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Indipendenza o controllo: il vero nodo del referendum sulla Giustizia

Il quesito che gli elettori, il 22 e 23 marzo, troveranno sulla scheda del Referendum Costituzionale sulla Giustizia può essere ridotto a una domanda essenziale: vogliamo una magistratura più indipendente o più governabile? Non è un esercizio retorico, ma il nodo politico del voto. E, alla luce della Costituzione, la risposta al quesito sulla scheda non può che essere NO.

Un NO netto, privo di ambiguità. Un NO a chi sostiene che per rafforzare il CSM sia necessario sdoppiarlo. Il Consiglio Superiore della Magistratura nasce per proteggere i magistrati dal potere politico; dividerlo in due significa renderlo più permeabile, più esposto, più facilmente controllabile. Non lo affermano soltanto i contrari alla riforma: lo lascia intendere lo stesso ministro Nordio quando osserva che l’opposizione, un domani al governo, potrebbe perfino trarne vantaggio. Una dichiarazione che, involontariamente, conferma la natura della riforma: non un rafforzamento, ma un indebolimento. Che la Giustizia abbia bisogno di interventi strutturali è un dato acquisito, ma dire NO a questo referendum non equivale a difendere lo status quo. Significa chiedere una riforma più ampia, condivisa, capace di incidere sui problemi reali: processi lenti, carceri sovraffollate, uffici giudiziari sotto organico. Tutti nodi che la proposta attuale nemmeno sfiora, concentrandosi invece sull’assetto del potere giudiziario e sulla sua autonomia. Il 22 e 23 marzo non si voterà soltanto su un testo di legge. In gioco c’è l’equilibrio tra i poteri dello Stato e, con esso, la qualità della democrazia italiana. È un NO rivolto a chi mira a limitare chi indaga in maniera eccessiva o non si mette in fila. In queste settimane il dibattito sul referendum costituzionale si è spesso ridotto a tifo calcistico e credo che continuerà a essere così fino all’ultimo momento, ma chi sostiene il NO deve anche affermare la necessità di una magistratura efficiente, libera, insensibile ai giochi di potere, una magistratura che funzioni davvero, che risponda ai cittadini e non ad altri interessi, che sia a difesa dell’equilibrio e non uno strumento di conflitti continui. Un NO che finalmente segna un confine. E il referendum è l’occasione per tracciarlo.

Lorenzo Avincola

Anguillara Sabazia: 8 marzo giornata dedicata alle donne, alla prevenzione del cancro al seno e alla creatività di Sabrina Roncarà

L’8 marzo ad Anguillara Sabazia la moda diventa racconto, testimonianza e impegno. La città ospiterà la terza edizione di “Fashion at the Lake”, un appuntamento che negli anni ha saputo crescere e trasformarsi. Quest’anno assume un significato ancora più profondo: sarà dedicato alle donne e alla prevenzione del cancro al seno, inserendo la creatività in un percorso di consapevolezza e partecipazione collettiva. L’iniziativa nasce da un’idea di Sabrina Roncarà, in accordo con Susan G. Komen Italia, con il patrocinio del Comune di Anguillara Sabazia. All’organizzazione partecipano anche l’Amministrazione Comunale di Anguillara Sabazia, ASD Trail dei Due Laghi, Sabry Crea Kids and Family e la Pro Loco di Anguillara Sabazia. Il cuore dell’evento sarà l’ex Consorzio Agrario, in via Anguillarese 145, che per un giorno diventerà spazio di incontro e comunità.

Fashion at the Lake prenderà forma già il giorno precedente. Sabato 7 marzo, dalle 14 alle 18, cittadini, famiglie e bambini saranno coinvolti nella realizzazione dei tappeti artistici, a cura di Lorenzo Carrozzo con la collaborazione delle Parrocchie di San Francesco e Regina Pacis. Insieme ai tappeti, verrà preparata anche l’infiorata, pensata come segno simbolico di partecipazione e memoria condivisa. La mattinata dell’8 marzo inizierà con il ritrovo dei partecipanti, alle ore 9 prenderà il via la Walk for the Cure, iniziativa ufficiale di Komen Italia, condotta da Carlo Ricci, presidente dell’ASD Trail dei Due Laghi. La camminata sarà accompagnata dalle majorettes, dalla banda del Gruppo Folkloristico di Anguillara Sabazia e dalla presenza del trampoliere Arianna Spaziani, creando fin dall’inizio un clima di partecipazione, inclusione e condivisione.

