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L’INCHIOSTRO DEL FUTURO: a Canale, un punto di riferimento per consentire di vivere 5.000 anni

Nel 2017, un’intuizione di 6 persone e il desiderio di apportare un servizio alla comunità locale, diede vita all’Associazione culturale “L’inchiostro del futuro”, uno spazio di aggregazione dove organizzare eventi, attività ricreative e di lettura.

Claudio e Ilaria Romagnoli, Renato Rocchi, Maurizio e Filomena Cassi, Giulia Elmi siglavano ben più che lo statuto di un’associazione; posero, in realtà, il primo mattone di qualcosa che non c’era a Canale, quello della biblioteca, un posto dove poter trovare un libro ma anche qualcuno con cui condividere cultura, nelle sue molteplici forme straordinarie.

Un proposito, ovviamente accolto di buon grado dall’Amministrazione Comunale, che concedeva in comodato d’uso la Sala Natili ai sei pionieri di quella che sarebbe stata la piccola, grande rivoluzione culturale di un piccolo centro qual è Canale.

Una sala ampia il giusto, con una posizione centrale ma defilata, con l’esposizione di un giardino garante della silenziosità necessaria, sotto la canonica del parroco, metaforicamente ad apposizione del sigillo divino.

Un luogo dove promuovere cultura, garantita dall’art. 9 della nostra Costituzione, non poteva che essere inaugurato il 2 giugno, festa della Repubblica.

Piccoli passi misurati, che hanno condotto negli anni e conducono tutt’oggi sulla strada di una grande ambizione, quella della crescita dell’individuo; è stato Umberto Eco a sostenere che “chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita, la propria, ma chi legge avrà vissuto 5.000 vite”.

Dal 2018 il presidente dell’associazione è Claudio Romagnoli, che in una piacevole conversazione avvenuta proprio in Sala Natili, più che di se stesso, tesse le lodi di chi in questi anni ha prestato, a qualunque titolo, la propria collaborazione per far vivere questo spazio.

Uno spazio vivo, appunto, nel quale negli anni sono state proposte letture per bambini, presentazioni di libri, eventi culturali d’arte, di musica, di storia, incontri a carattere scientifico, convegni, corsi di formazione e informazione.

Professionisti e studiosi locali, come Fabio Chiaravalli, Francesco Stefani, hanno condiviso il loro cospicuo sapere, ma anche Simona Bellanti, appassionata e fine conoscitrice d’arte, Vilma Piccioni, Francesco Mancuso, si sono spesi per far sì che chi entri in questo luogo, ne esca più ricco e, perché no, più felice.

Sono stati e sono molti gli interventi tenuti da illustri accademici, come un raffinatissimo progetto sulla storia della fotografia tenuto dal fotografo Manfredi De Negri, che ha sfogliato album di famiglia di numerosissime famiglie canalesi; un percorso dall’alto valore locale e storico che ha emozionato, divertito e commosso.

Parla con una luce visionaria negli occhi Romagnoli, raccontando delle mostre di fotografia proposte in Sala Natili dallo stesso Manfredi De Negri e da Aldo Feroci, anticipandone una prossima, di Fausto Giaccone, reporter internazionale di spicco, che l’Inchiostro del Futuro allestirà al sacrario dei caduti di Canale il 31 gennaio prossimo.

Specificando che tutti i membri del direttivo e i soci compartecipano a titolo gratuito prestando il proprio tempo, con orgoglio ci comunica che di recente Cesare Gizzi ha terminato la classificazione informatica di tutti i libri, più di duemila, consentita grazie alle sue competenze informatiche e all’acquisto di un software dedicato, ovviamente provvedendo anche alla catalogazione dei testi nei vari espositori della biblioteca; “un regalo di una produzione cinematografica” dice con orgoglio, che al termine di un set operante nell’antico abitato di Monterano, ha fatto dono di splendidi scaffali, preziosi per custodire volumi raccolti nel tempo.

