Denunciato per abbandono di rifiuti nel Parco Bracciano-Martignano

Comunicato stampa

Cesano, la querela dei Guardiaparco è scattata grazie alle immagini delle fototrappole

Contrasto all’abbandono illecito di rifiuti nell’area protetta, i Guardiaparco del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano hanno denunciato un uomo romano di 58 anni grazie alle immagini registrate dalle fototrappole installate a Cesano, una zona della Capitale maggiormente esposta al fenomeno. Per l’attività investigativa, gli organi di vigilanza dell’Ente di gestione del Parco della Regione Lazio si sono avvalsi delle riprese con telecamera da esterno: documentato lo scarico di materiale sanitario dismesso e di rifiuti derivanti da attività edilizie in una zona sottoposta a tutela ambientale. Le immagini delle fototrappole hanno consentito l’individuazione della targa dell’automobile da cui sarebbe stato scaricato il materiale, risalendo quindi al proprietario, sanzionato e segnalato all’autorità competente per abbandono e deposito incontrollato di rifiuti. Non solo, perché se dalle ulteriori indagini venisse evidenziata la provenienza da attività imprenditoriali o professionali dei rifiuti, scatterebbero anche le misure previste dal Testo Unico Ambientale per attività non autorizzata di gestione dei rifiuti. Al momento, però, la presunzione di innocenza è in capo alla persona denunciata, il pronunciamento definitivo sulla responsabilità spetta infatti all’autorità giudiziaria.

L’operazione dei Guardiaparco del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano si inserisce nell’ambito delle attività di monitoraggio e controllo del territorio finalizzato alla prevenzione dei reati per la tutela del patrimonio ambientale: l’abbandono incontrollato di materiali edili e ingombranti rappresenta infatti una delle principali criticità per la conservazione dell’ecosistema, con possibili ricadute anche su decoro e sicurezza locale. L’Ente di gestione del Parco ricorda che il conferimento dei rifiuti deve avvenire esclusivamente attraverso i canali autorizzati e invita cittadini e imprese a collaborare nella salvaguardia dell’ambiente, segnalando eventuali situazioni sospette. Il Testo Unico Ambientale prevede infatti diverse misure sanzionatorie per i trasgressori: si va dall’ammenda amministrativa fino alla reclusione, prevista comunque la possibilità dell’obbligo di rimozione dei rifiuti e ripristino dello stato dei luoghi, con spese a carico del responsabile.

  • Se l’autore è un privato cittadino, l’abbandono di rifiuti è punito con ammenda da 1.500 a 18.000 euro; se l’abbandono avviene mediante un veicolo, può essere applicata anche la sospensione della patente da 4 a 6 mesi.
  • Se invece l’abbandono è riconducibile a un’impresa, un artigiano, una ditta edile o un’attività professionale, la condotta costituisce un reato più grave, punito con arresto da 6 mesi a 2 anni oppure ammenda da 3.000 a 27.000 euro.

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