Β di MarcoΒ Feole
Steven Knight, sceneggiatore tra i piΓΉ talentuosi. Ha scritto La promessa dellβassassino per Cronenberg tanto per dirne uno. Scrive e dirige qui il suo secondo film. E non solo soddisfa le aspettative in quellβanno ma le supera di gran lunga.Β LockeΒ infatti Γ¨ un eccellente esercizio di scrittura, dove il racconto e il tempo di 85 minuti convergono tutti e solo nella Bmw in movimento guidata da Tom Hardy.
Il protagonista Γ¨ Ivan Locke, un costruttore di edifici. Sta guidando nella notte verso Londra e allβalba avrebbe dovuto assistere alla piΓΉ grande colata di cemento di cui si sia mai occupato. Lavoratore impeccabile, semplicemente il migliore nel suo campo. Tutto questo porta i suoi capi a incaricare proprio lui di questo lavoro. Ma la telefonata di una donna di nome Bethan, sta per riscrivere la vita di Ivan. PerchΓ© se prima di quel viaggio in auto aveva un lavoro, una moglie e una casa, ora Γ¨ tutto in discussione.
Un film di 85 minuti, con un solo protagonista in video, perchΓ© gli altri li βvediamoβ solo ascoltandoli attraverso un telefono, e un uomo che guida unβauto. PuΓ² tutto questo generare nello spettatore lβandamento incessante di un thriller, la tensione emotiva fino alla fine e portarti a pensare e ripensare a ciΓ² che hai visto anche ore dopo una visione? Certo che puΓ²! Quando dietro cβΓ¨ un film scritto cosi bene e recitato altrettanto. La fama di Hardy di attore immenso seppur mascherato qui si βsmascheraβ, e le sue poche battute sono tutte scolpite nel volto e nelle espressioni come unico strumento per trasmettere le emozioni contrastanti della vicenda. Non serviva questo film forse per confermare la sua bravura, ma qui il suo apporto al film Γ¨ davvero dβeccezione.
KnightΒ sceglie il buio della notte come cornice del suo film. Le luci cupe della sera, il percorrere delle strade, i lumi, i rumori dei clacson, le auto come le vite altrui che ti scorrono accanto. Una questione di scelta, di possibilitΓ . Un protagonista che dichiara la sua colpa ma rispetta il suo dovere, verso il lavoro, verso la sua famiglia.
Un film ambizioso. Un viaggio claustrofobico o una seduta analitica.


