Il provvedimento approvato dal governo Conte 1, su iniziativa della ministra Grillo, non Γ¨ mai stato pubblicato in Gazzetta ufficiale.
Permetterebbe allo Stato un maggiore controllo sui reali costi di produzione (e sugli aiuti pubblici) e quindi dei prezzi.
Intanto altri Paesi, come Germania e Israele, si stanno attrezzando su questo fronte in vista di una possibile cura per Covid-19
Nei cassetti delΒ ministero della SaluteΒ giace da mesi un provvedimento approvato dallβex ministraΒ Giulia GrilloΒ che potrebbe aiutare a scardinare il sistema, rodato da anni, che permette alleΒ aziende farmaceuticheΒ di imporre ai governi, per i propri prodotti innovativi,Β prezzi astronomiciΒ slegati dalle effettive spese di ricerca e sviluppo. Parliamo di fiale per il trattamento di malattie rare dal costo di 70 mila euro e di cure per il cancro che raggiungono i 100 mila euro lβanno per singolo paziente. Solo che il provvedimento non Γ¨ stato mai pubblicato inΒ Gazzetta ufficiale, e di conseguenza non Γ¨ mai entrato in vigore.
Lo ricostruisce una delle inchieste che troverete suΒ FQ MillenniuM, in edicola da domani, dedicato ai conflitti fra salute e profitto ai tempi delΒ Covid-19. Il decreto ministeriale fermo da mesi al ministero retto daΒ Roberto SperanzaΒ chiede alle aziende farmaceutiche di fornire allβAifa, nel momento in cui negozia un farmaco, le informazioni che Γ¨ normale chiedere prima di un qualunque acquisto importante: quali sono state le spese in ricerca e sviluppo e quali sono i prezzi a cui lo stesso prodotto Γ¨ venduto in altri Paesi. Il provvedimento per la trasparenza dei negoziati tra Aifa e aziende farmaceutiche Γ¨ stato sfortunato in quanto la caduta del primo governo Conte β e la successiva sostituzione sia della titolare della Salute che di quello dellβAifa β lo ha fermato proprio a un passo dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. E neanche le preoccupazioni per il costo dei futuri farmaci anti Covid-19, sono bastate a sbloccarlo. βΓ stato chiesto un approfondimento ad Aifaβ, ha fatto sapere a FQ MillenniuM il ministero della Salute.
Eppure altrove sono stati approvati provvedimenti ben piΓΉ incisivi.Β IsraeleΒ ha emesso una βlicenza obbligatoriaβ per importare dallβIndia un farmaco utile nel trattamento delle crisi respiratorie da coronavirus. LaΒ GermaniaΒ ha cambiato la propria legislazione sui brevetti a marzo per poterla utilizzare in caso di necessitΓ . Un appello diΒ Medici Senza FrontiereΒ affinchΓ© anche il governo italiano si renda disponibile a utilizzare le licenze obbligatorie Γ¨ rimasto senza risposta da parte dellβesecutivo. Un piccolo segnale Γ¨ stato dato solo dalla Camera dei deputati, che mercoledΓ¬ ha approvato un ordine del giorno dellβex ministra Grillo che riprende lβappello di Msf nellβinvitare il governo a intervenire per il controllo dei prezzi di farmaci e vaccini. Lβutilizzo di strumenti per mantenere accessibile il prezzo dei farmaci anti-Covid19 Γ¨ in queste ore oggetto di serrate trattative a livello globale.
Come quella per la risoluzione che i Paesi membri dellβUnione europeaΒ presenteranno allβassemblea generale dellβOmsΒ che si aprirΓ lunedΓ¬, per la prima volta in forma virtuale. Lβultima bozza pubblicata prevede lβimpegno a favorire βlβunione volontaria per i brevettiβ. βΓ un meccanismo di negoziazione collettiva delle licenze al fine di garantire prezzi accessibili e aumentare la capacitΓ di produzione β spiega Sara Albiani di Oxfam Italia β se fosse reso obbligatorio su scala globale, potrebbe garantire lβaccesso a vaccini, terapie e test Covid-19 anche ai Paesi piΓΉ poveriβ.
Dai documenti trapelati, risulta perΓ² che lβAmministrazioneΒ TrumpΒ stia lavorando per eliminare dalla risoluzione qualsiasi riferimento a questo strumento e alle licenze obbligatorie.
(Il Fatto Quotidiano)


