Questa sera, alle ore 21.30 presso l’arena Frontera Estate di Ladispoli, verrΓ  proiettato il nuovo film di Claudio Zamarion: Parasitic Twin.

Ospiti, durante la proiezione, sarannoΒ il regista, il cast e il compositore delle musiche, il maestro Giacomo Trovaioli.Β 

Liberamente ispirato ad una storia vera, Β il film porta sul grande schermo il tema del Fetus in Fetus, una rara anomalia dello sviluppo embrionale, definito comunemente GEMELLO PARASSITA.

Come scrive Zamarion nelle sue note di regia:Β Β«La naturalezza degli eventi che succedono al racconto, ragazze che, cresciute in un orfanotrofio hanno, finΒ da subito, una confidenza schietta, diretta, mi consente di esaltare l’aspetto mentale e non quelloΒ fisico.
L’ ambientazione mi ha aiutato, attraverso i suoi colori, la sua vegetazione ed i ricchi rumori, a rendere tutto cosΓ¬ pieno di spazio e, allo stesso tempo, a perdere la percezione della direzione e del tempo.
UnΒ rifugioΒ cheΒ rendeΒ intimoΒ ilΒ loroΒ trascorso,Β unaΒ luceΒ naturaleΒ cheΒ leΒ inserisceΒ nellaΒ loroΒ storia.
Ho voluto prediligere il suono con l’Asta proprio per rendere loro piΓΉ immerse, sentirle e viverle completamente.
I colori delle acque sulfuree e i fiumi di colore ruggine mi aiutano a dare al film un ambiente ferito ma vivo, che riflette i battiti della proiezione delle vite delle protagoniste della nostra storia.
Una grande collaborazione mi lega al maestro Giacomo Trovaioli che ha saputo affrontare un film che vuole mutare il suo pubblico in una visione distesa e percettiva.
Mi lascio coinvolgere e trasportare dal racconto di una storia durante una serata passata tra amici. Un’isola in mezzo a un lago che rappresenta la solitudine, una barca che ci conduce lontano dal mondo reale, quattro ragazzeΒ conΒ unΒ unicoΒ obiettivo:Β farΒ dimenticareΒ allaΒ piccolaΒ JanaΒ l’operazioneΒ subitaΒ perΒ estirpareΒ ilΒ suo β€œGemelloΒ Parassita”.
Mi ha affascinato immediatamente l’aspetto psicologico e quanto questo puΓ² incidere sulle nostre emozioni. Sapere di avere inglobato il tuo gemello e avergli negato un esistenza.
Proiezioni di paure che tutti noi abbiamo, accompagnano una storia che, scritta da Franco Forte e Francesco Spagnuolo e, grazie a un gruppo coeso di cast tecnico e artistico, mi ha reso possibile l’utilizzo di una macchina da presa timida, mai invasiva ma concentrata sulla ricerca di emozioni.

Un utilizzo di grandangoli che rende la distanza dalle nostre protagoniste percettibile, proiettare il nostro pubblico lì con loro, in silenzio, lasciandolo andare a una storia che, via via, vuole penetrare nel profondo».

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