Entro marzo, a meno di nuove sorprese, avremo a disposizione solo 14 milioni di dosi, un numero sufficiente per concludere le immunizzazioni di 2 milioni di operatori sanitari e ospiti delle Rsa e far partire le attese vaccinazioni di 4,4 milioni di over 80 e dei 400mila pazienti con patologie gravi
Il piano dei vaccini in Italia Γ¨ scritto ormai sulla sabbia. CosΓ¬ come lβobiettivo di raggiungere lβimmunitΓ di gregge (almeno il 70% degli italiani vaccinati) dopo lβestate, il rischio Γ¨ di arrivare a fine anno o addirittura a inizio 2022. Troppe al momento le incognite legate ai ritardi sulle consegne dei vaccini prima di Pfizer (tagli del 29% e poi del 20% su due lotti) e soprattutto di AstraZeneca che il 29 gennaio incasserΓ lβok dellβEma al suo siero ma nel frattempo ha annunciato tagli del 60% : invece di 8 milioni di dosi entro marzo ne consegnerΓ poco piΓΉ di 3 milioni.
Le certezze al momento sono due: entro marzo, a meno di nuove sorprese, avremo a disposizione solo 14 milioni di dosi: 8,7 milioni di Pfizer, 1,3 milioni di Moderna e 3,4 milioni di AstraZeneca. Un numero sufficiente per mettere in sicurezza solo la prima fase del piano: si potranno infatti concludere le immunizzazioni di 2 milioni di operatori sanitari e ospiti delle Rsa iniziate da gennaio e ora alle prese con la seconda dose e far partire le attese vaccinazioni di 4,4 milioni di over 80 e dei 400mila pazienti con patologie gravi. Vaccinazioni, questβultime, cheΒ slitteranno di almeno 3-4 settimaneΒ rispetto al previsto – si doveva partire in questi giorni – e quindi la nuova previsione Γ¨ di concludere in piena primavera. Ma la seconda certezza, che potrΓ essere smentita solo da un recupero immediato dei ritardi nelle consegne, Γ¨ che la seconda fase – quella delle vaccinazioni di massa – potrebbe slittare di diverse settimane per mancanza di βmateria primaβ, le dosi di vaccino: secondo il piano vaccinale presentato dal ministro della Salute Roberto Speranza in Parlamento da aprile si contava di iniziare le somministrazioni a tutti gli over 65 – 13,4 milioni di persone – e coinvolgere anche la prima parte del personale scolastico.
(IlSole24Ore)