In un momento di stallo della vita dell’associazione, una ventata di energia e di rigenerazione l’hanno portata Vilma Piccioni e Simona Bellanti che hanno infuso un entusiasmo contagioso proponendo nuove attività e facendo intervenire eminenti studiosi; così l’associazione si è imposta di fare almeno due eventi al mese, generalmente di sabato per consentire a tutti di partecipare, proponendo un calendario ricco e variegato che spazia dall’arte alla musica al territorio.

L’amministrazione comunale, oltre che aver accordato alcuni contributi economici, patrocina tutte le iniziative dell’associazione, che vede oltre cento iscritti tesserati, come riconoscimento della preziosa mission portata avanti.

La cultura, si sa, non si pone limiti in termini d’espansione; ho chiesto cosa si apprestasse a scrivere questo prezioso inchiostro per il futuro e la luce degli occhi di Claudio e di Simona diventa più intensa e visionaria. Un proposito ambizioso è quello di coinvolgere più giovani possibili, riempire la sala di ragazzi che possano usarla come un laboratorio di crescita, morale e culturale, uno spazio di aggregazione sano che possa far vivere i nostri figli, se non 5.000, almeno un migliaio di anni.

I propositi sono quelli di coinvolgere le scuole e far sì che questa nicchia di erudizione si ampli e attragga sempre più persone così da conferire al nostro piccolo paese, la grandezza che sa andare oltre il numero degli abitanti.

 

Gianluca Di Pietrantonio, redattore L’agone

 

“Sono gay e mi conosco”, Lorenzo Vecchiotti presenta il suo libro a Bracciano

Presentazione alla biblioteca di Bracciano, via Pratoterra nr. 2

giorno 22 gennaio alle ore 17

Lorenzo Vecchiotti giovane braccianese, graphic designer , con coraggio nel 2025 decide di raccontarsi per avvicinare anche i lettori piu sensibili a conoscere il suo percorso: dalla consapevolezza della sua natura, alle paure di affrontare gli altri , alla ricerca del suo posto nel mondo .
Lo accompagneranno in questo viaggio la prof.ssa Loretta Truini sua docente di lettere negli anni del liceo e Luigia de Michele e Sonia Boffa che daranno voce alle pagine del suo libro .

Muore a 18 anni dopo essere stato accoltellato da un coetaneo: una tragedia che interroga la sicurezza nelle scuole

È morto il ragazzo di 18 anni accoltellato da un suo coetaneo all’interno di una scuola di La Spezia. Il giovane, gravemente ferito, era stato trasportato in codice rosso all’ospedale Sant’Andrea, dove era stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza. Nonostante l’operazione le sue condizioni sono peggiorate fino al decesso, avvenuto nelle ore successive al ricovero. L’altro studente è stato arrestato subito dopo i fatti, la dinamica dell’aggressione è stata ricostruita nelle sue linee essenziali ed è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Un episodio di questo tipo impone una riflessione che va oltre la cronaca, colpisce soprattutto il contesto in cui è avvenuto: la scuola, luogo che dovrebbe essere dedicato esclusivamente all’istruzione, alla crescita e alla relazione. Secondo quanto emerso, il ragazzo sarebbe stato colpito con un coltello, un oggetto di uso quotidiano che portato da casa, si è trasformato in strumento di violenza. Un dettaglio che apre interrogativi inquietanti sulla facilità con cui un gesto estremo può prendere forma e sull’abbassamento della soglia di controllo e di percezione del rischio.

La scuola rappresenta uno dei pochi spazi che le famiglie continuano a considerare sicuri, un punto fermo nella quotidianità dei ragazzi. Quando anche questo presidio viene attraversato dalla violenza, emerge con forza il bisogno di interrogarsi su cosa stia cambiando nel modo di vivere i conflitti, di gestire le tensioni, di intercettare il disagio prima che esploda. Non si tratta di cercare spiegazioni immediate né di sovrapporre letture semplificate a una tragedia complessa. Ma è difficile ignorare che episodi come questo segnalano una fragilità più ampia, che riguarda il rapporto tra giovani, istituzioni educative e società nel suo insieme.

