidemiologici cosa indicano in merito?

 Gli studi epidemiologici internazionali mostrano che i disturbi dell’umore rappresentano una delle principali cause di disabilità psicologica e sociale a livello mondiale.

I dati provenienti dall’ampia World Mental Health Survey Initiative, condotta in oltre 30 Paesi e promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (2023) in collaborazione con la Harvard Medical School, indicano che la prevalenza nel corso della vita dei disturbi dell’umore varia dal 7% al 20%, con differenze legate al contesto socioculturale e alle metodologie diagnostiche utilizzate.

Il Disturbo Depressivo Maggiore interessa circa il 5% della popolazione mondiale, ma raggiunge punte del 10–12% nelle donne rispetto al 4–6% negli uomini; i Disturbi Bipolari presentano una prevalenza stimata tra l’1% e il 3%, ma possono raggiungere il 5% se si includono le forme sub-soglia o ciclotimiche; circa il 10–15% delle persone inizialmente diagnosticate con depressione maggiore sviluppano successivamente un quadro bipolare, confermando la complessità diagnostica e la necessità di un attento monitoraggio.

Come si arriva alla diagnosi dei disturbi dell’umore?

 La diagnosi di un disturbo dell’umore viene posta quando le oscillazioni emotive, verso la tristezza o verso l’euforia, diventano intense, persistenti nel tempo e tali da interferire in modo significativo con la vita quotidiana, il funzionamento scolastico o lavorativo e le relazioni affettive. Non si tratta quindi di normali variazioni dell’umore, ma di condizioni cliniche strutturate che incidono profondamente sul pensiero, sul comportamento, sulla percezione di sé e sul rapporto con gli altri.

Nel polo depressivo, l’adolescente o l’adulto può sperimentare un senso profondo di vuoto, rallentamento del pensiero e della parola, perdita di energia vitale, sentimenti di autosvalutazione. Nel polo maniacale o ipomaniacale, invece, si osservano accelerazione del pensiero e del linguaggio, iperattività, ridotto bisogno di sonno e una sensazione di euforia o di onnipotenza immotivata. Spesso, soprattutto nelle fasi iniziali, la manifestazione più precoce non è l’agitazione evidente, ma l’accelerazione del flusso mentale, che può compromettere la coerenza del pensiero e del discorso.

La diagnosi viene effettuata da uno specialista in psichiatria o da un’équipe multidisciplinare che può includere psicologi clinici e psicoterapeuti, attraverso una valutazione approfondita che tenga conto della storia evolutiva, del contesto familiare e del funzionamento psicologico complessivo del giovane. In questa direzione, la The Lancet Psychiatry Commission on Youth Mental Health (2026) sottolinea l’importanza di modelli di cura integrati, centrati sul giovane e basati sul coinvolgimento attivo della famiglia lungo tutto il percorso di cura, dalla valutazione iniziale all’intervento precoce e alla continuità assistenziale.

Perché spesso la diagnosi dei disturbi dell’umore negli adolescenti arriva in ritardo?

Sono diversi i fattori che concorrono a ritardare la diagnosi dei disturbi dell’umore in adolescenza. Gli adolescenti spesso faticano a riconoscere e verbalizzare il proprio malessere emotivo; i genitori possono interpretare l’instabilità dell’umore come una fase “normale” dello sviluppo adolescenziale; inoltre, il contesto scolastico non è strutturalmente deputato alla diagnosi clinica, che resta demandata ai servizi sanitari specialistici. Questo insieme di elementi contribuisce a una sottovalutazione iniziale dei sintomi e a un accesso tardivo alle cure.

Molti ragazzi non hanno una piena consapevolezza dei propri conflitti emotivi e come le difese inconsce possano mascherare o “criptare” il malessere, rendendolo poco visibile sul piano comportamentale. Una revisione sistematica sull’efficacia della psicoterapia psicodinamica in età evolutiva ha evidenziato che tali approcci risultano particolarmente indicati nei disturbi interiorizzati, come depressione e ansia, che tendono a non esprimersi in modo eclatante.

Uno studio su Frontiers in Child and Adolescent Psychiatry (2023) ha rilevato che il tempo medio che intercorre tra l’esordio dei sintomi e la diagnosi supera spesso i due anni, soprattutto per la difficoltà nel distinguere i sintomi depressivi da quelli ansiosi o dai disturbi dell’attenzione.

Un’ulteriore conferma proviene da Child and Adolescent Psychiatry and Mental Health (2026), che evidenzia come il ritardo diagnostico nei disturbi dell’umore giovanili sia associato a presentazioni cliniche atipiche, comorbilità frequenti e scarsa integrazione tra servizi educativi e sanitari. Gli autori sottolineano che l’assenza di modelli di valutazione multidimensionale e la tendenza a normalizzare il disagio emotivo adolescenziale rappresentano fattori chiave nel posticipare l’intervento clinico.