Nel corso della mattinata ampio spazio sarà dedicato anche all’informazione e al confronto. Alle ore 11 si terrà il Meeting dei Medici – Intervista in Rosa, condotto da Luisa Taddei, con la partecipazione di medici, specialisti ed esperti di beauty oncologico. Un momento pensato per offrire strumenti concreti e una maggiore consapevolezza sul cancro al seno, sulla prevenzione e sul supporto alle donne. Accanto agli interventi sanitari, prenderanno la parola anche le associazioni impegnate sul territorio, che racconteranno il proprio lavoro quotidiano e i percorsi di sostegno attivati: Spazio Supporto Donna, Body Art Therapy Italia di Anna Maria Mazzini, Zittocancro, Mastectomia semplice senza ricostruzione – Flat Farfalle Libere, insieme al Centro Diagnostico Sabatino e all’ASD Dragolago. Un intreccio di testimonianze, esperienze e servizi concreti messi al servizio delle donne. Durante la mattinata sarà presentata anche l’opera “Il Dono della Vita” dell’artista Silvia Moccia, un contributo simbolico che arricchirà il percorso dell’evento con un ulteriore messaggio di riflessione e speranza.

Il cuore emotivo della giornata sarà rappresentato dalle due sfilate, fulcro simbolico di questa terza edizione di Fashion at the Lake. La prima porterà in passerella le Donne in Rosa, in collaborazione con Gianfranco Venturi: una sfilata che supera l’estetica per trasformarsi in racconto, testimonianza e presenza. Corpi e volti che parlano di forza, dignità e consapevolezza, restituendo alla moda un valore profondamente umano. La seconda sfilata vedrà protagonista la terza edizione delle creazioni sartoriali di Sabry Crea Kids and Family, realizzate con il contributo di Accademia del Trucco e di Simona Tiziano – TheFlowerUr Kobido & Make-up, insieme a Balloon Art e Body Art Therapy Italia APS di Anna Maria Mazzini. Le modelle indosseranno inoltre i gioielli floreali di Artchrysalid, realizzati con fiori veri, e le borse di Mihaela Murarasu, componendo una narrazione visiva che diventa inno alla rinascita dopo il dolore. Entrambe le sfilate saranno condotte da Silvia Bruni. È in questo contesto che la presenza di Sabrina Roncarà assume il suo significato più profondo. Stilista e fondatrice di Sabry Crea Kids and Family, Sabrina sta affrontando in prima persona un percorso oncologico. Eppure continua a creare, a coinvolgere, a costruire relazioni. In questa edizione di Fashion at the Lake, la moda diventa il suo linguaggio più autentico: non solo abiti, ma gesti, vicinanza, resilienza condivisa. Reduce dalla Fiera Abilmente di Roma, dove ha presentato la nuova collezione e tenuto corsi di sartoria, porta ad Anguillara una testimonianza silenziosa ma potente, capace di parlare a tutte le donne. Ampio spazio sarà dedicato anche alle famiglie e ai bambini. Dalle 8 alle 14 saranno attive le attività di animazione curate da Silvia Eventi, con giochi, laboratori e intrattenimento pensati per i più piccoli, mentre Atletica Sabatina allestirà l’Atletica Sabatina’s Fun Sunday Village, un’area sportiva dedicata al movimento e al gioco nella stessa fascia oraria. La giornata proseguirà alle 14.30 con la Messa in onore delle donne oncologiche e di chi ha affrontato il cancro, che si terrà presso la chiesa Regina Pacis, come momento di raccoglimento e memoria condivisa.