Resta prima di tutto il dato più doloroso: una vita spezzata a soli diciotto anni. Ed è da questo che nasce l’esigenza di una riflessione seria e responsabile su come preservare la scuola come luogo di apprendimento e di sicurezza, affinché torni a essere ciò che dovrebbe sempre essere, uno spazio in cui si entra per imparare e da cui si torna a casa senza paura.

Paola Forte

Cerveteri, nonostante la Legge li abbia banditi ancora troppi i Cotton fioc tra i rifiuti marini spiaggiati

Comunicato stampa

I cotton fioc i rifiuti più abbondanti sulle coste sabbiose del Mar Tirreno centrale

La tipologia di rifiuto che maggiormente viene ritrovato sulle spiagge in occasione dei Plastic Free? Incredibile a dirsi ma è il bastoncino in plastica dei Cotton fioc.

Dal 1 gennaio del 2019, nel nostro Paese è vietato commercializzare e produrre sul territorio nazionale i bastoncini per la pulizia delle orecchie che abbiano il supporto in plastica o comunque in materiale non biodegradabile e compostabile, inoltre è obbligo dei produttori indicare le regole per un corretto smaltimento degli stessi e dunque il divieto di disfarsene attraverso gli scarichi dei bagni. I bastoncini per la pulizia delle orecchie, possono arrivare ad essere tra i rifiuti più abbondanti sulle coste sabbiose del Mar Tirreno centrale.

A Cerveteri, con il supporto dell’Assessorato all’Ambiente e del responsabile dell’area protetta della Palude di Torre Flavia il Dott. Corrado Battisti è in corso una ricerca statistica proprio per accertarsi se in termini percentuali la presenza di Cotton fioc sia realmente diminuita dall’entrata in vigore del divieto.

I campionamenti sono iniziati a gennaio 2019 e proseguiranno fino ad aprile 2020.

Trend negativo o positivo? Attualmente i dati parziali suggeriscono una non diminuzione del rifiuto lungo le coste del Tirreno centrale. I campionamenti riguardano  8 spiagge gestite da circa una dozzina di volontari (studenti universitari): quattro tra Passoscuro e Fiumicino, una nei pressi del Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, due nei pressi di Riva dei Tarquini (VT) e una in Toscana presso l’Oasi WWF Lago di Burano (GR), a cui si aggiunge la spiaggia della Riserva Naturale di Macchiatonda, che è invece gestita dagli operatori del parco.

Finora sono stati campionati (e raccolti) circa 19.000 rifiuti di cui 8500 sono bastoncini in plastica non biodegradabile dei Cotton fioc circa il 40%.

“Sebbene dall’inizio di quest’anno siano vietati, i primi dati raccolti purtroppo non sono estremamente incoraggianti, in quanto la percentuale di Cotton fioc rinvenuti è pressoché simile all’anno precedente – ha dichiarato l’Assessora alle Politiche Ambientali Elena Gubetti – i motivi di questi dati sono diversi: in primis quelli legati ai lunghi tempi di biodegradazione di ogni singolo tamponcino, poi sicuramente le abitudini quotidiane di ognuno di noi. Ancora in molti infatti c’è l’usanza di smaltire i Cotton fioc gettandoli direttamente nello scarico. In ultimo, non per importanza, il fatto che non tutti i punti i vendita si sono adeguati al cambiamento legislativo. Un trend che è necessario invertire il prima possibile, in maniera netta, per il bene dei nostri mari e del nostro ecosistema, già fortemente compromesso a livello mondiale, infatti quello che ad oggi non è possibile monitorare sono gli animali marini che muoiono per aver ingerito queste plastiche”.