A che età si manifestano i disturbi dell’umore?

 I disturbi dell’umore possono comparire a qualsiasi età, ma l’esordio avviene più frequentemente durante l’infanzia e, soprattutto, nell’adolescenza. Nei bambini i segnali sono spesso atipici e difficili da riconoscere, con prevalenza di irritabilità, instabilità emotiva, disturbi del sonno e dell’attenzione, che possono condurre a diagnosi errate.

Durante l’adolescenza, fase di profonda riorganizzazione emotiva e identitaria, i sintomi diventano più evidenti e possono includere episodi depressivi, fluttuazioni dell’umore, crisi d’ansia e alterazioni del ritmo sonno-veglia, talvolta alternate a fasi di aumentata energia e attività mentale.

L’età media di esordio dei disturbi dell’umore si colloca prevalentemente tra i 12 e i 18 anni, con un secondo picco nella prima età adulta, tra i 20 e i 30 anni, in corrispondenza di fasi di particolare vulnerabilità evolutiva (Molecular Psychiatry, 2026).

Quali sono gli interventi più efficaci in adolescenti con disturbi dell’umore?

 Negli adolescenti con disturbi dell’umore, gli interventi psicologici più efficaci sono quelli che integrano il lavoro sul funzionamento emotivo con il coinvolgimento della famiglia. Approcci come la terapia interpersonale e le terapie sistemico-relazionali si sono dimostrati utili nel ridurre i sintomi depressivi e nel prevenire le ricadute, soprattutto quando inseriti in programmi di cura strutturati e continuativi.

La Short-Term Psychoanalytic Psychotherapy (STPP) rappresenta un modello efficace anche in età adolescenziale: pur essendo a tempo limitato, consente di lavorare sui conflitti emotivi, sulle dinamiche relazionali e sull’alleanza terapeutica, favorendo cambiamenti clinicamente significativi.

Ricerche recenti indicano che gli interventi psicodinamici  e psicoanalitici integrati producono benefici duraturi nel tempo e risultano più efficaci rispetto al solo trattamento farmacologico, in particolare nei quadri depressivi dell’adolescenza (BMC Psychiatry, 2025).

La famiglia può avere un ruolo importante nella gestione dei disturbi dell’umore adolescenziali?

 La famiglia può rappresentare un importante fattore protettivo o, al contrario, di rischio nel decorso dei disturbi dell’umore in adolescenza. Comunicazione aperta, supporto emotivo, stabilità delle routine quotidiane e partecipazione attiva al percorso di cura favoriscono una migliore aderenza ai trattamenti e riducono il rischio di ricadute.

Il contesto familiare costituisce lo spazio in cui il ragazzo proietta e rielabora conflitti emotivi, vissuti di dipendenza e separazione, aspettative inconsce e modalità di attaccamento. Il lavoro clinico che coinvolge i genitori consente di comprendere e modificare queste dinamiche, facilitando i processi di regolazione affettiva e di integrazione emotiva dell’adolescente.

La qualità dell’alleanza terapeutica con i genitori e il loro coinvolgimento attivo nel trattamento sono associati a migliori esiti clinici negli adolescenti con disturbi dell’umore. Inoltre, gli interventi che includono il supporto genitoriale o la psicoterapia familiare risultano efficaci nel ridurre la frequenza e la gravità degli episodi affettivi nel lungo termine (International Journal of Social Psychiatry (2023); Frontiers in Psychology (2024).

Perché è molto importante l’intervento precoce per la cura dei disturbi dell’umore in adolescenza?

 Intervenire precocemente nei disturbi dell’umore consente di ridurre la durata e la gravità degli episodi, prevenire la cronicizzazione, preservare il funzionamento scolastico e sociale e diminuire significativamente il rischio suicidario. Un trattamento tempestivo permette di agire quando i sintomi sono ancora plastici e meno strutturati, aumentando le possibilità di una remissione stabile.

La letteratura psicodinamica ha mostrato come anche interventi psicoterapeutici relativamente brevi possano produrre un effetto sleeper, ovvero benefici che si consolidano e diventano più evidenti nel tempo, anche dopo la conclusione della terapia. Inoltre, le evidenze più recenti indicano che l’intervento precoce può influenzare positivamente la traiettoria neurobiologica dei disturbi dell’umore, contribuendo a una migliore regolazione emotiva e a una maggiore integrazione delle funzioni affettive. L’intervento precoce non rappresenta solo una risposta ai sintomi presenti, ma una vera e propria azione preventiva che tutela lo sviluppo psicologico futuro e favorisce la costruzione della resilienza nel lungo periodo (Frontiers in Psychiatry, 2025).