Non mancherà un’area ristoro, resa possibile grazie al contributo di diverse realtà: Azienda Agricola Delle Fratte Marco offrirà frutta fresca, mentre Ristorante Marchione, Il Croccante – Il Panificio Moderno, Bar Krystall Gran Caffè e Bar Principe 2 proporranno assaggi dei loro prodotti. Per tutta la durata dell’evento sarà inoltre disponibile un photobooth gratuito, a cura di Happy Memories Book, per conservare un ricordo della giornata. A sostenere l’iniziativa sarà attiva una raccolta fondi ufficiale: le iscrizioni alla Walk for the Cure sono aperte sul sito www.traildeiduelaghi.it. A chi parteciperà verrà consegnata la maglietta ufficiale Komen Italia – Walk for the Cure. L’intero ricavato dell’evento sarà devoluto a Susan G. Komen Italia per i progetti di prevenzione del cancro al seno. Acqua Claudia donerà l’acqua per la Walk.

L’evento è reso possibile anche grazie al sostegno di numerosi sponsor commercianti e attività, hanno scelto di appoggiare il progetto e di farne parte attivamente: Necchi, World Tessuti, Balloon Art, Fanjo Eventi, Gianfranco Venturi, Accademia del Trucco, Centro Servizi Patronato e CAF di Catia De Carolis, Onco Beauty, Pescheria Friggitoria Toto, Krystall Gran Caffè, I Giardini di Roma Nord, Ristorante Marchione, Ristorante Massimino, Pink & Beauty, Jukebox Hamburgeria Pinseria, Croccante – Il Panificio Moderno, Camelot Cafè, Azienda Agricola Delle Fratte Marco, Bar Blue Eyes, Giuliana Abbigliamento, Primigi Store, Artchrysalid, AVB Associazione Volontari Bracciano, Gruppo Folkloristico di Anguillara Sabazia, Borgo Vivo, Gli Scoordinati, Fuorilegge, Bar Principe 2, Il Gabbiano, Bar Da Betta, Associazione Culturale Fotografiamo, Mary & Simon Parrucchieri, Ribelle di Mariangela Riva, Mihaela Murarasu, Florucci Due, Associazione Sportiva Atletica Sabatina, ASD Trail dei Due Laghi, Associazione Commercianti Bracciano, Happy Memories Book, Farfalle Libere & Filati, Silvia Eventi, Acqua Claudia.

Questa terza edizione di Fashion at the Lake non è soltanto un evento di moda, ma una giornata che sceglie di mettere al centro le donne, i loro corpi, le loro storie. Un modo diverso di vivere l’8 marzo: camminando insieme, creando legami, raccontando una comunità che sceglie di esserci.

Paola Forte

PCTO Navdanya International: visita all’azienda Faraoni

Prosegue il percorso di PCTO dell’Istituto Tecnico Agrario Salvo D’Acquisto di Bracciano, delle classi 3-4-5, con l’associazione Navdanya International che prevede la formazione degli studenti nell’ambito dell’Agroecologia con particolare focus sull’importanza del suolo.

Il giorno 27/11/2025 il triennio dell’Istituto è stato ospite della Fattoria Faraoni a Sutri, un’azienda zootecnica di bovini da latte caratterizzata dall’utilizzo del pascolo razionale rigenerativo, con autoproduzione totale dell’alimentazione animale.

La mandria è alimentata esclusivamente ad erba, senza l’utilizzo di mangimi o cereali, allevati secondo tecniche che favoriscono la rigenerazione naturale del suolo.

All’interno dell’azienda è presente anche un laboratorio per la trasformazione del latte e delle carni, che permette di valorizzare l’intera filiera produttiva ed ottenere prodotti artigianali di qualità.

I ragazzi inizialmente, guidati dal titolare dell’azienda, hanno effettuato una visita a tutto il complesso aziendale, dal laboratorio di trasformazione alla sala mungitura fino alle stalle, per poi andare all’interno del campo dedicato al pascolo della mandria dove, divisi in gruppi, hanno iniziato a elaborare delle schede di lavoro dove veniva analizzato :

  • il contesto ambientale (esposizione, giacitura, possibili fenomeni di ristagno idrico
  • Analisi fisica del suolo (colore, odore, struttura e consistenza, presenza di pori, estensione radicale)
  • Presenza di biodiversità: copertura vegetale e macrofauna
  • Misura del Ph

Un altro incontro che ha generato curiosità ed entusiasmo nei ragazzi (il 5 in totale dall’inizio del PCTO), un’esperienza didattica-formativa molto importante che sta portando sempre più negli studenti la consapevolezza dell’importanza della risorsa suolo, di come la presenza di sostanza organica, della complessità microbiologica, della biodiversità sia fondamentale ai fini produttivi di un’azienda.

