No, il cyberbullismo non si contrasta (solo) con i proclami

Un malessere della societร  del quale si parla tanto. Ma per il quale si fa pocoย 

Pochi giorni fa, durante una sagra, tra migliaia di persone presenti, mi hanno avvicinato due ragazzi, che mi hanno riconosciuto in quanto ero stato nella loro scuola a fare un seminario sui comportamenti rischiosi giovanili, toccando anche il tema del cyberbullismo.

Entrambi esternavano lโ€™apprezzamento dellโ€™intera classe per quelle due ore di riflessione e uno dei due, prima di andare via, mi ha detto, in maniera molto seria: ยซlo sa, da quel giorno molte cose sono cambiate in classe. Grazie a leiยป.

Al di lร  della gratificazione che un feedback cosรฌ spontaneo e pulito puรฒ portare, ho continuato a riflettere a lungo su quellโ€™esternazione.

Di fronte alle percentuali che danno il fenomeno in aumento, toccando con mano quotidianamente episodi che testimoniano che i ragazzi non si rendono conto di quello che fanno, sono sempre piรน convinto che di cyber bullismo se ne parli tanto, ne parli chiunque, ma si fa ancora troppo poco.

Andare tra i ragazzi e parlare con loro, lo faccio continuamente, fa emergere fatti e sofferenze che con una spontaneitร  disarmante gli adolescenti ti consegnano come un dono; fatti che nessuno aveva visto o sospettato prima.

A inquietarmi non รจ il fatto che nessuno si sia accorto di quegli accadimenti e di quelle singole sofferenze, piccole o grandi, ma che probabilmente nessuno li ha ascoltati, nessuno li ha amati, rendendosi conto che sono piccoli progetti di donne e uomini con i loro bagagli di emozioni e percezioni in divenire.

Quindi non penso che, per correre ai ripari, vadano stimolati a fare qualcosa professionisti, politici, istituzioni ma ancora una volta, rischiando di diventare pedante, mi rivolgo ai genitori di quei ragazzi.

Se due persone continuano a ripetersi โ€œti amoโ€ ma non traducono quelle parole in fatti, potrebbe rimanere un proclama sterile che nulla ha a che vedere con la straordinaria capacitร  realizzativa dellโ€™amore.

Credo sia necessario che le mamme e i papร  inizino a tradurre quello che ritengono sia lโ€™accudimento per i loro figli in gesti dโ€™amore, sostituendo il dare con il concedere, il parlare per loro o di loro con lโ€™ascoltarli:

Ritornate, se potete, a quellโ€™etร  fragile quando a governarci era il dubbio, il timore, lโ€™incertezza e a come i nostri genitori, seppur in un mondo piรน semplice e con strumenti piรน rudimentali, ci hanno sostenuti e fatti diventare grandi.

Solo voi, cari mamme e papร , potete incidere sulla diminuzione di quel maledetto cyberbullismo.

Gianluca Di Pietrantonio
Criminologo forense

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