20 Gennaio, 2026
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TORTURE ANIMALI : REA DAVANTI ALL’AMBASCIATA CINESE. “UN MURO DI GOMMA INACCETTABILE, PORTEREMO LA BATTAGLIA IN EUROPA”

Comunicato stampa

Un “muro di gomma”. Così il Partito Nazionale REA definisce l’atteggiamento dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma, che questa mattina ha opposto un totale rifiuto al dialogo, richiesto più volte da REA, durante il sit-in di protesta organizzato dall’Associazione Feline Guardians Italia.

La mobilitazione era nata per chiedere un impegno ufficiale contro la rete criminale organizzata cinese che lucra sulla produzione e diffusione online di video ritraenti torture atroci su animali, soprattutto gatti, un fenomeno che coinvolge tragicamente anche i minori. Nonostante una precedente lettera formale inviata da REA all’Ambasciatore per sollecitare un incontro urgente sulla cooperazione internazionale contro questi crimini, nessuna risposta è mai pervenuta. Oggi, la chiusura diplomatica è stata confermata: nessun delegato è uscito per ascoltare le istanze della piazza, né è stato permesso l’accesso per una breve interlocuzione.

“Siamo qui oggi per dare voce a chi non ne ha, ma abbiamo trovato un’istituzione sorda e blindata”, dichiara il Segretario Nazionale REA. “Il rifiuto dell’Ambasciata di accoglierci non è solo uno sgarbo verso un partito politico legittimo, ma è un insulto a milioni di cittadini italiani che chiedono trasparenza e civiltà per tutti gli animali.Questo muro di gomma è il simbolo di chi sa di essere dalla parte del torto e preferisce il silenzio al confronto”.

Il presidio ha ribadito con forza la condanna verso pratiche barbare e di mercificazione che nulla hanno a che fare con la cultura di un grande popolo, ma che rispondono esclusivamente a logiche di profitto e crudeltà.

“Non pensino che il nostro impegno finisca qui”, conclude la nota di REA. “Se l’Ambasciata alza i muri, noi alzeremo il volume della nostra protesta. Porteremo la questione al nostro Ministro del Esteri on. Antonio Tajani, nelle sedi europee e internazionali. La diplomazia non può essere un paravento dietro cui nascondere il dolore degli esseri senzienti. Oggi abbiamo ricevuto un silenzio assordante, ma la nostra voce arriverà comunque a destinazione”.

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