Il professore, Alessio Fiorucci

Ad Anguillara Sabazia Sandra Germogli sfida lo status quo, è il momento di restituire dignità ai cittadini

Comunicato stampa

La candidata sindaca dell’Italia dei Diritti – De Pierro lancia la sfida per le prossime amministrative. Al centro del programma: decoro urbano, trasparenza e la fine dell’immobilismo politico

Roma, 2  febbraio 2026 : Il panorama politico di Anguillara Sabazia si arricchisce di una proposta che punta tutto sulla rottura con il passato e sulla concretezza dell’azione quotidiana. Sandra Germogli, volto storico e “punta di diamante” del movimento Italia dei Diritti – De Pierro, entra nel vivo della campagna elettorale definendo i pilastri del suo programma, volto a scuotere una città che chiede a gran voce di voltare pagina.
Un volto per la “Normalità dei Diritti”
La scelta del presidente Antonello De Pierro, del segretario provinciale romano Carlo Spinelli e degli altri vertici del movimento non è casuale. Sandra Germogli, la quale è vice responsabile per l’Area del Lago di Bracciano, incarna quella figura di “sentinella del territorio” che l’Italia dei Diritti promuove da anni. Non una politica di professione chiusa nei palazzi, ma una cittadina che ha fatto della denuncia del degrado e della difesa dei servizi pubblici la sua missione personale.
“Non chiediamo privilegi, ma la normalità dei diritti”, è il mantra che accompagna la sua corsa. Un concetto semplice che ad Anguillara suona come una rivoluzione necessaria.
I punti del programma per la rinascita
Con la candidatura ormai consolidata, Sandra Germogli ha delineato i punti cardine su cui si concentrerà l’azione amministrativa, mirata a risolvere le criticità strutturali che affliggono il territorio.
La riforma del commercio parte dallo spostamento del mercato settimanale all’Ex Consorzio Agrario, una soluzione logistica pensata per rimediare ai disagi dell’attuale collocazione sul lungolago e per valorizzare la vicinanza alla stazione ferroviaria, liberando al contempo il molo per eventi culturali. Sul fronte dell’urbanistica, il programma affronta con decisione il fallimento del progetto “Bosco Urbano”, prevedendo la riapertura della viabilità tra Via Lenin e Via Marx e il completamento dei lavori per restituire ai cittadini aree verdi e sportive realmente funzionali.

La sicurezza stradale e la viabilità rappresentano un altro pilastro fondamentale, con la revisione del senso di marcia su Via Romana per favorire il commercio locale e garantire il passaggio dei mezzi di soccorso, unitamente al ripristino dei marciapiedi per garantire l’accessibilità universale fino al lago.

In linea con la sensibilità del presidente De Pierro, la cultura sarà il cuore pulsante del rilancio attraverso la creazione di un polo teatrale e cinematografico e il potenziamento di Porta del Parco come centro di aggregazione giovanile.

Una priorità assoluta resta la rivalutazione della frazione di Ponton dell’Elce, finora trascurata, che dovrà essere pienamente integrata nel tessuto cittadino con servizi essenziali e trasporti potenziati. Proprio sulla mobilità, la Germogli punta a intensificare le corse per le periferie e la Asl, proponendo inoltre un collegamento diretto con Ladispoli per le necessità degli studenti.

Il rilancio turistico passerà per la valorizzazione dell’ittiturismo e l’organizzazione di eventi di alto profilo mediatico, mentre sul piano sociale l’impegno si focalizzerà sull’attuazione del piano per le case popolari, l’introduzione dell’Housing First e la creazione di uno sportello antiviolenza operativo sette giorni su sette.

Infine, l’efficienza amministrativa sarà garantita da canali di ascolto diretto con i cittadini, mentre la tutela dell’ambiente vedrà la gestione dei rifiuti tornare sotto il controllo diretto dell’ente per abbattere i costi della TARI.

