Molto dei prodotti agroalimentari italiani derivano da lunghe tradizioni ed hanno origini antichissime.
Possiamo citare ad esempio il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, la cui ricetta puΓ² essere fatta risalire ai monaci delle abbazie cistercensi e benedettine della pianura padana intorno alla prima metΓ del XII secolo.
Ma nella nostra zona viene prodotto ancora oggi un formaggio con origini ben piΓΉ antiche, che arrivano addirittura allβantica Roma. Si tratta del caciofiore della campagna romana, la cui ricetta Γ¨ riportata dallo scrittore latino Lucio Giunio Moderato Columella nel suo βDe Re Rusticaβ, un trattato di agronomia e zootecnica del 50 d.c.
Ma andiamo a conoscere meglio questo formaggio.
Il caciofiore Γ¨ realizzato con latte di pecora intero crudo (quindi non pastorizzato); ma la sua caratteristica piΓΉ distintiva Γ¨ senza dubbio lβuso del caglio vegetale ottenuto dal fiore di carciofo o di cardo selvatico (Cynara cardunculus o Cynara scolimus) raccolto nel periodo estivo, utilizzato al posto del piΓΉ classico caglio animale, il che lo rende adatto anche per chi segue unβalimentazione vegetariana.
βConviene coagulare il latte con caglio di agnello o di capretto, quantunque si possa anche rapprendere con il fiore di cardo silvestre o coi semi del cartamo o col latte di fico. In ogni modo il cacio migliore Γ¨ quello che Γ¨ stato fatto col minimo possibile di medicamento.β (Lucio Giunio Moderato Columella, βDe re rusticaβ).
Questa ricetta, vecchia di 2000 anni, Γ¨ stata recuperata da un gruppo di produttori di formaggio della campagna romana che ha deciso di dare nuova vita a questo antico latticino amato dai romani.
Lβuso del cardo, che era molto frequente nellβantica Roma, Γ¨ tornato oggi a diffondersi in varie produzioni oltre al caciofiore, ed Γ¨ particolarmente adatto alle nostre zone che sono ricche di queste piante.
Latte crudo di pecora e fiore di cardo danno così vita ad un formaggio dal sapore antico e un profumo unico.
Con una caratteristica forma a mattonella, il caciofiore ha una crosta giallognola e grinzosa che racchiude una pasta morbida e cremosa, un sapore intenso, non salato e leggermente amaro, e un profumo deciso con sentori di carciofo e verdure di campo.
La stagionatura Γ¨ breve, e dura solitamente dai 30 agli 80 giorni. Il periodo di produzione va da ottobre a giugno ma cβΓ¨ anche una produzione estiva fatta con il latte delle pecore transumanti.
Questo particolarissimo formaggio di pecora Γ¨ inoltre un Presidio Slow Food, che intende portare avanti un progetto di recupero del caciofiore sostenendo i produttori che utilizzano il βfioreβ di cardo appositamente coltivato, ed Γ¨ anche un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Regione Lazio.
Qualche informazione in piΓΉ sul caciofiore della campagna romana Γ¨ disponibile sul sito di Slow Food, dove sono indicati anche i produttori da cui Γ¨ possibile acquistarlo.
Non ci resta quindi che da augurarvi buon assaggio!
Sara Fantini
Redattrice L’agone




