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Comunità più consapevoli possono contrastare lo sviluppo delle mafie del litorale

Comunicato stampa

La mattina del 28 febbraio, all’incontro promosso dal Presidio di libera di Cerveteri/ Ladispoli e moderato dalla coinvolgente e appassionata referente, Eugenia Marciano, hanno partecipato tanti studenti del Pertini e tanti cittadini, referenti di organizzazioni politiche, sindacali ed associative, che hanno avuto l’occasione di ascoltare quella che potremmo tranquillamente definire una ” lectio magistralis” del Generale Gosciu, già Capo della Direzione investigativa antimafia di Roma.

Grazie alla sua chiarezza e precisione comunicativa abbiamo avuto modo di comprendere come si sviluppano in un territorio le mafie, quanto imprenditori collusi possano alterare la competizione economica sbaragliando l’imprenditoria sana.

L’analisi del Generale Gosciu, seguita dagli studenti con particolare attenzione, è stata introdotta da Giampiero Cioffredi, oggi referente regionale di Libera, che ha rivestito il ruolo di Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio. Cioffredi ha illustrato le battaglie di Libera per l’utilizzo dei beni confiscati alla mafia.

Attualmente il Presidio di Libera, con altre associazioni, utilizza un bene sequestrato alla mafia, concesso dal Comune di Ladispoli, per la realizzazione del progetto “cittadella della solidarietà” il cui motto principale è “nessuno si salva da solo”, nella consapevolezza dell’importanza della rete.

Infine Cioffredi, nel suo secondo e conclusivo intervento, ha centrato il tema di come le mafie riescano a coinvolgere anche tanti giovani che si lasciano “trascinare ” nel gioco d’azzardo o che seguono alcune testi musicali in cui i le canzoni promuovono e quasi ” inneggiano” comportamenti mafiosi.

Cioffredi ci ha fatto riflettere su quanto sia importante chiedere alle Amministrazioni di Ladispoli e Cerveteri l’approvazione di regolamenti che limitino la diffusione delle sale slot e di gioco nel territorio. Il presidio di Libera Ladispoli/Cerveteri sicuramente riprenderà la battaglia contro la diffusione del gioco d’azzardo perché oltre 100 milioni di euro spesi dai nostri concittadini tra slot, lotterie varie, e giochi on line, sono un evidente sintomo di disagio e difficoltà socio economiche, nonché il terreno fertile per alimentare l’usura e il gioco patologico.

All’incontro ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale l’assessore alla Istruzione e alla cultura Margherita Frappa.

Ringraziamo i relatori, gli studenti, i cittadini tutti che sono intervenuti perché pensiamo sia stato messo un primo importante mattone verso una comunità più consapevole della necessità di contrastare lo sviluppo delle mafie nel ns territorio.

Libera Presidio Cerveteri e Ladispoli

Presidio Libera Cerveteri Ladispoli

Consorzio Lago di Bracciano al centro della ricerca scientifica internazionale

Il Consorzio Lago di Bracciano non è soltanto un presidio per la sicurezza e la tutela ambientale del lago — sede operativa di forze dell’ordine e vigili del fuoco — ma da anni rappresenta anche un punto di riferimento per la ricerca scientifica.

Grazie alla collaborazione con Hydra Ricerche, società specializzata nei servizi scientifici, tecnici e nautici che opera in convenzione con il Consorzio, l’area dell’Idroscalo degli Inglesi è diventata una vera e propria base operativa per studi ambientali, naturalistici e archeologici subacquei. Le strutture recentemente rinnovate consentono infatti di ospitare ricercatori, Università ed Enti di ricerca che possono operare direttamente in acqua dalla darsena adiacente, utilizzando imbarcazioni e attrezzature specializzate.

Attualmente utilizzano il sito, a seguito di specifiche convenzioni,  diversi atenei — Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, oltre alle Università di Siena, Trieste e Napoli — insieme a enti nazionali come ENEA, ISPRA, Istituto Superiore di Sanità e CNR.

