Disastro senza precedenti nella Capitale libanese. Si contano almeno 70 morti e oltre 3.700 feriti, secondo un primo bilancio ancora provvisorio della deflagrazione fornito dal Ministro della SanitΓ .
L’esplosione Γ¨ avvenuta nel tardo pomeriggio nel porto di Beirut e sulle cause, dopo ore di incertezza, Γ¨ arrivata la versione ufficiale direttamente dal presidente del Libano, Michel Aoun: a provocare le esplosioni Γ¨ stato un incendio in un deposito nel porto dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate diversi anni fa da una nave.
Il numero delle vittime potrebbe comunque aumentare, a giudicare anche dalle immagini diffuse dai social media e dalle televisioni che mostrano persone rimaste intrappolate sotto le macerie di edifici crollati. Un testimone che vive sulle colline a est della capitale, alcuni chilometri dal porto, ha riferito che lo spostamento d’aria Γ¨ stato talmente potente da far saltare tutte le placche delle prese di corrente nella sua abitazione.
LE IMMAGINI TERRIBILI DELL’ESPLOSIONE
https://youtu.be/oqyDpGcHvac
In interi quartieri del centro praticamente nessun edificio Γ¨ rimasto con i vetri intatti.
Fonti riferiscono che nella zona di Mar Mikhael nell’alto edificio di ElectricitΓ© du Liban, l’ente elettrico nazionale, sono rimasti intrappolati molti dipendenti e che si Γ¨ lavorato a lungo per trarli in salvo. Sull’autostrada costiera che va verso nord e che passa vicino al porto, per un lungo tratto si vedono auto semidistrutte, mentre la carreggiata Γ¨ coperta di detriti.Β Anche all’aeroporto internazionale Rafic Hariri, distante alcuni chilometri, i danni all’aerostazione sono evidenti
La Croce Rossa Libanese ha rivolto un appello urgente per chiedere sangue. Alcuni testimoni riferiscono inoltre di cadaveri in strada, ma al momento non sono state fornite cifre ufficiali sulle vittime.
Farnesina, attivata l’unitΓ di crisi
Tra i feriti ci sarebbe anche un militare italiano che non Γ¨ grave, Γ¨ il caporal maggiore Roberto Caldarulo, del battaglione Gestione Transiti (RSOM) di Bari, mentre altri sono sotto osservazione in stato di choc. Lo apprende l’AnsaΒ da fonti qualificate, secondo cui i militari fanno parte di un’unitΓ del contingente italiano in Libano. La Farnesina, attraverso l’UnitΓ di Crisi e l’Ambasciata in Libano, si Γ¨ attivata per “prestare ogni possibile assistenza ai connazionali presenti nel Paese e continua a monitorare la situazione”. Lo riferiscono fonti del ministero degli Esteri.
Il ministro ha annunciato lo stato di emergenza in tutti gli ospedali della capitale.Β Dopo la potente esplosione che ha sconvolto Beirut, il presidente libaneseΒ Michel AounΒ ha convocato una riunione di emergenza del Consiglio nazionale di Difesa. Lo riferisce l’agenzia di stato,Β Nna.
Al Jazeera: “Nave civile italiana distrutta”
La tv Al Jazeera, ha intervistato Vincenco Orlandini, 69 anni, membro dell’equipaggio di una nave civile italiana, la Regina d’Oriente, attraccata vicino al luogo dell’esplosione. Era coperto di sangue dopo che l’esplosione lo ha lanciato attraverso una cabina della sua nave, mentre diverse persone a bordo sono state ferite e portate in ospedale, ha detto Azhari.
“Ho sentito l’esplosione e sono volato sul lato opposto della lobby. Sono atterrato sul tappeto e sono stato fortunato perchΓ© penso che mi abbia salvato. La nave Γ¨ completamente distrutta: le cabine, il salone, tutto”. Ha detto Orlandini.
La dinamica
Ancora non Γ¨ chiara la dinamica degli eventi. Secondo quanto riporta una fonte locale, la prima esplosione accidentale sarebbe partita da una nave che trasportava un carico di fuochi d’artificio. Da qui si sarebbe innescata una seconda esplosione piΓΉ grande in un deposito chimico. Ora una nuvola gigantesca sovrasta la cittΓ e gli abitanti sono in fuga.Β Secondo il canale televisivo panarabo
La nube tossica
Il ministro dell’interno del Libano,Β Mohamed Fehmi, ha dichiarato ai giornalisti che l’esplosione al porto sarebbe stata causata “dal nitrato di ammonio, immagazzinato in grande quantitΓ ”. Le dichiarazioni confermerebbero le notizie circa la formazione di una nube tossica, riconducibile a una sostanza chimica, segnalata dai residenti di Beirut. Anche una testata libanese,Β al Mayadeen, riporta di un deposito di sostanze chimiche, in particolare il benzene.