La necessità di cambiare rotta
L’articolo di fede della candidatura Germogli è la constatazione di un territorio che sembra rimasto intrappolato in un loop di inefficienze. La sua proposta si distingue per un linguaggio diretto e privo di ambiguità. La sfida non è solo elettorale, ma una chiamata alle armi per tutti quei cittadini che non vogliono più rassegnarsi al “si è sempre fatto così”.

“Siamo una squadra affiatata che non ha paura di denunciare ciò che non va”, dichiarano dal coordinamento locale, con a capo Ylenia Massimini, responsabile per l’Area del Lago di Bracciano. Sandra Germogli rappresenta oggi la sintesi tra la linea politica nazionale di De Pierro e la conoscenza capillare delle problematiche locali, offrendo ad Anguillara l’occasione storica di una guida finalmente orientata ai bisogni reali della comunità.

Tre giorni di cogestione al liceo Vian: la scuola che si apre al dialogo e alle competenze

Dal 17 al 19 dicembre 2025 il Liceo Vian ha vissuto tre intense giornate di cogestione, trasformando la scuola in uno spazio aperto al confronto, alla partecipazione e all’apprendimento condiviso. Un’iniziativa che ha coinvolto l’intera comunità scolastica e che ha visto gli studenti protagonisti attivi dell’organizzazione e della proposta formativa. L’iniziativa, ormai consolidata come momento significativo della vita scolastica, ha offerto corsi di ogni tipo: dalla filosofia alla psicologia, dalla scrittura creativa alle scienze, fino a laboratori artistici, musicali e sportivi. Un’occasione preziosa per ampliare gli orizzonti culturali degli studenti e valorizzare competenze spesso trasversali rispetto ai programmi curricolari. Protagonisti della cogestione sono stati soprattutto gli studenti, chiamati non solo a partecipare, ma anche a progettare e proporre i corsi, assumendosi responsabilità organizzative e dimostrando spirito di iniziativa. La scuola si è così configurata come uno spazio di confronto democratico, in cui il dialogo tra generazioni e ruoli diversi ha favorito un clima di collaborazione e rispetto reciproco. I docenti hanno accompagnato il percorso con attenzione e disponibilità, riconoscendo il valore educativo di un’esperienza che promuove autonomia, pensiero critico e cittadinanza attiva. Non si è trattato di una sospensione della didattica, ma di una sua naturale evoluzione, capace di integrare saperi formali e informali. La cogestione ha rappresentato anche un momento di ascolto: temi di grande attualità, come il benessere psicologico, l’educazione affettiva e l’uso consapevole dei social sono stati affrontati con linguaggi vicini alle nuove generazioni. Lontana dall’essere una semplice pausa dalla didattica tradizionale, l’esperienza si è configurata come un momento di didattica alternativa e integrata, capace di unire saperi disciplinari e competenze trasversali, favorendo il dialogo e il rispetto reciproco. La cogestione del Liceo Vian ha restituito centralità alla scuola come luogo di comunità, ascolto e partecipazione, dimostrando come il coinvolgimento attivo degli studenti possa contribuire in modo significativo a una scuola più inclusiva, dinamica e attenta ai bisogni del presente.

Tania Carotenuto

Ars non dat panem!?

Gli studenti del liceo artistico “Paciolo” di Anguillara Sabazia, sotto la guida attenta delle professoresse Viviana Ravaioli e Patrizia Santoro, hanno realizzato un’opera corale, messa in mostra a S. Oreste trasformando un antico pavimento in cotto del XVI secolo in un paesaggio simbolico: una spirale composta da centinaia di pani in argilla cruda, candida, che si origina da un unico pane in argilla scura, metafora di nascita e memoria; racconto di un’Italia fatta di territori e tradizioni, di comunità che si riconoscono nel gesto quotidiano del pane.

Il candore, scelto con cura per i pani, evoca la calce delle case mediterranee, la neve del nord, ma è anche quello della farina da cui si produce il pane della vita e della comunità, ed è il colore della morte: quello del seme che muore per diventare nutrimento con il pane che rinnova la vita nella comunità.

Memoria e oblio, luce e ombra, vita e morte: un percorso che si fa riflessione e verticalità, quasi un esercizio di pensiero per ragazzi che incrementano la propria sensibilità osservano e realizzando opere artistiche. Un lavoro pensato per far emergere l’estro, la passione e il talento degli studenti, insegnando loro la sapienza del gesto.