In questo contesto, nella giornata di martedì 10 febbraio scorso, proprio presso il Consorzio Lago di Bracciano, l’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche  ha organizzato una giornata di studio nell’ambito del progetto europeo di cooperazione scientifico-culturale IWRM (Integrated Water Resources Management). L’iniziativa ha coinvolto tecnici e rappresentanti ministeriali dell’Etiopia, venuti in Italia per approfondire metodologie avanzate di monitoraggio ambientale applicate agli ecosistemi lacustri.

Sotto la direzione della professoressa Barbara Casentini e con la collaborazione del dottor David Rossi e del team di ricerca, gli ospiti hanno partecipato direttamente alle operazioni sul campo. Durante la mattinata sono state effettuate analisi dei parametri fisico-chimici lungo una colonna d’acqua fino a 150 metri di profondità tramite sonda multiparametrica, insieme a campionamenti d’acqua e di sedimenti in diversi punti del lago e alla raccolta di plancton a differenti profondità mediante retino scientifico. Nel frattempo un drone telecomandato ha eseguito indagini sonar georeferenziate lungo il tratto costiero.

Nel pomeriggio le attività sono proseguite nell’aula sociale del Consorzio, trasformata per l’occasione in laboratorio fisico-chimico e biologico: i campioni sono stati analizzati in tempo reale e il plancton osservato al microscopio.

La giornata ha rappresentato non solo un momento di ricerca, ma anche di scambio culturale: agli ospiti etiopi sono stati presentati i prodotti tipici della pesca locale, offrendo un’occasione per far conoscere anche le tradizioni del territorio. Il lago di Bracciano si conferma così non soltanto patrimonio naturale, ma laboratorio scientifico internazionale e luogo di cooperazione tra Paesi diversi uniti dal tema comune della gestione sostenibile dell’acqua.

Il Presidente del Consorzio Lago di Bracciano Francesco Pizzorno dichiara:
«Abbiamo cercato di incentivare i nostri rapporti con i più prestigiosi Enti di ricerca scientifica e con le Università mettendo a disposizione tutte le nostre strutture e competenze al fine di valorizzare il nostro territorio e creare rapporti che potranno nel tempo rimanere importanti in una ottica non solo scientifica, ma anche culturale e di amicizia tra persone e popoli diversi. In questo senso abbiamo subito accolto con entusiasmo la richiesta di ospitalità e di collaborazione dei nostri ospiti etiopi che hanno avuto l’occasione di conoscere ed apprezzare il nostro lago».

Ho fatto un viaggio nell’abisso umano. Dal femminicidio all’istigazione al suicidio passando per il cyberbullismo

I fatti di cronaca legati al femminicidio di Federica Torzullo hanno tenuto con il fiato sospeso non solo Anguillara Sabazia, ma l’intera comunità del comprensorio sabatino.

Sono state giornate faticose e dolorose per le notizie e per i dettagli che, poco alla volta, emergevano dalle indagini.

Qualche giorno prima del tragico doppio suicidio dei genitori dell’omicida, sono andato sul profilo Facebook dell’ex (da poche ore) assessora al Comune di Anguillara e, navigando tra i suoi ultimi post, ho fatto un viaggio nell’abisso umano.

Ero sconvolto e arrabbiato per le offese, la cattiveria, l’incitamento all’odio e al suicidio contenuti in tanti commenti che accusavano lei e il marito di aver messo al mondo un “mostro”, di non meritare l’amore del proprio nipote e di essere, pertanto, responsabili, neppure troppo indiretti, di questo terribile femminicidio.

A ogni commento mi imbattevo in profili di persone adulte che, abitualmente, scrivono interventi sguaiati, sgrammaticati e troppo poco ragionati. Sui social ne leggiamo tanti, ogni giorno.

Appena è giunta la notizia del doppio suicidio, ho subito pensato che quei due genitori non avessero retto a questa gogna, e ne abbiamo avuto conferma dalle ultime parole lasciate nel messaggio d’addio al figlio.

