Comunicato stampa
“Gli attacchi di Scarpinato al gip di Caltanissetta? Inaccettabili e sconsiderati. Creano un precedente veramente sbagliato e pericoloso per tutta la magistratura e per i cittadini”. È uno dei passaggi più duri dell’intervista che il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca ha rilasciato a Filorosso, il programma condotto da Antonino Monteleone, nella sua prima uscita televisiva dopo le polemiche seguite alla sua ultima audizione in Commissione parlamentare Antimafia.
L’intervista, realizzata da Gabriele D’Angelo, è andata in onda questa sera su Rai 3 e RaiPlay. De Luca risponde alle critiche rivoltegli da alcuni protagonisti delle inchieste sulle stragi del 1992, come il senatore M5S Roberto Scarpinato, e gli ex magistrati del pool antimafia di Palermo Gioacchino Natoli e Guido Lo Forte.
Riferendosi alle parole di Scarpinato contro il giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta Santi Bologna, De Luca afferma: “Inaccettabile questo attacco sconsiderato al giudice. Il giudice va tenuto preservato da questi attacchi a meno che non ci siano le prove. E qua non ci sono prove, qua non ci sono neanche palli di dubbi. Perché qualora qualcuno avesse le prove, le tiri fuori”.
Nel corso dell’intervista, De Luca torna anche sull’inchiesta della Procura di Caltanissetta sui possibili legami tra il dossier Mafia e Appalti e le stragi di Capaci e via D’Amelio.
“Noi ci siamo ritrovati a fare indagini a 34 anni dalle stragi ed è evidente che a quel punto i reati sono stati ritenuti prescritti. Ma qua si trattava di ricostruire il contesto”, dice De Luca. “I reati sono prescritti, ma queste sono pagine che rimangono perché pensiamo di aver messo un punto fermo su una delle principali concause delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio”.
Per De Luca il dossier Mafia Appalti rappresenta uno snodo centrale per comprendere gli eventi del 1992: “È stato il crocevia fra Cosa Nostra, la politica ai massimi livelli regionali, l’imprenditoria nazionale sempre del massimo livello e presumibilmente anche la massoneria deviata. Ma coloro che dicono che questa è normalizzazione, ma quale idea hanno di paese normale? Non mi pare esattamente robetta questa. Tutto questo però è assolutamente minimalista perché manca la pista nera”.
Proprio sulla cosiddetta “pista nera”, aggiunge De Luca, “la procura di Caltanissetta sta continuando a indagare perché “è ben possibile e c’è un contesto di stragismo eversivo di destra che induce ragionevolmente a scavare sull’argomento”.
Nell’intervista non manca un passaggio sulle polemiche scaturite dalle sue dichiarazioni in Commissione Antimafia sui rapporti tra Natoli e Scarpinato. “Vi è stata una commistione assoluta fra un componente della commissione e un audito. Riteniamo che la memoria che ci è stata mandata e l’audizione siano profondamente inquinate”, afferma.
E alle minacce di azioni legali replica: “Abbiamo un provvedimento di un giudice. Stranamente si continua a parlare esclusivamente del Pubblico Ministero. Ma forse è meglio così, perché quella volta che si è parlato di un giudice è venuto fuori un attacco sconsiderato alla giurisdizione. A questo punto posso dire che è meglio che se la piglino con me. Chi vuole fare denunce, esposti, lo faccia”.