Quali consigli si sente di dare ai genitori?

 -Attenzione ai segnali. Cambiamenti improvvisi di umore, sonno, appetito o rendimento scolastico non vanno sottovalutati;

-Chiedere aiuto presto. In caso di irritabilità persistente o isolamento, consultare uno specialista è fondamentale;

-Fare squadra con i curanti. La collaborazione tra famiglia e professionisti rende la cura più efficace;

-Non sospendere le cure da soli. Anche se i sintomi migliorano, le terapie vanno modificate solo con il medico;

-Sostenere i figli senza giudicare. Comprensione e fiducia aiutano più delle critiche;

-Dare stabilità quotidiana. Routine e dialogo favoriscono l’equilibrio emotivo.

 

 

MUNICIPIO XV, TORQUATI – CHIRIZZI (MUN.XV): “IL 15 GENNAIO INAUGURAZIONE CASA DELL’ ACQUA ACEA ATO 2 A PARCO DELLA MARATONA”

Comunicato stampa

“Sarà inaugurata il 15 gennaio alle 13.00 la quarta Casa dell’Acqua del Municipio XV. L’impianto, fornito e installato da Acea Ato 2 all’interno del Parco Atleti Azzurri d’Italia (Parco della Maratona) garantirà l’erogazione gratuita di acqua potabile liscia e gasata ventiquattr’ore su ventiquattro.

All’inaugurazione saranno presenti l’Assessora ai Lavori Pubblici di Roma Capitale, Ornella Segnalini, il Direttore Generale di Acea Ato 2, Andrea Aliscioni, e i rappresentanti istituzionali del Municipio XV.”

Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati e l’Assessora ai Lavori Pubblici, Luigia Chirizzi.

“Tornare in Montagna per la Libertà”, la presentazione del libro di Paolo Prosperi a Cerveteri

Comunicato stampa

SINOSSI
Italia, 2026.
Un’ondata di qualunquismo dilaga nel Paese, aprendo la strada a un governo autoritario di destra che, passo dopo passo, tradisce i valori della Costituzione e soffoca ogni forma di dissenso.
Sotto la guida del Generale Italo Costantini e del Primo Ministro Ermanno Fallaci, prende forma una nuova dittatura ispirata al fascismo.
Ma l’Italia non resta in silenzio.
Tra repressione e violenza, nasce una nuova Resistenza, fatta di donne e uomini che non accettano di veder crollare la democrazia conquistata con il sangue dei partigiani.
A guidare la ribellione è il Generale Ilario Montebello, che abbandona l’esercito per organizzare un movimento clandestino.
Accanto a lui, figure come Mario, Guido, Alex, John, Rosso e Tocai animano la lotta nelle diverse regioni, accendendo le prime scintille a Milano, Genova, Firenze e Napoli.
Tra ideali, sacrifici e memoria storica, questa è la storia di una nuova Resistenza, ispirata ai grandi del passato – Pertini, Parri, Terracini – e pronta a tutto per difendere la libertà.
Un racconto attuale e potente che mescola storia, politica e azione, ricordandoci che la democrazia non è mai scontata – e che la libertà va difesa, sempre.

Colleferro: operaio muore schiacciato da un trasformatore di 50 quintali

Comunicato stampa

Un lavoratore di 40 anni ha perso la vita in un’azienda nell’area industriale di Colleferro. È rimasto schiacciato da un trasformatore mentre erano in corso le operazioni di spostamento con un muletto. È la prima vittima, di cui si ha notizia, del lavoro dell’anno nel Lazio di una strage quotidiana che non si ferma.” Così in una nota la Cgil di Roma e del Lazio e la Camera del Lavoro della Cgil di Roma Sud Pomezia Castelli.

“Nell’esprimere tutta la nostra vicinanza e il nostro sostegno ai familiari, – si legge nella nota – chiediamo che le indagini chiariscano cosa sia successo e le responsabilità anche in relazione ad altri gravi infortuni avvenuti con analoghe modalità ne nostro territorio.

“Non può essere derubricato tutto alla tragica fatalità. Il Lazio è una regione in cui gli infortuni sono aumentati del 7,5% negli ultimi 12 mesi. Chiediamo che si accenda un faro sui mezzi da lavoro che le lavoratrici e i lavoratori sono costretti ad usare per svolgere le loro mansioni. Continueremo a mobilitarci affinché il lavoro non sia più causa di morte e dolore e le istituzioni agiscano con misure concrete per salvare le vite.”, conclude la nota.

Segreteria CGIL di Roma e Lazio