Ogni ragazzo ha modellato il proprio pane in tre ore, imparando non solo una tecnica, ma anche il coraggio di esporsi, di mostrarsi e di misurarsi con gli altri. Un processo preceduto da studio, ricerca e conoscenza, perché, come ha ricordato la docente, dall’ignoranza non si produce nulla di buono: “l’artista vero non può essere un ignorante”: l’arte non nasce dall’improvvisazione, ma da consapevolezza e disciplina.

Il titolo dell’opera, ironico e provocatorio, recita: “Ars non dat panem!?” Una domanda antica, che gli studenti hanno trasformato in un invito a riflettere.

Riccardo Agresti

Gestire un Comune va oltre la questione “marciapiedi e buche”

Geopolitica e politiche locali sono interconnesse

Oggi i sindaci si trovano a governare territori immersi in un ecosistema globale che ne condiziona risorse, priorità e visioni. Siamo in tempo “glocale”, che richiede la capacità di comprendere le dinamiche mondiali  e di  implementare soluzioni e azioni a livello locale, rispettando le esigenze e la cultura del territorio specifico. Opera in questo senso un’azienda che adotta il menu ai gusti locali, o crea una iniziativa di sostenibilità ambientale nel proprio quartiere, o usa internet per diffondere i prodotti. Siamo in un contesto nuovo col quale interagire con competenza e responsabilità. Il 2026 doveva essere un anno nuovo senza elezioni,  invece abbiamo il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati e il rinnovo delle amministrazioni comunali di diversi paesi. Ce lo ricorda la Circolare n.83/2024 (l.n.182/1991) della Direzione-servizi elettorali-Ministero-Interno che dice: “i comuni che hanno votato a settembre 2020 e ottobre 2021 andranno al voto tra il 15 aprile e il 15 giugno dell’anno successivo al compimento del quinquennio”. Quindi i primi voteranno nella primavera del 2026, i secondi andranno al voto nella primavera del 2027.

Tra i comuni del Lago: Anguillara Sabazia voterà nella primavera del 2026, Bracciano andrà al voto nella primavera del 2027.

Ci si aspetta un lungo periodo di propaganda elettorale con fattori esterni irrisolti. Tra questi:

Il PNRR – Per i paesi del lago, il completamento delle opere finanziate entro giugno 2026 sarà il principale banco di prova. L’aumento dei costi dei materiali dovuto a dazi e conflitti internazionali imporrà scelte drastiche: spesso si dovrà decidere se completare un asilo o rifare una strada.

Il Green Deal – La gestione ambientale, per esempio, di Anguillara o la tutela del patrimonio archeologico e agricolo di Cerveteri dipendono strettamente dai fondi del MASE. I sindaci dovranno dimostrare una spiccata capacità di intercettare queste risorse.

L’inflazione e i Bilanci – L’inflazione globale erode il potere d’acquisto delle famiglie e mette in crisi i bilanci comunali. La rinegoziazione dei mutui (prevista dalla legge di Bilancio 2026) rappresenterà l’unico “ossigeno” per evitare ulteriori tagli ai servizi essenziali.

In questo scenario, il compito degli elettori sarà fondamentale: riappropriarsi del diritto di voto per distinguere i candidati capaci di trasformare le incertezze globali in opportunità concrete per la comunità.

