Comunicato stampa
In queste ore il Sindaco ha cercato di trasformare il confronto sul nuovo Consorzio Sociale in una polemica politica, lasciando intendere che chi ha espresso perplessità fosse contrario al progetto.
Non è così.
Noi siamo favorevoli alla nascita del Consorzio, perché crediamo che possa rappresentare un’opportunità importante per migliorare i servizi sociali del nostro territorio. Proprio per questo riteniamo che debba nascere con regole chiare, solide e rispettose della legge.
Le osservazioni che vogliamo portare all’attenzione della commissione non sono slogan né pretesti politici. Sono il risultato di un’attenta analisi dello Statuto, svolta con serietà e responsabilità.
Abbiamo rilevato, ad esempio, che lo Statuto fissa un fondo iniziale di 80.000 euro senza spiegare da dove derivi quella cifra e senza che sia stato messo a disposizione un piano economico che la giustifichi. Se si parla di soldi pubblici, ogni importo deve essere motivato e documentato, non inserito nello Statuto senza adeguate spiegazioni.
Abbiamo inoltre riscontrato una contraddizione nel modo in cui dovrebbero essere ripartite le spese tra Cerveteri e Ladispoli. In un punto dello Statuto si dice che i Comuni contribuiscono in parti uguali, in un altro che le quote devono essere calcolate in base al numero degli abitanti. Sono due criteri diversi e lo Statuto deve chiarire quale intende applicare.
Un’altra criticità riguarda il funzionamento dell’Assemblea. Oggi lo Statuto prevede che siano presenti entrambi i Comuni e che ogni decisione venga presa all’unanimità. Tradotto in parole semplici, se uno dei due Comuni è assente o vota contro, il Consorzio si blocca.
E questo non significa soltanto rallentare la politica. Significa bloccare l’approvazione del bilancio, del Piano Sociale di Zona e degli altri atti indispensabili per far funzionare il Consorzio, con il rischio di perdere finanziamenti e creare problemi ai servizi destinati alle persone più fragili.
Per questo vogliamo proporre soluzioni semplici e già previste in molti enti pubblici, come una seconda convocazione, maggioranze qualificate o altri strumenti che permettano di evitare la paralisi amministrativa senza togliere rappresentanza ai Comuni.
Un’altra modifica riguarda il Consiglio di Amministrazione. Recuperando le indicazioni della Regione, chiediamo che i componenti non siano esclusivamente politici in carica (consiglieri o membri di Giunta), ma persone scelte per le loro reali competenze tecniche e professionali, oltre ai normali requisiti di legge. In un settore così delicato la politica non deve occupare poltrone: servono esperienza e preparazione per gestire al meglio i servizi e i soldi pubblici.
Vorremmo proporre anche maggiori garanzie sui controlli. Un ente che amministrerà milioni di euro e servizi essenziali deve prevedere strumenti efficaci per verificare come vengono spesi i soldi pubblici, quali risultati vengono raggiunti e come viene valutato il lavoro di chi lo dirige. Su questi aspetti lo Statuto è ancora troppo debole.
Infine, in commissione vorremmo chiedere maggiore chiarezza sulle nomine, sul sistema dei controlli interni, sulla trasparenza e sulla prevenzione dei conflitti di interesse. Non si tratta di dettagli burocratici, sono le regole che servono a garantire un’amministrazione corretta e a tutelare i cittadini.
Ci saremmo aspettati che il Sindaco in questi 8 mesi di silenzio assordante ci ascoltasse, lavorasse lei all’istituzione di una commissione consiliare dedicata, ancora meglio se intercomunale, e recepisse queste migliorie, a tutela di tutti. Ha invece scelto la strada della propaganda, cercando di contrapporre chi studia gli atti a chi chiede semplicemente un voto favorevole.
Noi continueremo a fare quello che riteniamo sia il compito di ogni consigliere comunale, ossia leggere gli atti, approfondirli, individuare le criticità e proporre soluzioni.
Perché votare un provvedimento senza discuterlo non significa difendere le istituzioni.
Difendere le istituzioni significa costruire regole migliori, più trasparenti e più solide, nell’interesse di tutti i cittadini. Soprattutto i più fragili.


