intervista rilasciata all’AGI
Cosa c’Γ¨ scritto su un ‘paper’ della SocietΓ italiana di medicina ambientale
Dottoressa Gatti, la Lombardia Γ¨ lβepicentro di questa emergenza sanitaria perchΓ© piΓΉ esposta di altre aree del Paese allβinquinamento atmosferico dellβaria prodotto dalle industrie, dai riscaldamenti e dal traffico delle auto. Γ plausibile?
βSi, Γ¨ plausibile. Γ stato detto che molte persone per lo piΓΉ anziane (la media Γ¨ 80 anni) sono morte non di coronavirus ma con il virus. Persone giΓ debilitate, cioΓ¨ con patologie anche innescate da inquinamento ambientale, non disponevano piΓΉ di un sistema immunitario efficiente. Ricordo che al momento non ci sono medici capaci di diagnosticare una patologia da polveri. In un progetto Europeo (DIPNA) di nanotossicologia,Β noi abbiamo giΓ dimostrato che cellule attaccate da nanopolveri non hanno piΓΉ un sistema di difesa capace di reagireβ.
Antonietta Gatti Γ¨ una fisica,Β tra i maggiori esperti di tossicitΓ delle nanoparticelleΒ a livello internazionale. Ha guidato il laboratorio dei biomateriali del dipartimento diΒ neuroscienzeΒ all’universitΓ di Modena e Reggio Emilia, ed Γ¨ stata consulente della commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranioΒ impoverito. Γ a lei che si devono gli studi decisivi sulle morti (di tumore) dei militari italiani tornati dai Balcani, fuΒ lei β nel 2004 β a trovare leΒ nanoparticelle nei tessuti degli agnelli malformati nati in Sardegna vicino al Poligono Interforze di Salto di Quirra. Nanoparticelle prodotte dallβesplosione di proiettili e granate. Ha firmato decine di pubblicazioni e articoli scientifici.
Dottoressa Gatti, le polveri sottili presenti nellβaria possono compromettere le difese dellβorganismo umano βattaccatoβ dal coronavirus?
βΓ giΓ stato dimostrato dalla Scuola di Leuven (Belgio) che polveri nanometriche (0.1micron), se arrivano agli alveoli, passano la barriera polmonare in 60 secondi e in unβora possono arrivare a fegato e reni e da lΓ¬ raggiungere tutti i siti del corpo, nessuno escluso. Questo fatto Γ¨ noto dagli scienziati, tanto che lβOrganizzazione Mondiale della SanitΓ ha giΓ stimato in 7.000.000 ogni anno le morti per patologie polmonari, cardiovascolari e cerebrali dovute allβinquinamento. Eβ ovvio che, in un sistema giΓ compromesso dalle polveri ambientali che sono responsabili di uno stato infiammatorio, un ulteriore insulto, per di piΓΉ infettivo, puΓ² accelerare la morteβ.
Questa relazione tra βefficaciaβ del virus e smog non Γ¨ stata ancora scientificamente dimostrata, ma se esistesse questa relazione, perchΓ© cittΓ inquinate come New Delhi Γ¨ stata colpita finora solo marginalmente dal Covid-19
βPer prima cosa, cβΓ¨ da chiedersi quali valutazioni siano state fatte sulla popolazione. CβΓ¨ da considerare che la massima parte dei portatori del virus Γ¨ perfettamente asintomatica e, dunque, sfugge alla rilevazione. Poi, non sappiamo se in un futuro vicino possa scatenarsi anche lΓ unβepidemia. Ci puΓ² essere, perΓ², anche unβalta, spiegazione. Il virus non resiste a temperature superiori a meno di una trentina di gradi, cioΓ¨ Γ¨ sensibile al calore e si denatura, non si replica e muoreβ.
Il tema della relazione tra virus e inquinamento atmosferico sta guadagnando attenzione da parte dei media e della comunitΓ scientifica in questi giorni di emergenza sanitaria.Β LaΒ SocietΓ italiana di medicina ambientale, lβUniversitΓ Aldo Moro di Bari e lβAlma Mater di Bologna hanno appena pubblicato un βposition paperβ su questo tema. βRiguardo agli studi sulla diffusione dei virus nella popolazione β si legge – vi Γ¨ una solida letteratura scientifica che correla lβincidenza dei casi di infezione virale con le concentrazioni di particolato atmosferico (es. PM10 e PM2,5) (1, 2). Nel caso di precedenti casi di contagi virali, le ricerche scientifiche hanno evidenziato alcune caratteristiche della diffusione dei virus in relazione alle concentrazioni di particolato atmosfericoβ.
I dodici ricercatori che hanno firmato il paper ricordano alcuni precedenti:
(2010) lβinfluenza aviaria puΓ² essere veicolata per lunghe distanze attraverso tempeste asiatiche di polveri che trasportano il virus. I ricercatori hanno dimostrato che vi Γ¨ una correlazione di tipo esponenziale tra le quantitΓ di casi di infezione (Overall Cumulative Relative Risk RR) e le concentrazioni di PM10 e PM2.5 (ΞΌg m-3) (4)
(2016) esiste una relazione tra la diffusione del virus respiratorio sinciziale umano (RSV) nei bambini e le concentrazioni di particolato. Questo virus causa polmoniti in bambini e viene veicolato attraverso il particolato in profonditΓ nei polmoni. La velocitΓ di diffusione del contagio (Average RSV positive rate %) Γ¨ correlata alla concentrazione di PM10 e PM2.5 (ΞΌg m-3) (5).