Franco Marzo

La Pro Loco di Anguillara si racconta: un resoconto dell’anno trascorso

L’agone in questo primo mese dell’anno ha pensato di intervistare il presidente della Pro Loco di Anguillara, Moreno delle Fratte e il vice presidente Leonardo Capomasi. Abbiamo chiesto loro di farci un resoconto dell’anno ormai trascorso. Pronta arriva la risposta del vicepresidente Capomasi: “è stato un anno abbastanza interessante per la Pro Loco, anno del nuovo direttivo 2024/2025/2028 composto da Moreno delle Fratte il presidente, Leonardo Capomasi vicepresidente, Amelia Montone responsabile progetti e bandi, Pietro di Giacomo tesoriere, Marina Galoro che è la segretaria generale e Maria Buggio che è una consigliera. Ad oggi questo è il direttivo con cui si è fatto un bel lavoro di sinergia, mettendo ognuno le proprie competenze a disposizione al fine di raggiungere ottimi traguardi tra cui l’organizzazione di sagre di qualità, prima fra tutte la sagra del pesce, immancabile evento estivo di Anguillara Sabazia. Per quanto riguarda gli eventi c’ è stata d’aiuto la gestione social che ad oggi conta 10,000 follower con un sito che è ancora in lavorazione e noi ci impegneremo nei prossimi tre anni a migliorare ancora di più”. Ha avuto alti e bassi la Pro Loco, ci racconta Delle Fratte, ma poi c’è stata una ripresa grazie al nuovo direttivo. Nel futuro per quanto riguarda gli eventi, dice Capomasi, c’è un focus su quelli tradizionali, come ad esempio la sagra del pesce e la festa di settembre; per vivere di più il territorio di Anguillara Sabazia in inverno, come anche in estate, si organizzeranno delle serate di ballo multidisciplinari che verteranno su salsa, tango, musica per ragazzi, teatro e cabaret e si creerà un calendario per rendere più attivo il territorio. Si cercherà di migliorare la comunicazione per i turisti: c’è stato, a tale proposito, un progetto quest’anno riguardante le visite guidate digitali che prenderà piede attivamente in vista dell’estate. Lo scorso anno con grande successo ci sono state le gare di nuoto regionali in collaborazione con la FIN  e si rifaranno anche  quest’estate. Questo è un evento piuttosto significativo, soprattutto a livello di cultura territoriale. Ma il focus ad Anguillara non verte solo sull’estate: in inverno ricordiamo la presenza del coro gospel a Natale e le cantine del giubileo, altro grande evento invernale che è stato un successo. Fondamentale la sinergia e  collaborazione con l’amministrazione comunale del sindaco Angelo Pizzigallo per la buona riuscita organizzativa. Si ricorda inoltre che la campagna di tesseramento è aperta: è possibile fare l’iscrizione sul sito oppure direttamente in sede in via Anguillarese 145  il giovedì dalle 15:00 alle 18:00 del pomeriggio.

Ilaria Morodei

Roma, i Daci tornano a parlare al presente: all’Accademia di Romania la mostra che unisce storia, giovani e tecnologie

Roma guarda sé stessa da un punto di vista inedito, filtrato dallo sguardo delle nuove generazioni. Lunedì 2 febbraio alle ore 17:30 l’Accademia di Romania di Roma (Piazza José de San Martin, 1) apre le porte alla mostra “Visioni Daciche”, un progetto culturale e didattico che promette di sorprendere studiosi, studenti e curiosi. L’ingresso è gratuito.

Non si tratta di una semplice esposizione, ma di un vero e proprio viaggio tra passato e futuro, dove i grandi monumenti di Roma – dai Fori Imperiali alla Colonna di Traiano, fino all’Arco di Costantino – vengono reinterpretati attraverso linguaggi contemporanei: fotografia, modelli digitali, intelligenza artificiale e sperimentazione visiva.

Alla presentazione interverranno Oana Boșca Mălin, della Accademia di Romania, Dana Mihalache, presidente dell’Associazione “Spirit Românesc”, Lucrezia Ungaro, archeologo, già responsabile dei Musei dei Fori Imperiali,  insieme a due nomi di primo piano della ricerca storica: il Prof. Filippo Coarelli, archeologo docente di Storia romana e di Antichità greche e romane all’Università di Perugia, e il Prof. Leonard Velcescu, massimo esperto mondiale di iconografia dacia nell’arte romana, con dottorato alla Sorbona di Parigi.

Il cuore scientifico della mostra è affidato proprio a Velcescu, autore dei pannelli descrittivi che accompagnano il percorso espositivo. Testi rigorosi ma accessibili, capaci di guidare il visitatore tra statue e rilievi narrativi dedicati ai Daci, chiarendo fonti antiche, contesti storici e significati simbolici senza rinunciare alla chiarezza divulgativa.

