Ad Isola quella mattina cβera un freddo esagerato che percepivo in ogni angolo di me, un gelo predittivo di qualcosa che mi avrebbe catapultato, allβimprovviso, in una realtΓ raccapricciante. Varcai la porta del Commissariato e raggiunsi il Posto di Polizia Scientifica. Da poco piΓΉ di una settimana ero stata trasferita nel mio nuovo ufficio. Il mio collega era un tipo divertente e alquanto singolare, sempre con la battuta pronta ma, decisamente, di poche parole. Giunse una telefonata sullβutenza fissa, rispose il mio collega che annuΓ¬, si alzΓ² dalla sedia con la sua flemma infinita e mi disse: βDobbiamo uscireβ. Lo seguΓ¬ senza fare domande. Immaginavo che sarebbe stato il solito sopralluogo, un furto in appartamento, ed invece β¦Arrivammo davanti ad un negozio, al centro di Isola, e vidi tutta lβarea transennata e delimitata con i nastri di sicurezza, dai colleghi delle volanti del Commissariato. Non avevo ancora ben capito il livello di gravitΓ che avrei realizzato da lΓ¬ a qualche minuto. Scendemmo dallβauto di servizio e cβincamminammo verso quellβesercizio commerciale. Proprio allβingresso del negozio, vidi una giovane donna riversa a terra con la faccia sul pavimento. Forse, il mio ermetico collega avrebbe potuto avvisarmi della natura del sopralluogo, almeno mi sarei preparata psicologicamente! Un profondo respiro, per consentire un poβ di tempo al mio battito del cuore di rallentare la propria corsa, e cosΓ¬ mi preparai ad affrontare la mia prima scena del crimine. Proseguimmo allβinterno della struttura e vidi uno scenario a dir poco agghiacciante. Un uomo a terra palesemente privo di vita. Si era sparato un colpo in viso con la sua pistola semiautomatica, una Glock 9 mm, regolarmente detenuta; parte di tessuto facciale e di materia cerebrale erano sparsi nella stanza. Nove proiettili esplosi e sangue dappertutto. Una scia ematica proseguiva nella stanza adiacente. Il professionista non aveva accettato la fine della sua storia con Giulia, la bella commessa di quel negozio dβantiquariato. Lβennesimo rifiuto, da parte di Giulia, e quel no agΓ¬ da innesco per unβesplosione omicida da parte dellβex amato. In quel mentre, la titolare del negozio, Ada, che aveva sentito gli spari, era corsa verso quellβuomo per fermarlo, ma lui risoluto nel completare il suo piano omicidiario, le aveva puntato la pistola contro, uccidendola a bruciapelo. Giulia aveva approfittato di quellβattimo in cui lβuomo stava ricaricando lβarma, per sparare nuovamente, ed era scappata allβesterno, per chiedere aiuto, ricoperta di sangue e ferita gravemente alla spalla e allβaddome. La ragazza era diventata negli ultimi mesi il suo grande tormento e la sua infernale ossessione. Proprio non voleva rassegnarsi a quellβamore finito. Da tempo il professionista la tormentava telefonicamente e la seguiva ovunque. Un uomo dal fare cortese e gentile, sempre con il sorriso sulle labbra, cosΓ¬ veniva descritto da chi lo conosceva bene! Quellβuomo aveva lasciato dietro di sΓ© una scia di sangue e di dolore, i suoi figli e quelli di Ada, e la SUA Giulia che aveva deciso, nel suo sacrosanto diritto di dire il suo NO ad una storia che non si sentiva piΓΉ di vivere. Terribili storie di femminicidio che si ripetono, ogni giorno puntuali e molto simili; cambia il luogo, il nome delle vittime e la modalitΓ omicidiaria, ma la storia Γ¨ sempre la stessa; uomini a cui non si puΓ² dire piΓΉ NO. Come lβultima tragedia accaduta, il 15 novembre, a Vairano Patenora in provincia di Caserta. Un militare della Guardia di Finanza, Γ¨ entrato in una cartolibreria del paese mettendo in atto una vera mattanza, nella quale ha ucciso la moglie Antonella, la cognata Rosanna e ha ferito i suoceri accorsi in soccorso delle proprie figlie. Alla fine lβuomo ha deciso di togliersi la vita. Ma noi donne cosa siamo, un numero da accendere e da fare esplodere a piacimento ad opera di un uomo rifiutato, piccolo, immaturo e vigliacco, a cui si Γ¨ osato dire un altro NO? Una societΓ civile! Che tutela chi?
Anguillara Sabazia, 16 novembre 2018
Luciana Crucitti