(2017) il numero di casi di morbillo su 21 cittΓ cinesi nel periodo 2013-2014 varia in relazione alle concentrazioni di PM2.5. I ricercatori dimostrano che un aumento delle concentrazioni di PM2.5 pari a 10 ΞΌg/m3 incide significativamente sullβincremento del numero di casi di virus del morbillo (6). I ricercatori suggeriscono di ridurre le concentrazioni di PM2,5 per ridurre la diffusione dellβinfezione.
(2020) uno dei maggiori fattori di diffusione giornaliera del virus del morbillo in Lanzhou (Cina) sono i livelli di inquinamento di particolato atmosferico (7). In relazione allβevidenza che lβincidenza del morbillo sia associata allβesposizione a PM2.5 ambientale in Cina, i ricercatori suggeriscono che politiche efficaci di riduzione dellβinquinamento atmosferico possono ridurre lβincidenza del morbillo.

Il grafico evidenzia una relazione lineare (R2=0,98), raggruppando le Province in 5 classi sulla base del numero di casi infetti (in scala logaritmica: log contagiati), in relazione ai superamenti del limite delle concentrazioni di PM10 per ognuna delle 5 classi di Province (media per classe: media nΒ° superamenti lim PM10/nΒ° centraline Prov.)Β Tale analisi sembra indicare una relazione diretta tra il numero di casi di COVID-19 e lo stato di inquinamento da PM10 dei territori, coerentemente con quanto ormai ben descritto dalla piΓΉ recente letteratura scientifica per altre infezioni virali. (Fonte: Sima)

La relazione tra i casi di COVID-19 e PM10 suggerisce unβinteressante riflessione sul fatto che la concentrazione dei maggiori focolai si Γ¨ registrata proprio in Pianura Padana mentre minori casi di infezione si sono registrati in altre zone dβItalia. (Fonte: Sima)
Dottoressa, lβinquinamento dellβaria Γ¨ un vettore di trasmissione che puΓ² favorire la diffusione di un virus?
βLβaria Γ¨ piena di polveri come ben sappiamo dai valori delle centraline dellβARPA e i limiti di legge sono ripetutamente superati anche molto abbondantemente. Quelle controllate sono polveri di dimensione 10-2,5 micron, ma ci sono anche polveri ben sotto il micron: Polveri che hanno dimensioni comparabili con quelle di un virus. Una interazione non Γ¨ solo possibile, ma Γ¨ probabile. La creazione di unβentitΓ organica-inorganica, una volta nel corpo umano, non Γ¨ facilmente debellabile. Questa interazione puΓ² capitare anche dentro gli alveoli giΓ pieni di polveri. Su questi substrati il virus puΓ² replicarsi facilmenteβ.
Che idea si è fatta di questo virus sotto il profilo molecolare? Perché è così letale rispetto ad altri coronavirus?
βLa creazione di unβentitΓ organico-inorganico non Γ¨ debellabile con i normali farmaci. Da anni noi stiamo studiando questa nano-bio-interazione di nanoparticelle con proteine del corpo umano e abbiamo identificato queste nuove entitΓ organiche-inorganiche nel sangue di pazienti con patologie come, ad esempio, la leucemia. Questo virus attacca i polmoni, e quelli degli anziani, dei fumatori e di chi ha altre patologie come, ad esempio, il diabete, che hanno capacitΓ di difesa che, in alcuni casi, possono rivelarsi insufficientiβ.
Il contrasto al contagio attraverso lβisolamento delle persone ha prodotto effetti in Cina, non ancora in Italia. Γ cosΓ¬ che si βspegneβ un virus, impedendogli di diffondersi? Γ giusta questa strategia sostenuta dalla totalitΓ dei virologi?
βOgni epidemia ha una fase ascendente che puΓ² essere anche rapida ed una fase discendente. Si puΓ² cercare di arginare lβinfezione isolando la gente sana da quella malata, cosΓ¬ si evita il contagio. Purtroppo, non abbiamo altre armi di difesa. In questo mondo cosΓ¬ globalmente interagente un battere dβali in un punto si ripercuote anche a grandi distanze, tanto da diventare un temporale in un punto lontano. Il problema Γ¨ che anche lβeconomia seguirΓ questo andamentoβ.
La comune influenza contagia e uccide migliaia di persone ogni anno ed Γ¨ in piedi la discussione su quanto questa infezione sia peggiore di altre. Lo Γ¨?
βInfluenze che esitavano in polmoniti erano giΓ presente da ottobre scorso in Italia. Basta chiedere ai medici di famiglia e agli ospedali. Ogni anno lβinfluenza fa parecchie migliaia di morti, stimate in 20.000 /anno. Basta controllare le statistiche dellβIstituto Superiore di SanitΓ β.
Il paper curato dalla Sima e dalle universitΓ di Bologna e BariΒ Γ¨ una base di lavoro che andrΓ sviluppata. Sebbene, leggiamo ancora, βtali analisi sembrano dimostrare che, in relazione al periodo 10-29 Febbraio, concentrazioni elevate superiori al limite di PM10 in alcune Province del Nord Italia possano aver esercitato unβazione di boost, cioΓ¨ di impulso alla diffusione virulenta dellβepidemia in Pianura Padana che non si Γ¨ osservata in altre zone dβItalia che presentavano casi di contagi nello stesso periodo. A questo proposito Γ¨ emblematico il caso di Roma in cui la presenza di contagi era giΓ manifesta negli stessi giorni delle regioni padane senza perΓ² innescare un fenomeno cosΓ¬ virulento. Oltre alle concentrazioni di particolato atmosferico, come fattore veicolante del virus, in alcune zone territoriali possono inoltre aver influito condizioni ambientali sfavorevoli al tasso di inattivazione virale. Il gruppo di lavoro sta approfondendo tali aspetti per contribuire ad una comprensione del fenomeno piΓΉ approfonditaβ.


