3 Aprile, 2026
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Napoli: troppo web per i bambini, al Santobono boom di ricoveri per atti di autolesionismo

Sono circa venti i bambini che dal mese di ottobre a oggi – in coincidenza con l’inizio dellaΒ seconda ondata di pandemiaΒ – sono arrivati al Pronto soccorso dell’ospedale Santobono in preda a gravi disturbi psichiatrici.

Dopo l’allarme lanciato daΒ Stefano VicariΒ – responsabile del reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del Bambin GesΓΉ di Roma – anche a Napoli si registra una vera e propria impennata di psicopatologie collegate, drammaticamente, anche ad alcuni tentativi di suicidio.

L’ultimo – racconta Vincenzo Tipo, direttore dell’UnitΓ  operativa di Pronto soccorso dell’ospedale Santobono – risale a qualche giorno fa quando una mamma Γ¨ arrivata in reparto portando con sΓ© una ragazzina di circa 12 anni. In seguito alla minaccia dei genitori di sottrarle il cellulare durante le lezioni a distanza, aveva aperto improvvisamente la finestra cercando di buttarsi giΓΉ. Β«Per fortuna – spiega meglio il primario dell’ospedale pediatrico napoletano – si Γ¨ trattato di una azione dimostrativa, un gesto messo in atto verosimilmente per attirare l’attenzione familiare: la madre Γ¨ riuscita a distoglierla dall’intento e a portarla in salvo. Bene ha fatto ad accompagnarla qui al Santobono dove la piccola Γ¨ stata subito affidata alle mani esperte della nostra equipe di psichiatri e psicologi infantiliΒ».

Β Malesseri gravi, adolescenti che per autoaffermarsi tirano fuori un’aggressivitΓ Β inaudita, fanno male agli altri e fanno male anche ai loro genitori diventando irascibili e intrattabili. E poi: disturbi dell’umore, atteggiamenti ossessivo-compulsivo e rapporti sregolati con il cibo che – insieme con le ore trascorse davanti a un computer – viene consumato senza piΓΉ controllo a tutte le ore. E il primario conferma: Β«Talvolta si feriscono con un oggetto affilato o si provocano bruciature e ustioni su braccia e gambe. Soffrono, in molte occasioni, di sindromi depressive dalle quali non riescono a venir fuori da soli. In questi casi vanno assolutamente aiutati e sostenuti dagli specialistiΒ». Su un punto i medici sono tutti d’accordo: la pandemia sta facendo aumentare lo stress e lo stress facilita la comparsa di una serie di disturbi che si amplificano nei soggetti piΓΉ fragili come gli adolescenti e i preadolescenti.

Β«Dai dodici ai sedici: un’etΓ  giΓ  molto difficile – spiega ancora Vincenzo Tipo – vissuta cosΓ¬ diventa davvero complicata. E i danni che l’isolamento puΓ² causare sono sotto gli occhi di tuttiΒ». IlΒ lockdown, la didattica a distanza, l’attivitΓ  sportiva bandita da mesi e i rapporti sociali ridotti a zero, hanno provocato, soprattutto nei piccoli, l’anello piΓΉ debole della catena, fobie, ansie e in alcuni casi inquietanti segni di squilibrio. «È chiaro che le cause di tali patologie sono multiple e meriterebbero un’analisi piΓΉ approfondita. Ma forse basta una considerazione per capire la gravitΓ  della situazione in cui ci troviamo. Quale? In pochi mesi – aggiunge il primario del Santobono – si Γ¨ letteralmente triplicato il numero di ore che questi ragazzi trascorrono davanti a un monitor. Scuola, gioco, comunicazione, intrattenimento: tutto passa attraverso un dispositivo elettronico. Semplice immaginare il danno che un simile modo di vivere puΓ² provocare dal punto di vista psicologicoΒ».

Senza contare, poi, un secondo aspetto, strettamente collegato al primo, ma forse ancor piΓΉ pericoloso e allarmante: le chiamano β€œsfide estreme”, quelle che circolano sui social network – TikTok sembra essere il canale piΓΉ utilizzato – e fanno presa, manco a dirlo, sui giovanissimi. Ora Γ¨ il turno delle β€œhanging challenge”, competizioni assolutamente folli che consistono nel soffocarsi in qualche modo e poi cercare di resistere, senza respirare, il piΓΉ a lungo possibile. Sarebbe proprio questa la pista che stanno seguendo gli investigatori siciliani per spiegare l’orrore al quale si Γ¨ assistito l’altra sera in un quartiere popolare diΒ Palermo: una bambina di dieci anni Γ¨ stata portata dai genitori in ospedale in condizioni gravissime dopo essersi strangolata con una cintura per partecipare a chissΓ  quale assurda gara.Β Nessuno sapeva niente, mai la madre aveva avuto sentore di questi giochi ai quali la figlia invece si appassionava. D’altronde un adolescente, salvo rare eccezioni, parla poco con la mamma e il papΓ . Se ha qualcosa da raccontare preferisce confrontarsi con un amico, con il compagno di banco o di sport. Ora questa interazione in presenza non c’è piΓΉ e a distanza non Γ¨ la stessa cosa. Β«Il mio appello va anche alle famiglie – conclude il primario del Santobono, Vincenzo Tipo – i bambini hanno bisogno di parlare, devono essere ascoltati e oggi piΓΉ che mai Γ¨ necessario farlo se vogliamo evitare che finiscano preda di depressioni, ansie e attacchi di panico. Quando non peggioΒ».

(Il Mattino)

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