8 Marzo, 2026
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Dario, da Roma a Milano per combattere il Covid-19

Giovane infermiere in un ospedale lombardo: โ€œSconfiggere insieme il virus sarร  la vittoria piรน bellaโ€

 

 

 

In questo periodo di crisi dovuto al virus Covid-19 ci sono degli eroi che lavorano giorno e notte per salvare piรน vite umane possibili. Tra questi Dario Ferrara, un ragazzo romano che da qualche mese vive a Milano per fare il mestiere che a lui sembra essere il piรน bello del mondo: lโ€™infermiere. Sul suo profilo una sera ha pubblicato uno sfogo dopo unโ€™intensa e stremante giornata di lavoro.

โ€œOrmai รจ piรน di un mese che lavoro in ospedale durante lโ€™emergenza da Covid 19, il nemico invisibile, come รจ stato definito da molti. Invisibile, ma io, in questa trincea che da oltre un mese รจ diventato il mio mondo, lโ€™ho visto questo essere minuscolo. Lโ€™ho visto negli occhi spaventati delle persone; lโ€™ho visto nella loro disperazione alla notizia di positivitร ; lโ€™ho visto nella loro fame dโ€™aria prima di unโ€™intubazione; lโ€™ho visto nel loro essere privati della possibilitร  di abbracciare e vedere i propri cari durante la malattia. Lโ€™ho visto, il nemico invisibile, in chi muore solo. Mi hanno chiesto se ho paura. La paura cโ€™รจ, ma nello stesso tempo, mi รจ scattata una voglia di rivalsa verso questo virus. Una voglia di affrontarlo a quattrocchi, in un ring di battaglia, quotidianamente, come fosse un rivale sportivo durante una competizione agonistica. Nonostante la tuta stretta, le lesioni sul volto causate dalla mascherina, gli occhiali appannati. Una sfida, e sono sempre stato un amante delle sfide difficili. Da solo probabilmente potrรฒ fare ben poco, ma se siamo tutti insieme โ€“ chi sul campo come me, i miei colleghi e i medici, chi continuando a lavorare nei servizi essenziali, chi restando a casa โ€“ il Coronavirus non avrร  scampo. E sarร  la vittoria piรน bellaโ€.

Dario ha accettato di raccontare la sua esperienza, ma lui non si definisce un eroe, anche se sicuramente qualcosa di straordinario la fa ogni giorno.

โ€œHo 26 anni e sono un infermiere da ormai piรน di tre anni. Lavoro a Milano, in Lombardia, da piรน di un anno ormai e sono sempre stati in ambito critico. Lavoro in terapia intensiva coronarica, di rianimazione e pronto soccorso: in questo momento lavoro proprio in pronto soccorso. Mi piace molto viaggiare, amo il mio lavoro e ho deciso di venire a Milano per fare un’esperienza di vita diversa, volevo provare a lasciare la mia cittร , la mia amata Roma, e fare un’esperienza in una cittร  nuovaโ€.

Dario, secondo te, perchรฉ la Lombardia ha registrato in proporzione il piรน alto numero di contagi e di deceduti rispetto al resto del mondo?

โ€œNon sono un esperto, ma secondo me ci sono due motivi sostanziali. Il primo si puรฒ ricondurre al fatto che la Lombardia รจ la regione economicamente piรน sviluppata d’Italia, quindi quella che ha sicuramente piรน scambi commerciali con l’estero. Molte fiere, molti scambi culturali che possono essere stati un fattore di maggiore circolazione del virus. Per quanto riguarda la seconda causa, secondo me, รจ da attribuire alla forte mobilitร  che si verifica ogni giorno in Lombardia. La gente si muove per lavorare in tutta la regione, ad esempio io lavoro a Milano e ho tanti colleghi che vengono da Pavia, alcuni anche da Novara in Piemonte, molti da Como e altri da Lodiโ€.

Come รจ la situazione vista da chi ogni giorno tocca con mano questo virus?

