Bracciano, San Sebastiano: una tradizione secolare

Risale alla metà del Quattrocento a Bracciano la tradizione di onorare il santo patrono, San Sebastiano, con una intera settimana di festeggiamenti agli inizi del mese di maggio. E così in questi giorni festa è stata nella cittadina lacustre. Anticamente il santo divenuto patrono per aver protetto il borgo dalla peste era al centro di corse di cavalli, rappresentazioni teatrali e fiere, in giorni in cui dame e cavalieri facevano sfoggio degli abiti più belli. In ricordo di quegli antichi eventi la statua del Santo Patrono, San Sebastiano, è stata condotta ieri al piazzale del vecchio ospedale di Bracciano. Momento suggellato con una messa dinanzi alle autorità dei nostri tempi, il sindaco Marco Crocicchi e la Polizia Locale, rappresentata dal comandante Claudio Pierangelini.

La statua del santo,  dal Duomo di Santo Stefano Protomartire è così ora presente nella cappella del vecchio ospedale, proprio dedicata a San Sebastiano, dove resterà per tutto l’Anno giubilare. Il vecchio ospedale, infatti, in funzione fino alla metà del 1976, anticamente era il cosiddetto lazzaretto, fuori le mura, dove erano ricoverati malati e appestati, ed ecco perché poi la sua cappella interna è stata dedicata al Santo, che si invoca contro la peste e che nella fattispecie ha protetto Bracciano da quella terribile malattia in tempi antichi.

Fu la principessa Sofia Branika Odescalchi a far realizzare il complesso del vecchio ospedale e a chiamare l’artista Antoniazzo Romano, a far realizzare nella cappella interna un pregevole affresco. L’ artista è autore anche diverse opere nelle sale del Castello Odescalchi.

Il trasporto del statua di San Sebastiano dal Duomo nel piccolo scrigno dedicato al santo, è un momento che porta al cuore della storia, della trazione e della cultura della città. Un momento che deve ritrovare tra gli abitanti di Bracciano la cura e la presenza di un tempo.

La cappella di San Sebastiano e la storia che la circonda sono un piccolo patrimonio artistico, storico, religioso e culturale di Bracciano, che abitanti e amministratori devono curare e valorizzare, tramandandone memoria alle future generazioni.

Cinzia Orlandi

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