Tornato sul profilo, mi sono reso conto che molti di quei commenti erano stati cancellati, tolti vigliaccamente, così come vigliaccamente erano stati scritti.

Sappiamo che qualcuno sta indagando per istigazione al suicidio e spero che questo possa portare a individuare chi è arrivato a scrivere frasi come, tra le meno esplicite, “meglio che sparisci”. Mi auguro che vengano presi provvedimenti adeguati.

Questa testata si è occupata in molte occasioni di bullismo e cyberbullismo, cercando di indirizzare gli sforzi soprattutto verso i ragazzi, che spesso non hanno gli strumenti per comprendere pienamente questi fenomeni. Ma le parole che ho letto erano scritte da persone adulte, madri e padri che, per primi, dovrebbero occuparsi dell’educazione dei propri figli.

In alcuni Paesi si parla di proibire i social agli under 16. Credo sia altrettanto importante determinare la responsabilità di chi scrive quotidianamente parole d’odio dietro un’anonima tastiera, collegando i profili social alla propria identità digitale. Il virtuale è anche reale: lo sanno bene ragazzi e ragazze, forse dovremmo capirlo fino in fondo anche noi adulti.

Fabio Rollo

“DINAMICHE DI INGANNO”, Incontro informativo organizzato dal comune di Trevignano.

Comunicato stampa

Nell’ambito della strategia di prevenzione e informazione del territorio, coordinato un incontro pubblico con Arma dei Carabinieri e Associazione Ricreativa Trevignanese.
Le dinamiche dell’inganno, colpiscono spesso in maniera subdola e non possiamo pensare che “colpiscano solo gli altri”.
Informarsi è importante per capire e scoprire quali soluzioni e comportamenti adottare per difendere se stessi ed i nostri cari.
Luca Galloni
Viola Catena
Elio Gazzella
Daniela Simeoni
Massimo Riti
Monica Silenzi
Dario Sforzini
APT Trevignano Romano

Ogni goccia conta: nel 2026 continua l’impegno del Gruppo Donatori Sangue Francesco Olgiati

Ogni goccia conta: nel 2026 continua l’impegno del Gruppo Donatori Sangue Francesco Olgiati ODV al fianco del Policlinico Gemelli e della comunità

Ogni donazione è un gesto di speranza, un ponte verso chi lotta per vivere. Donare sangue significa offrire una seconda possibilità a chi non può aspettare. È un impegno silenzioso ma prezioso, capace di salvare vite e rafforzare il senso di solidarietà nelle comunità locali. Nel 2026 prosegue l’attività del Gruppo Donatori Sangue “Francesco Olgiati” ODV, attivo dal 1980. Da oltre quarant’anni sostiene il Policlinico Universitario Agostino Gemelli e la comunità dei donatori volontari, che con altruismo rispondono ogni giorno all’appello della vita. Fondato su un’idea semplice e potente, che ogni goccia conta, il Gruppo nasce dall’impegno di cittadini che trasformano la solidarietà in azione concreta. Promuove la donazione di sangue, plasma e piastrine e diffonde cultura responsabile.

Presidente dell’Associazione è Giovanni Bonetti, affiancato da una Segreteria e da un Consiglio Direttivo coesi e dinamici, capaci di coniugare esperienza consolidata e rinnovamento generazionale. La Segreteria è composta da Maria Ferrara, Vicepresidente; Marco Castana, Segretario; Raffaele Tartaglione, Direttore Sanitario; Nicola Piccirillo, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Emotrasfusione del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” IRCCS. Il Consiglio Direttivo è invece formato da Giovanni Bernabei, Francesca Bersellini, Giuseppe Briscese, Gennaro Esposito, Federica Finetti, Maria Grazia Iadarola, Cecilia Mango, Priscilla Marini, Caterina Giovanna Valentini.

Il Gruppo promuove e sostiene iniziative ad alto valore sociale, favorendo la raccolta di sangue, la cultura della donazione, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e il rafforzamento della coesione sociale complessiva.

Tra le collaborazioni attive figurano la Caserma “Romano” di Bracciano – sede del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”, l’AS Roma Calcio, la Polisportiva S.S. Lazio Rugby 1927, il Gemelli Medical Center, la Casa del Fanciullo “Sacro Cuore” di Trevignano Romano, l’Istituto Tecnologico Parificato “Salvo D’Acquisto” di Castel Giuliano (Bracciano), il Liceo Classico “Dante Alighieri” e l’Istituto Statale “Vittorio Gassman” di Roma e il gruppo ciclistico ASD MA.AN. RT. A questi si affiancano eventi ormai consolidati, come “Salute, Sport e Solidarietà”, che dal 2022 si svolge ogni anno a settembre a Bracciano, ed EMATRIDUUM – “Il sangue è destinato a circolare: CONDIVIDILO”, ospitato dal 2024 presso la sede romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Chiude simbolicamente l’anno la cerimonia di premiazione dei soci benemeriti e onorari, momento dedicato al riconoscimento dell’impegno, della costanza e del valore umano di chi ha fatto della donazione una scelta di vita.

Il territorio di Bracciano svolge un ruolo strategico e simbolico. Non è solo sede di raccolte annuali, ma un hub sanitario, per i soccorsi da incidenti stradali, di riferimento per gli ospedali di Bracciano e Civitavecchia e dell’eliambulanza per il trasporto al Policlinico Gemelli.

I dati del 2025 parlano chiaro: l’anno si è chiuso con un incremento del +10,8% delle donazioni di sangue rispetto al 2024, un risultato che testimonia non solo l’impegno dei volontari, ma anche la crescente adesione della popolazione a questa causa vitale.

“Ogni donazione è un atto di amore – dichiara il Presidente Olgiati Giovanni Bonetti – . Nel 2026 vogliamo non solo aumentare i numeri, ma diffondere una vera cultura del dono. Una società più attenta, più solidale e più umana è possibile, e noi la stiamo costruendo, goccia dopo goccia.

Il Gruppo Donatori Sangue “F. Olgiati” ODV ti aspetta ogni giorno presso il Centro Trasfusionale del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, Ala J Piano -1: dal lunedì al sabato dalle 8:00 alle 12:00, la domenica e nei giorni festivi dalle 8:00 alle 11:00. Prenotare è semplice e veloce: scarica l’app Donatori Olgiati, da sistema Android e iOS, oppure contatta il numero 06.30157262. Per raggiungere il Centro Trasfusionale è previsto il parcheggio gratis. Possono donare il loro sangue tutte le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni, idonee dal punto di vista medico e di peso non inferiore a 50 kg.

CANALE MONTERANO: OGGI POMERIGGIO UFFICI COMUNALI CHIUSI PER LUTTO

Dal profilo Facebook del comune di Canale Monterano

A causa della scomparsa di una dipendente comunale, si avvisa la cittadinanza che oggi pomeriggio, lunedì 2 marzo 2026, gli uffici resteranno chiusi per permettere ai dipendenti di partecipare alle esequie.
La redazione de L’agone si unisce al cordoglio per la scomparsa prematura di Lidia, giovane donna e mamma oltre che dipendente comunale gentile e riservata.
                                                                     Ludovica Di Pietrantonio, direttore L’agone
Uffici comunali chiusi per lutto a Canale

Cerveteri, piano scuole: la Sindaca Gubetti dice addio ai container e taglia gli affitti passivi.

Comunicato stampa

Edifici pubblici e sicuri per tutti i nostri figli. Nessun provvedimento improvvisato, ma il tassello di un piano organico per il futuro dell’edilizia scolastica che monitoriamo costantemente dal 2022”. Con queste parole la Sindaca di Cerveteri, Elena Gubetti, interviene sulla riorganizzazione dei plessi scolastici di Piazza Pagliuca e Via Consalvi, spiegando la visione strategica e normativa che guida l’Amministrazione Comunale.
La decisione assunta con la Delibera n. 4 non è un atto isolato, ma una scelta di civiltà e di rispetto delle regole. Abbiamo obiettivi chiari: chiudere definitivamente l’era dei container, garantire la sicurezza e avviare una graduale dismissione di tutti i locali scolastici attualmente in affitto”, spiega la Sindaca.
Le scelte dell’Amministrazione non sono arbitrarie, ma rispondono ai parametri tecnici del D.M. 18/12/1975 e, soprattutto, alla Circolare MIM n. 100847 del 17/12/2025, che regola le iscrizioni scolastiche. “La normativa ministeriale è chiarissima – precisano la Sindaca e l’Assessora alla Pubblica Istruzione Romina Vignaroli – i Dirigenti Scolastici hanno l’obbligo di determinare il numero massimo di iscrizioni accoglibili in base agli spazi effettivamente disponibili. Non è più sostenibile che le eccedenze di iscritti vengano gestite ricorrendo a strutture precarie o a plessi di pertinenza di altri istituti: ogni studente ha diritto a un’aula sicura in muratura all’interno del proprio perimetro scolastico.
La strategia va oltre la singola frazione: “Stiamo verificando ogni metro quadro del nostro patrimonio. La ridistribuzione della popolazione scolastica secondo i parametri ministeriali ci permetterà di rinunciare gradualmente a locali privati per i quali il Comune oggi paga affitti passivi. Il nostro obiettivo è riportare ogni studente all’interno di scuole pubbliche idonee, ottimizzando gli spazi ed eliminando costi superflui. È un atto di responsabilità: i soldi risparmiati verranno reinvestiti nella manutenzione e nella qualità delle nostre strutture permanenti.
In merito alla chiusura dei moduli di Furbara, la Sindaca è netta: “Sebbene i container siano utilizzabili per concludere l’anno in corso, non sono idonei per affrontare un nuovo inverno. Spendere ingenti risorse pubbliche per manutenzioni straordinarie su strutture prefabbricate a fine vita sarebbe un danno erariale e un’ingiustizia verso gli studenti. La dignità dei bambini che da anni attendono una scuola vera deve stare a cuore a tutta Cerveteri. È doloroso vedere contrapposizioni tra plessi: la scuola deve unire.
Un Sindaco tutela tutti i ragazzi, senza distinzioni tra figli di serie A e di serie B. Il dialogo resta aperto per il tavolo istituzionale già fissato per il 10 marzo, dove analizzeremo i dati definitivi delle iscrizioni per minimizzare i disagi logistici. Ma la direzione è tracciata: basta precarietà, sì a scuole pubbliche dignitose e trasparenti.

Sicurezza, democrazia e politica del dissenso

La sicurezza non può diventare strumento di repressione del conflitto politico

Il rapporto tra sicurezza, libertà e diritti democratici è elemento qualificante di una moderna democrazia, in un periodo in cui sono sempre più diffuse spinte autoritarie di varia natura con una preoccupante e pericolosa tendenza a criminalizzare l’espressione del dissenso nei confronti del potere costituito e delle sue decisioni, e a minare l’indipendenza della magistratura.

Non c’è dubbio che un diritto primario di donne e uomini è vivere una vita normale, garantiti da una giustizia efficiente, e da forze dell’ordine che non debbano operare in condizioni precarie, con evidenti carenze di organico “operativo” e con stipendi assolutamente inadeguati. I recenti fatti di Torino del 31 gennaio e quella scena terribile dell’agente di polizia circondato e colpito a calci e colpi di martello sono inaccettabili, incompatibili con lo Stato democratico che vogliamo.

Eppure quella violenza, scatenata da una frangia organizzata militarmente che non ha nulla a che vedere con i 50 mila scesi a protestare pacificamente, è stata presa a pretesto per criminalizzare l’intera manifestazione e chi vi ha partecipato.

Esemplari sono le parole di Nicola Rosiello, segretario generale del sindacato di polizia: «Sostenere che i manifestanti abbiano fornito copertura ai violenti significa non rendere giustizia alla verità e mancare di rispetto a chi esercita un diritto costituzionale. La realtà è l’esatto opposto: sono i violenti che si affiancano ai manifestanti per sfruttare la piazza. Confondere le responsabilità è un errore logico e sociale pericoloso: è come accusare i proprietari di casa di aver favorito i ladri che vi hanno fatto irruzione, o ritenere i tifosi responsabili dei criminali che si infiltrano allo stadio per aggredire gli spettatori. Chi scende in piazza pacificamente deve avere la garanzia che lo Stato sia in grado di isolare chi si infiltra per inquinare il dissenso. Ribadiamo che la sicurezza non si fa colpevolizzando i cittadini, ma con strategie di intelligence e prevenzione, capaci di distinguere tra diritto al dissenso e atti delinquenziali inaccettabili. Ribaltare i fatti non aiuta l’ordine pubblico, serve solo a scaricare sulle Forze dell’Ordine il peso di una gestione politica della piazza che ha fallito nel proteggere sia chi manifesta che chi lavora in divisa».

Una democrazia matura si misura proprio nella capacità di tenere insieme sicurezza e diritti, evitando che la prima diventi uno strumento di repressione del conflitto politico: non vogliamo che torni il clima del G8 di Genova del 2001, o peggio che si guardi al modello trumpiano di Minneapolis.

Giuseppe Girardi

Comunità più consapevoli possono contrastare lo sviluppo delle mafie del litorale

Riceviamo e pubblichiamo

La mattina del 28 febbraio, all’incontro promosso dal Presidio di libera di Cerveteri/ Ladispoli e moderato dalla coinvolgente e appassionata referente, Eugenia Marciano, hanno partecipato tanti studenti del Pertini e tanti cittadini, referenti di organizzazioni politiche, sindacali ed associative, che hanno avuto l’occasione di ascoltare quella che potremmo tranquillamente definire una ” lectio magistralis” del Generale Gosciu, già Capo della Direzione investigativa antimafia di Roma.

Grazie alla sua chiarezza e precisione comunicativa abbiamo avuto modo di comprendere come si sviluppano in un territorio le mafie, quanto imprenditori collusi possano alterare la competizione economica sbaragliando l’imprenditoria sana.

L’analisi del Generale Gosciu, seguita dagli studenti con particolare attenzione, è stata introdotta da Giampiero Cioffredi, oggi referente regionale di Libera, che ha rivestito il ruolo di Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio. Cioffredi ha illustrato le battaglie di Libera per l’utilizzo dei beni confiscati alla mafia.

Attualmente il Presidio di Libera, con altre associazioni, utilizza un bene sequestrato alla mafia, concesso dal Comune di Ladispoli, per la realizzazione del progetto “cittadella della solidarietà” il cui motto principale è “nessuno si salva da solo”, nella consapevolezza dell’importanza della rete.

Infine Cioffredi, nel suo secondo e conclusivo intervento, ha centrato il tema di come le mafie riescano a coinvolgere anche tanti giovani che si lasciano “trascinare ” nel gioco d’azzardo o che seguono alcune testi musicali in cui i le canzoni promuovono e quasi ” inneggiano” comportamenti mafiosi.

Cioffredi ci ha fatto riflettere su quanto sia importante chiedere alle Amministrazioni di Ladispoli e Cerveteri l’approvazione di regolamenti che limitino la diffusione delle sale slot e di gioco nel territorio. Il presidio di Libera Ladispoli/Cerveteri sicuramente riprenderà la battaglia contro la diffusione del gioco d’azzardo perché oltre 100 milioni di euro spesi dai nostri concittadini tra slot, lotterie varie, e giochi on line, sono un evidente sintomo di disagio e difficoltà socio economiche, nonché il terreno fertile per alimentare l’usura e il gioco patologico.

All’incontro ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale l’assessore alla Istruzione e alla cultura Margherita Frappa.