Dai video che giungono dalla zona Γ¨ possibile costatare la totale devastazione dellβarea. In un video si notano numerose deflagrazioni minori prima dellβenorme esplosione sopra la quale si Γ¨ diffusa una gigante nube a fungo che domina gli edifici della cittΓ . Secondo lβagenzia turcaΒ Andalu, un palazzo di tre piani nelle vicinanze Γ¨ crollatoΒ e vi sono persone bloccate sotto le macerie.Β Fonti libanese riportano che poco prima dellβesplosione e non lontano dal porto, lβex primo ministroΒ Saad HaririΒ stava tenendo una serie di incontri con alti ufficiali, tra cui il Capo di stato maggiore. La seconda esplosione, sarebbe avvenuta nei pressi dellβabitazione dellβex premier, che non Γ¨ stato coinvolto dallβesplosione e sta bene, secondo quanto riportato daΒ Lbci.
Il segretario generale del partito Kataeb, Falangi Libanesi, un partito nazionalista e cristiano maronita,Β Nizar NajarianΒ Γ¨ stato colpito alla testa durante l’esplosione ed Γ¨ morto poco dopo. Il deputatoΒ Nadim GemayelΒ ha riportato un trauma cranico ed Γ¨ tra le centinaia di persone ricoverate all’ospedale dell’Hotel Dieu. AncheΒ Tarek Merhebi, deputato di Movimento il Futuro, Γ¨ stato ferito ed Γ¨ stato ricoverato presso l’ospedale di Clemenceau.
Fonti israeliani qualificate hanno sottolineato che Israele non ha alcun legame con le esplosioni avvenute al porto di Beirut.
Anche Hezbollah ha dichiarato che la deflagrazione non Γ¨ stata causata da missili.
Tensione nel Paese
Nel Paese vi Γ¨ tensione in vista della pubblicazione venerdΓ¬ del verdetto del Tribunale speciale per il Libano sullβomicidio dellβex premier libaneseΒ Rafiq Hariri, padre di Saad, ucciso a Beirut il 14 febbraio del 2005 assieme ad altre 21 persone.Β Il processo vede imputati quattro membri di Hezbollah con lβaccusa di “complotto a fini terroristici e omicidio preterintenzionale”. Ieri era stato annunciato che mercoledΓ¬ sera Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, avrebbe tenuto un discorso dal suo bunker nella Dahiyeh, la roccaforte del Partito di Dio a Beirut, probabilmente per commentare gli avvenimenti dellβultimo periodo, tra cui anche lβalta tensione al confine con Israele per un tentativo di attentato sventato dallβesercito israeliano la settimana scorsa, ma negato da Hezbollah.
Beirut, l’esplosione ripresa da pochi metri di distanza
Nel porto di Beirut, sono ancorate anche unitΓ navali dell’Unifil, la forza dell’Onu di interposizione al confine tra il Libano e Israele. “Una di queste sarebbe stata distrutta dall’esplosione, lasciando feriti anche gravemente alcuni militari delle forze di pace navali”. E’ quanto si apprende da Unifil che sta trasportando i feriti negli ospedali piΓΉ vicini per le cure mediche. L’Unifil “sta attualmente valutando la situazione, compresa la portata dell’impatto sul personale dell’Unifil”.
L’accesso all’area Γ¨ al momento molto difficile e l’Unifil cerca di raggiungere lo scalo con l’ausilio di elicotteri. Non si hanno per ora notizie sulla situazione degli equipaggi. Lo apprende l’ANSA da fonti informate
Conte: “Faremo il possibile per sostenere la popolazione”,Β “per connazionali monitoro con difesa e Farnesina”
“Le terribili immagini che arrivano da Beirut descrivono solo in parte il dolore che sta vivendo il popolo libanese. L’italia farΓ tutto quel che le Γ¨ possibile per sostenerlo. Con il ministero degli affari esteri e il ministero della difesa stiamo monitorando la situazione dei nostri connazionali”. CosΓ¬ in un tweet il premier Giuseppe Conte in seguito alla doppia esplosione che ha colpito nel pomeriggio la capitale libanese.
Di Maio: “L’italia Γ¨ vicina agli amici libanesi in questo momento tragico”.
“I nostri pensieri”, ha scritto in un tweet il Ministro degli Esteri, vanno alle famiglie delle vittime, a cui esprimiamo il nostro profondo cordoglio, e alle persone ferite, a cui auguriamo una pronta guarigione
(La Repubblica)