“Mai come quest’anno, tra politiche plastic free, alle quali tra l’altro la nostra città ha aderito ad inizio estate, scioperi per il clima e campagne di sensibilizzazione, il tema della tutela ambientale è stato al centro dell’attenzione della cronaca e delle agende istituzionali – ha proseguito la sindaca Gubetti – ancor più lo sarà a partire dal 2021, anno in cui entrerà in vigore la legge del Parlamento Europeo che vieta la vendita e l’uso della plastica usa e getta. Un importante passo in avanti per la società e per il futuro del pianeta, al quale però, con estrema soddisfazione, posso dire che già diverse catene della grande distribuzione della nostra città si sono adeguate, con ben due anni di anticipo. Per un pianeta ed un futuro migliore è necessario ripartire da questi piccoli ma grandi gesti, azioni di responsabilità che ognuno di noi dovrebbe avere quotidianamente”.

Tassa d’imbarco crocieristi: prosegue il dialogo istituzionale tra Genova e Civitavecchia, al via una piattaforma comune con ANCI per una norma nazionale

Comunicato stampa

Prosegue il dialogo istituzionale tra il Comune di Genova e il Comune di Civitavecchia sul tema della tassa d’imbarco dei crocieristi. Dopo un primo confronto, avvenuto prima della fine dell’anno e già rivelatosi proficuo, il 13 gennaio il Vicesindaco di Genova Alessandro Terrile (con delega al rapporto Città-Porto e al Bilancio) e il Sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, si sono nuovamente sentiti, consolidando un percorso condiviso e gettando le basi operative per il lavoro da mettere in campo nelle prossime settimane.
La tassa d’imbarco rappresenta oggi uno strumento applicato in modo disomogeneo sul territorio nazionale, previsto solo in alcuni casi e regolato da norme non unificate, con il risultato di generare disparità evidenti tra i Comuni portuali. Una condizione che penalizza soprattutto città come Genova e Civitavecchia, che ogni anno gestiscono flussi molto elevati di passeggeri, con impatti significativi in termini di mobilità, pressione sui servizi pubblici, gestione dei flussi e costi ambientali, senza che a questo corrisponda un riconoscimento economico adeguato per le comunità locali.
Nel confronto, le due amministrazioni hanno concordato di dare forma a una piattaforma comune, a partire dai dati e dalle motivazioni contenute nella delibera di bilancio con cui il Comune di Genova ha introdotto una tassa di imbarco per i passeggeri. Un atto che mette a fuoco una criticità condivisa da molte città portuali: l’elevato numero di persone che attraversano la città e utilizzano servizi e infrastrutture (trasporti, viabilità, decoro urbano, sicurezza, pulizia e gestione dei picchi di afflusso) senza che tale passaggio produca ricadute economiche proporzionate sul territorio. Ne deriva un nocumento concreto per i Comuni, chiamati a sostenere costi organizzativi e gestionali che, nell’attuale quadro normativo, non trovano un ristoro certo e stabile.
Il passo compiuto da Genova viene considerato, in questa prospettiva, un avanzamento importante. Proprio per questo, Genova e Civitavecchia ritengono ora necessario portare la vertenza su scala nazionale, promuovendo un percorso che coinvolga tutti i porti italiani e le associazioni istituzionali, con l’obiettivo di giungere a una disciplina nazionale chiara, equa e uniforme.
Genova, primo porto d’Italia, e Civitavecchia, porto core e primo porto crocieristico del Mediterraneo, intendono promuovere un’iniziativa congiunta insieme ad ANCI, estendendo il confronto a tutte le città portuali interessate, per studiare le soluzioni legislative in grado di introdurre una norma nazionale sulla tassa d’imbarco e di garantire ai Comuni un giusto riconoscimento dei costi sostenuti.
A breve è prevista una call tra Genova, Civitavecchia e ANCI per avviare formalmente l’interlocuzione e definire i primi passaggi operativi. L’obiettivo condiviso è che  possa essere introdotta una disposizione capace di superare l’attuale frammentazione e di riconoscere il ruolo strategico delle città portuali, consentendo di reinvestire le risorse in tutela ambientale, qualità urbana, servizi pubblici e gestione sostenibile dei flussi turistici.
Una normativa nazionale sulla tassa d’imbarco non rappresenterebbe soltanto un elemento di equità tra territori, ma anche uno strumento concreto per accompagnare lo sviluppo del turismo crocieristico in modo più ordinato e sostenibile, nell’interesse delle comunità locali e del sistema Paese.

