di Marco Feole
Lo ammetto. Sono stato indeciso fino alle fine. Non perchΓ© un giorno come questo per uno come me non meritasse di essere ricordato, tuttβaltro. Ma proprio perchΓ© per uno come me, che ama il Cinema e che lo ama soprattutto grazie a lui, parlarne non Γ¨ mai semplice. PerchΓ© in questi casi spesso si rischia di essere banali, ripetitivi, stucchevoli nel ricordare quello che un grande Maestro ha lasciato a tutti i noi. UnβereditΓ artistica monumentale, nel suo genere, nel suo mondo. Quel Cinema, che prende parte alla vita in maniera diretta o indiretta, di tutti noi.
Potrei parlarvi dei suoi film, di quello che ci ha lasciato, ma Γ¨ proprio quello che vorrei evitare perchΓ© fare un elenco celebrativo in questi casi, oltre che inutile non renderebbe giustizia. E allora proverΓ² semplicemente a farvi capire cosa ha significato, che valore ha, e perchΓ© se oggi nella mia vita il Cinema Γ¨ tutto, lo devo anche e soprattutto aΒ Sergio Leone.
LeoneΒ non ha influenzato soltanto me, ma lo ha fatto con una intera parte del mondo Cinematografico. Basta pensare a registi come Quentin Tarantino che proprio questβanno uscirΓ con un film titolato con un rimando al regista romano, da lui sempre amato, da cui ha preso ispirazione, citandolo piΓΉ e piΓΉ volte nei suoi film. Non solo con le colonne sonore, ma anche nello stile delle inquadrature. Uno su tutti, il taglio in primo piano detto proprio βalla Leoneβ. E non Γ¨ un caso che Tarantino, cinquantβanni dopo esca con un film che racconti proprio lβestate del 1969 a Los Angeles, in cuiΒ LeoneΒ rischiΓ² di morire. Si, perchΓ© a quellβinvito di Sharon Tate, moglie di Polanski,Β LeoneΒ non andΓ² mai. RestΓ² in albergo perchΓ© come disse lui: βNun parlo bene inglese, da solo nun mβannava, faceva pure callo, me so messo a dormΓ¬β. Poi quella notte, quella strage, e il resto Γ¨ cronaca.
La sua maniacalitΓ sul set, lβattenzione ai dettagli, qualsiasi cosa su un set o una scena diΒ LeoneