
Vicesindaco Galloni, oggi prende avvio l’attività della nuova Casa della Comunità. Che giornata è per Trevignano?
«È una giornata importante perché comincia concretamente a vivere una struttura sulla quale abbiamo lavorato per molti anni. Da oggi i cittadini iniziano a utilizzare la nuova Casa della Comunità e, settimana dopo settimana, aumenteranno attività, servizi e presenza dei professionisti, fino alla piena attivazione delle attività programmate entro novembre.
C’è poi un altro aspetto al quale tengo particolarmente: siamo riusciti a trasformare un’area a lungo inutilizzata e abbandonata in un luogo dedicato alla salute. È un esempio concreto di rigenerazione urbana e sociale: recuperare uno spazio e restituirlo alla comunità attribuendogli una funzione pubblica fondamentale.»
Quali sono le attività che partono subito?
«Si parte già con un nucleo significativo di servizi: sala prelievi, CUP, medicina di base, ambulatorio infermieristico, PUA – Punto Unico di Accesso, screening con retinografo e sala polifunzionale per le attività di coprogettazione. È importante sottolineare che questa è la configurazione iniziale. La Casa della Comunità è una struttura destinata a crescere progressivamente nelle prossime settimane.»
Quindi quella di oggi non è ancora la configurazione definitiva?
«Esattamente. Oggi comincia un percorso che crescerà settimana dopo settimana.
L’impegno che ci è stato comunicato dalla ASL Roma 4, dal Direttore del Distretto 3 Rosario Marino e da tutta la squadra dell’Azienda sanitaria è quello di procedere progressivamente nell’implementazione delle attività. Saranno ampliate la sala prelievi, il CUP, la medicina di base e l’ambulatorio infermieristico e sarà implementata anche la continuità assistenziale.
Da ottobre entreranno progressivamente a regime gli ambulatori specialistici: cardiologia, pneumologia, diabetologia, medicina dello sport, ambulatori vaccinali e nutrizione, insieme alla presenza effettiva del Medico di Medicina Generale all’interno della Casa della Comunità.
Il percorso indicato dalla ASL ci porta entro novembre alla piena attivazione delle attività programmate. E sarà proprio nel mese di novembre, con la struttura a regime, che si terrà l’inaugurazione ufficiale della Casa della Comunità alla presenza delle istituzioni e del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.
Quindi oggi non celebriamo semplicemente un taglio del nastro: oggi iniziano i servizi. L’inaugurazione istituzionale arriverà con il completamento del percorso di attivazione.»
Tra questi servizi lei attribuisce particolare importanza alla Medicina dello Sport. Perché?
«Perché credo possa diventare uno degli elementi maggiormente caratterizzanti della Casa della Comunità di Trevignano.
La Medicina dello Sport non significa soltanto certificazione dell’idoneità sportiva: significa prevenzione, valutazione dello stato di salute, promozione dell’attività fisica e possibilità di costruire percorsi che mettano insieme medicina, sport e prevenzione.
Su questo stiamo registrando già molta attenzione da parte del mondo delle federazioni sportive, dell’università e di altre realtà che operano nel settore. Naturalmente sarà un percorso da sviluppare insieme alla ASL, attraverso collaborazioni e progettualità specifiche.
L’obiettivo è ambizioso: fare della Casa della Comunità di Trevignano un punto di riferimento regionale per la Medicina dello Sport e per la prevenzione legata alla pratica sportiva.
Trevignano, per le sue caratteristiche ambientali e per la sua vocazione allo sport e alle attività all’aria aperta, ha tutte le condizioni per sviluppare questa caratterizzazione. La Medicina dello Sport può rappresentare quindi non semplicemente un ambulatorio in più, ma l’inizio di un progetto molto più ampio.»
È un progetto che viene da lontano. Quanto lavoro c’è dietro?
«C’è un lavoro lungo, iniziato già nella precedente consiliatura. L’Amministrazione comunale, insieme al Sindaco Claudia Maciucchi, ha creduto fortemente in questa possibilità e personalmente ho seguito e accompagnato questo percorso fin dalle sue prime fasi, lavorando affinché l’investimento sulla sanità territoriale potesse concretizzarsi proprio a Trevignano.
È stato fondamentale il rapporto costruito allora con la precedente amministrazione regionale, con la quale abbiamo lavorato per creare le condizioni affinché Trevignano potesse ospitare questa struttura. Successivamente la programmazione e le risorse del PNRR dedicate alla sanità territoriale hanno consentito di trasformare quel percorso in un progetto concreto e quindi nella Casa della Comunità che vediamo oggi.
Oggi l’attuale amministrazione regionale sta portando a compimento quel lavoro, accompagnando insieme alla ASL Roma 4 la struttura verso la piena operatività.
Credo che questo sia anche un bell’esempio di continuità istituzionale: un progetto importante nasce, cresce e si realizza attraversando fasi amministrative differenti. Quando l’obiettivo è utile alla comunità, ciò che conta è costruire sulle cose positive già avviate e portarle fino in fondo.»
Quindi nessuna gara sulla paternità del progetto?
«Assolutamente no. È giusto riconoscere il lavoro di tutti. Come Amministrazione comunale, e personalmente per il ruolo che ho avuto nel seguire questo percorso, siamo certamente orgogliosi di aver lavorato perché questa opportunità arrivasse a Trevignano.
Ma ci sono stati il lavoro della precedente amministrazione regionale, la programmazione e le risorse del PNRR, il lavoro della ASL Roma 4 e oggi quello dell’attuale amministrazione regionale che sta portando il progetto verso la piena operatività.
La Casa della Comunità non appartiene a una stagione amministrativa: appartiene a Trevignano e ai cittadini che la utilizzeranno. E credo che questa sia la cosa più importante.»
Che cosa cambierà concretamente per Trevignano quando la struttura sarà a regime?
«Cambierà molto. Non stiamo semplicemente trasferendo alcuni servizi già esistenti da una sede all’altra. Stiamo costruendo un luogo nel quale si concentreranno medicina di prossimità, prevenzione, assistenza infermieristica, screening e specialistica.
Cardiologia, pneumologia, diabetologia, nutrizione, vaccinazioni, Medicina dello Sport, medicina generale, assistenza infermieristica, PUA, prelievi e CUP significano poter trovare sul territorio risposte a una parte importante dei bisogni sanitari quotidiani.
È questa la funzione fondamentale della Casa della Comunità: avvicinare la sanità alle persone, rafforzare la prevenzione e costruire una presenza sanitaria territoriale stabile.»
Se dovesse sintetizzare il significato di questa giornata?
«Direi semplicemente: oggi cominciamo.
Da oggi entrano i primi servizi; settimana dopo settimana ne arriveranno altri; da ottobre entreranno progressivamente a regime gli ambulatori specialistici ed entro novembre è prevista la piena attivazione delle attività programmate. A quel punto ci sarà anche l’inaugurazione ufficiale insieme alle istituzioni e al Presidente Rocca.
E vogliamo già guardare oltre, lavorando affinché alcune funzioni, a partire dalla Medicina dello Sport, possano crescere e fare della Casa della Comunità di Trevignano un punto di riferimento anche a livello regionale.
Dove prima c’era un’area inutilizzata, oggi nasce un luogo di cura, prevenzione e servizi. È il risultato di un lavoro durato anni e, soprattutto, un investimento sul futuro della nostra comunità.»
Furgiuele Giovanni, Redazione Lagone