LA VIOLENZA INVISIBILE: AL CAMPIDOGLIO UN CONVEGNO SU SOCIETÀ, SPORT E SCUOLA

Comunicato stampa

Martedì 20 gennaio, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, si terrà il convegno “La violenza invisibile – nella società, nello sport e nella scuola”, promosso dall’Onorevole Marco Perissa in collaborazione con l’Onorevole Giovanni Quarzo. L’iniziativa è curata da Saverio Montingelli, con il contributo delle associazioni Breaking the Silence e FDS – La Famiglia nel Diritto e nella Società.

L’incontro rappresenta un’importante occasione di riflessione sulle forme di violenza invisibile che, pur manifestandosi in modo sottile, lasciano segni profondi e incidono significativamente sulla vita delle persone, in particolare dei soggetti più vulnerabili, con ricadute rilevanti sul benessere psico-fisico nei contesti sociali, sportivi e scolastici.

Tra i temi di approfondimento, le principali sfide nel tradurre le condotte di violenza psicologica in fattispecie di reato, argomento affrontato dall’Onorevole Augusta Montaruli. L’Onorevole Martina Semenzato si soffermerà invece sulla violenza economica, mentre la giornalista Costanza Cavalli analizzerà il ruolo e la responsabilità del linguaggio giornalistico nel raccontare le dinamiche dell’odio invisibile.

I lavori, in programma dalle 9.30 alle 13.00, vedranno la partecipazione di rappresentanti del mondo politico, sportivo e accademico, delle forze dell’ordine, dell’informazione e della società civile. Dopo i saluti istituzionali, tra cui quelli della Dott.ssa Cristina Mezzaroma, che porterà la propria esperienza alla guida di una grande istituzione sportiva come la Fondazione S.S. Lazio 1900, seguiranno interventi che affronteranno il tema sotto diversi profili: degrado sociale e urbano, linguaggio dell’odio e manipolazione emotiva, pressioni psicologiche nello sport e nella scuola, violenza di genere e prevenzione culturale.

Nel corso del convegno sarà inoltre proiettato il cortometraggio “Sara”, scritto e diretto dal regista Nello Pepe, che mette in luce l’importanza del supporto e dell’assistenza alle donne in difficoltà. Seguirà la testimonianza di Veronica Passaretti, collaboratrice del Gruppo Fratelli d’Italia – Regione Lazio, vittima di sessismo.

Il convegno si concluderà con una tavola rotonda dedicata al confronto tra esperienze e punti di vista differenti, con la partecipazione di Morena Corbellini, madre di Aurora Tila, la tredicenne vittima del presunto omicidio da parte del fidanzato, attualmente in carcere.

ASL ROMA 4: PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE

Comunicato stampa

La misura è colpa, il disastro evidente. Presidio martedì 27 gennaio “Indetto lo stato di agitazione di tutto il personale della ASL Roma 4: nessun’altra via percorribile se non la mobilitazione” lo dichiarano in una nota per mezzo stampa Emanuela Nucerino e Alessandro Mattei, Segretari della FP CGIL e UIL FPL della Provincia Nord di Roma.

“La situazione della ASL Roma 4, chiamata a gestire il servizio sanitario regionale su tutta la provincia settentrionale della Capitale, è sempre più insostenibile. Sono da mesi che denunciamo la mala gestione della Direttrice Generale, la dottoressa Rosaria Marino, improntata al becero unilateralismo, al mancato rispetto delle relazioni con i sindacati e tutte le parti sociali e al ristringimento (per dolo o incapacità) del perimetro del pubblico.

In seguito alle denunce della FP CGIL e della UIL FPL territoriale e alla durissima lettera del Dottor Piendibene (Sindaco di Civitavecchia e Presidente dei sindaci del distretto sanitario), la mala gestione dell’Azienda sanitaria sempre essere stata appurata in modo bipartisan.