Ringraziamo i relatori, gli studenti, i cittadini tutti che sono intervenuti perché pensiamo sia stato messo un primo importante mattone verso una comunità più consapevole della necessità di contrastare lo sviluppo delle mafie nel ns territorio.

 

Libera Presidio Cerveteri e Ladispoli

Manziana riscopre la sua memoria: al via il restauro dello storico Lavatoio di Quadroni

Nel cuore della frazione di Quadroni, a poca distanza dalla Chiesa di Santa Maria del Carmine, sorge un manufatto che per generazioni ha rappresentato molto più di una semplice infrastruttura pubblica. È il lavatoio storico di Quadroni, oggi al centro di un importante progetto di conservazione e restauro promosso dal Comune di Manziana.

I lavatoi pubblici sono tra le testimonianze più autentiche della vita quotidiana che ha caratterizzato le comunità rurali e urbane prima dell’avvento dell’acqua corrente nelle abitazioni. Luoghi nati per una funzione pratica – il lavaggio dei panni – ma che nel tempo si sono trasformati in spazi di relazione, confronto e condivisione. Qui le donne del paese si incontravano quasi ogni giorno, intrecciando relazioni che rafforzavano il tessuto sociale della comunità.

Anche nel territorio della Tuscia Romana, tra la fine del Settecento e l’Ottocento, la diffusione dei lavatoi pubblici fu significativa. In quegli anni le amministrazioni locali, spinte anche da esigenze igienico-sanitarie, promossero la realizzazione di strutture dedicate alla gestione collettiva dell’acqua. Il lavatoio di Quadroni, collocabile storicamente alla fine del XVIII secolo, nacque proprio in questo contesto, insieme al vicino abbeveratoio, in una fase di sviluppo della frazione manzianese successiva agli interventi che interessarono la chiesa del quartiere.
Attualmente il lavatoio versa in uno stato di progressivo degrado dovuto al tempo e al lungo periodo di disuso.

Pur non presentando problemi strutturali rilevanti, la struttura mostra segni evidenti di deterioramento. Le murature in pietra risultano in parte erose e, nel tempo, sono state oggetto di interventi con materiali non coerenti con quelli originari. Anche la copertura in legno evidenzia segni di usura, mentre all’interno sono presenti intonaci deteriorati, fenomeni di umidità e tracce di vandalismo. Inoltre, la vasca centrale, elemento simbolico del manufatto, appare compromessa da depositi e distacchi superficiali. Si tratta di condizioni tipiche di un edificio storico rimasto a lungo senza manutenzione, che rendono oggi necessario un intervento attento e rispettoso per restituire piena dignità e leggibilità a questo luogo della memoria collettiva.

L’intervento di rastauro sarà orientato alla conservazione degli elementi originari, nel rispetto delle tecniche e dei materiali tradizionali. Sono previsti il recupero delle murature esterne, il ripristino della vasca interna e del bordo in pietra, il rifacimento della copertura e della pavimentazione, oltre a operazioni mirate a ristabilire l’assetto compositivo originario del manufatto. Un lavoro puntuale, guidato dai principi della conservazione e del minimo intervento, con l’obiettivo di preservare l’autenticità del bene.

Ma il restauro non guarda soltanto al passato. L’intento dell’Amministrazione è quello di restituire alla comunità un luogo identitario, capace di tornare a essere spazio di aggregazione e memoria. Il lavatoio potrà entrare a far parte di un più ampio percorso tematico dedicato all’acqua, collegandosi idealmente agli altri lavatoi, ai fontanili, ai sentieri naturalistici e al borgo storico, contribuendo a valorizzare l’intero territorio.

Riqualificare il lavatoio di Quadroni significa dunque recuperare una parte della storia di Manziana, ma anche investire nel futuro del paese. Significa riconoscere che i luoghi della memoria non sono semplici testimonianze del passato, bensì fondamenta su cui costruire una comunità consapevole delle proprie radici.