Accanto alla ricerca storica, “Visioni Daciche” punta forte sull’interazione digitale: modelli tridimensionali, contenuti immersivi e strumenti innovativi permettono di esplorare alcuni dei monumenti simbolo di Roma in modo nuovo, rendendo la storia un’esperienza attiva e coinvolgente.

Un ruolo centrale è affidato anche agli studenti del Liceo Artistico Giulio Carlo Argan di Roma, che hanno contribuito alla realizzazione dei materiali fotografici utilizzando strumenti tipici della Generazione Z, dagli smartphone alle app digitali. Tra ottobre e novembre 2025, i ragazzi hanno partecipato a corsi di storia dell’arte, fotografia e fotogrammetria, trasformando tecnologie quotidiane in strumenti di ricerca e narrazione culturale, con il supporto della Città di Roma.

La mostra dedica inoltre una sezione affascinante alle ricostruzioni AI dei costumi daci, realizzate sulla base di fonti antiche e rilette con strumenti contemporanei. Schizzi e immagini mettono in luce la sorprendente continuità dei dettagli dell’abbigliamento, dall’antichità ai costumi tradizionali rumeni, creando un ponte visivo tra epoche e identità.

Pensata per studenti, insegnanti, professionisti della cultura, del design e dell’innovazione, ma aperta a chiunque voglia scoprire nuovi modi di raccontare il patrimonio storico, “Visioni Daciche” è un invito a cambiare prospettiva. Qui il passato non è materia immobile, ma dialoga con il presente grazie alla creatività, alla tecnologia e allo sguardo curioso dei giovani.

Il progetto è promosso dall’Associazione italo-rumena Spirit Românesc, con il supporto del Municipio di Roma e di Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con il Liceo Giulio Carlo Argan. Un’occasione da non perdere per vedere Roma come non l’abbiamo mai vista.

Riccardo Agresti

Desertificazione economica nei comuni italiani

La sparizione delle piccole attività sul territorio è una realtà che sta intaccando profondamente la struttura commerciale e sociale dei paesi, con segnali visibili anche nel Lazio e nelle province di Roma e Viterbo. Seguendo i dati recenti, emerge un quadro di progressivo svuotamento dei centri, che non riguarda solo il mondo delle piccole botteghe ma anche la presenza di servizi essenziali come gli sportelli bancari.

A livello nazionale, la recente analisi di Confcommercio evidenzia come tra il 2012 e il 2024 siano scomparsi circa 118 mila negozi al dettaglio e 23 mila attività di commercio ambulante nei comuni italiani, una riduzione significativa che tocca soprattutto i centri storici e le città di medie dimensioni.

Anche il Lazio non è immune dal fenomeno. In centri come Civitavecchia la presenza di imprese di commercio al dettaglio è diminuita di quasi il 20 % tra il 2012 e il 2024, mentre in città come Fiumicino si è registrata una riduzione di oltre il 12 % nello stesso periodo. Bar e ristoranti spesso sostituiscono le botteghe tradizionali, ma questo non compensa la perdita dei servizi quotidiani. Nel centro storico di Viterbo quasi un negozio su quattro ha chiuso i battenti negli ultimi dodici anni.

Questa perdita di attività si intreccia alla desertificazione bancaria che in regione ha lasciato molti comuni senza sportelli, infatti in quasi 120 comuni laziali non è presente alcuna banca.

Le cause del fenomeno sono molteplici. Da una parte la concorrenza delle grandi piattaforme online e dei centri commerciali fuori città sottrae traffico ai negozi di vicinato, dall’altra la demografia d’impresa mostra un numero di aperture di nuove attività ben inferiore a quello delle chiusure, una tendenza che rischia di consolidarsi nel tempo se non intervengono politiche locali efficaci.

Il risultato è una progressiva perdita di servizi, di relazioni sociali e di vitalità economica nei centri urbani minori e anche nei quartieri delle città più grandi. Contrastare la desertificazione economica richiede interventi mirati di rigenerazione urbana, incentivi per le imprese di prossimità, una rinnovata attenzione ai servizi bancari territoriali e strategie di sviluppo che valorizzino le specificità dei comuni. Senza una visione complessiva, il rischio che si vada verso un’atomizzazione sociale è concreto, con persone che escono sempre meno di casa e rimangono sempre più isolate dalla comunità.

Cristian Pelliccioni