Le inadeguatezze del vertice dell’ASL, unite alla delegittimazione del confronto democratico, hanno avuto il solo merito di unire tutte e tutti nella denuncia e nella richiesta di cambio di marcia. Un unanimismo che però non sembra aver prodotto nessun effetto: la Dottoressa Marino rimane sorda al confronto, mentre le condizioni di chi lavora e di chi si affida al servizio sanitario peggiorano costantemente. La proclamazione dello stato di agitazione è stata l’unica scelta percorribile, per cercare una via di fuga al disastro”.

“Siamo di fronte – continuano i Segretari – a una situazione critica, un equilibrio precario che rischia di cedere su sé stesso da un momento all’altro. Una sfilza inaudite di scelte sbagliate e miopi. Nella proclamazione dello stato di agitazione, ancora una volta, contestiamo ai vertici della ASL il mancato rispetto delle relazioni sindacali.

Non un semplice problema di forma come emerge da qualche dichiarazione, ma di sostanza. La scelta di non confrontarsi con le legittime organizzazioni di chi lavora non è solo lesiva della democrazia lavorativa, ma conduce a gravi omissioni, tipo non definire i fabbisogni di personale. Un parametro indispensabile per garantire i LEA.

Alla mancanza di un chiaro paradigma di gestione e alla non trasparenza degli obbiettivi, si aggiunge una gravissima
carenza di personale infermieristico, amministrativo e sociosanitario – a causa della cessazione del rapporto lavorativo con le Cooperative CAPO e Nuova Sair.

La mancanza di personale determina, come un triste effetto domino, il demansionamento nei fatti degli infermieri (costretti a fare attività di OSS) e l’aumento del carico di lavoro per tutte e tutti, con ovvie incidenze sia sulla salute del personale sia sulla qualità del servizio. Oltre il danno (meglio i danni) la beffa: la dirigenza decide di non rispondere alla nostra richiesta di riconoscimento dei buoni pasto per tutto il personale”.

“Lo stato di agitazione è un atto di forza necessario davanti all’arroganza di chi, invece di
amministrare nell’interesse pubblico, mortifica la democrazia, il diritto alla salute e la dignità di chi lavora. Chiediamo l’immediata attivazione del tavolo di confronto sindacale e pretendiamo risposte, non vuote promesse, per garantire personale, continuità lavorativa e una programmazione trasparente, efficace e orientata all’interesse pubblico.

Proprio per mostrare le ragioni del lavora, per difendere il diritto alla salute di un intero territorio, per mettere fine alla costante e capillare mortificazione della democrazia abbiamo deciso di avviare un percorso di capillare assemblee e mobilitazioni. Lunedì 26 all’Ospedale San Paolo di Civitavecchia e il giorno successivo un presidio sotto l’ASL Roma 4, a Via delle Terme di Traiano 39/A a Civitavecchia delle 9 alle 12. Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori, le organizzazioni politiche, sociali e civiche, tutti i cittadini e cittadine a partecipare. Perché questa è una battaglia nell’interesse di tutti e tutte”.

“Lo avevamo promesso – conclude la nota – l’abbiamo fatto. La FP CGIL e la UIL FPL, oggi come sempre, rimangano a disposizione per trovare soluzioni reali, ma se questo ennesimo invito non sarà colto, siamo pronti a continuare la mobilitazione”

ASL RM 4 proclamato lo stato di agitazione

Celebrazione del 229° anniversario dell’istituzione del tricolore alle scuole elementari e dell’infanzia di Via dei Lecci

Nella mattinata del 12 gennaio u.s. in Bracciano, all’interno delle Scuole Elementari e dell’Infanzia di via dei Lecci, ad iniziativa del Lions Club Bracciano Anguillara Sabazia Monti Sabatini e degli Insegnanti, si è svolta, con una significativa cerimonia, la celebrazione del 229°Anniversario del Tricolore, risalente al 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia.