โ€œSono impiegato in pronto soccorso e spesso mi ritrovo a lavorare nell’area dei codici gialli e dei codici rossi. Purtroppo รจ molto pesante perchรฉ spesso succede che ci si prova ad immedesimarsi in quei pochi pazienti che arrivano orientati e coscienti in quel che definisco โ€œlazzarettoโ€, ovvero una postazione di 20-25 posti letto dove molti pazienti sono intubati o assistiti dal casco c-pap perchรฉ non respirano. Molti, invece, arrivano disorientati. Provate ad immaginare un paziente orientato che magari arriva in questo posto: deve essere qualcosa di tremendo, perchรฉ ci si ritrova in un ambiente chiuso, con le luci sempre accese, senza la possibilitร  di avere un familiare accanto, molto spesso con intorno a te anziani magari disorientati che non riescono a respirare e che urlano. Le uniche persone con cui puoi parlare, che sono magari medici e infermieri, imbardati come degli astronauti. ย Noi molto spesso ci ritroviamo non solo ad essere infermieri, quindi operatori sanitari, ma anche a cercare di fare da tramite con i parenti. Nel mio ospedale abbiamo fatto un servizio con un tablet per permettere ai pazienti di fare le videochiamate con i loro cari. Perchรฉ รจ questa la cosa tremenda di tale malattia, per questo nel post ho detto che gli eroi non siamo noi ma sono loro, che veramente sono soli. La gente quando muore sola, che sia un paziente o un sanitario, รจ tremendo a livello psicologico. รˆ davvero pesante perchรฉ molti pazienti, giustamente, si trovano a dover affrontare momenti di crisi, soprattutto psicologiche, e tu, sanitario, sei lโ€™unico con il quale loro si possono sfogare. Vi assicuro che in due mesi ho subito tanti sfoghi brutti. ย Qualche collega ha avuto dei lutti in famiglia e lavorare in situazioni di dolore e stress, quando si deve curare unโ€™altra persona, non รจ per niente facile. Noi cerchiamo non solo di fare il nostro lavoro al meglio, ma anche di mettere in contatto queste persone, quando รจ possibile e quando non sono intubati, con i familiari.

Il consiglio che do รจ quello di stare a casa perchรฉ questo virus รจ purtroppo molto infame e ย colpisce senza scrupoli nรฉ logica. รˆ un virus fortemente aggressivo che in alcuni casi puรฒ dare delle brutte conseguenze, come una polmonite interstiziale molto acuta soprattutto a chi รจ in terapia intensiva.

Non abbiamo ancora un vaccino o una cura, quindi lโ€™unico modo รจ il distanziamento sociale. Bisogna seguire le indicazioni del Governo, indossare la mascherina e tutte le protezioni imposte. Veramente noi possiamo essere dei vettori e involontariamente possiamo fare del male alle persone a noi careโ€.

Dario, tu come la stai vivendo questa lotta contro il Covid-19?

โ€œPersonalmente avendo visto veramente tante cose brutte e avendo anche parlato con molti pazienti ho sempre fatto questo paragone: รจ come se il virus, per quanto possa essere minuscolo l’ho visto davvero nella sofferenza delle persone, nella fame d’aria che il virus dร . Lโ€™ho visto nel panico che genera anche la notizia della positivitร , per non poter vedere piรน le persone care. Perรฒ, nello stesso tempo, avendo visto tutto ciรฒ che di brutto ha fatto questo virus viene ancora piรน voglia di affrontarlo e di combattere uniti per debellarlo. La mia esperienza in questi mesi ha stimolato la reazione. รˆ la nostra battaglia piรน grande. Questa lezione deve essere un messaggio di speranza per tutta l’umanitร  e deve far sรฌ che tutta l’umanitร  insieme, facendo ognuno il suo, stando a casa, facendo i servizi essenziali, lavorando in ospedale, possa vincere insieme. Tutti noi siamo l’unica possibilitร  per battere questo virus e sono sicuro che ce la faremoโ€.

Federica Dโ€™Accolti

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