L’iniziativa fu intrapresa dalla neo Repubblica Cispadana ( al di qua delle Alpi) costituita dalle Province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, per contrastare le mire espansionistiche di Napoleone in Italia e rappresentò nel simbolo la prima unione del sentimento italiano. E’ stata una bellissima e commovente manifestazione, molto curata da parte della Maestra Milva Taviani collaborata dalla collega Nunzia Peluso con l’ausilio prezioso degli altri Insegnanti.

Hanno partecipato oltre 100 alunni delle varie classi che, uniti nell’atrio principale , con in mano bandierine tricolori , hanno iniziato cantando la canzone “Tre Colori”, bellissima e significativa. Successivamente , per classe, hanno esibito cartelloni da loro designati riproducenti il tricolore, ed eventi storici illustrandoli ed esprimendo un loro pensiero sul significato della cerimonia. Gli alunni poi, esprimendo un vivo amor patrio, hanno manifestato un profondo ringraziamento a tutti i nostri soldati che hanno dato la vita per la Patria.

Indi si è formato un corteo con in testa le bandiera italiana ed europea recate da una Insegnante e dalla Socia Lions Elisa Pezone, seguite dalle Autorità lionistiche, scolastiche ed amministrative e poi dagli alunni delle varie classi con numerosi cartelli tricolori. Il corteo, raggiunto il luogo del raduno, si è schierato lungo il cortile davanti alle Autorità che hanno preso la parola illustrando il significato della cerimonia e compiacendosi con gli organizzatori.

E’ stato ricordato che la Bandiera italiana, prevista dalla nostra Costituzione repubblicana all’art. 12, deve essere amata ed onorata in quanto ricorda il sacrificio di molti cittadini e rappresenta l’unità della Nazione. Il canto dell’Inno nazionale da parte degli alunni, unito a quello delle Autorità, ha chiuso la cerimonia.

Presenti il Presidente del Lions Club Simonetta di Camillo, il Socio Bruno Riscaldati ( con funzione di Speaker), il Sindaco di Bracciano Marco Crocicchi e la Dirigente scolastica Paola Di Napoli.

Giovanni Furgiuele, Redazione Lagone

“Un tè con l’autore” a Oriolo Romano

Riceviamo e pubblichiamo

Prosegue la rassegna “Un tè con l’Autore” con una nuova stagione di incontri presso la Biblioteca comunale di Oriolo Romano.

Venerdì 16 gennaio, ore 17.00, “Shakespeare e l’arte del buon governo. Porzia vs Shylock nel Mercante di Venezia” di Galliano Speri.
Vi aspettiamo!

Sant’Antonio Abate: domenica 18 gennaio i tradizionali festeggiamenti con la benedizione degli animali

Riceviamo e pubblichiamo
Si terranno domenica 18 gennaio i tradizionali festeggiamenti per Sant’Antonio Abate, appuntamento molto sentito e radicato nel cuore di tanti civitavecchiesi, che culminerà nella sempre partecipatissima benedizione degli animali.
Il ritrovo per tutti coloro che prenderanno parte alla sfilata è fissato alle ore 10.00 presso il Parco dell’Uliveto. Da qui partirà il corteo che attraverserà Viale della Vittoria e Viale Garibaldi fino a Piazzale degli Eroi, dove alle ore 11.00 si svolgerà la benedizione degli animali, momento centrale della mattinata.
“È un appuntamento tradizionale, custodito nel cuore di molti civitavecchiesi: una ricorrenza che unisce generazioni diverse e che racconta il legame profondo della nostra comunità con le proprie tradizioni e con il rispetto per gli animali”, dichiara l’Assessore al Turismo Piero Alessi.
L’Amministrazione comunale rivolge un sentito ringraziamento  all’Associazione Mercante in Fiera per l’organizzazione dell’iniziativa, alla Banda Puccini e a tutti i soggetti che interverranno, all’ufficio Turismo che ha contribuito all’organizzazione dell’evento ed ovviamente ai cittadini che parteciperanno rendendo, come ogni anno, questa giornata un vero momento di comunità.
La cittadinanza è invitata a partecipare.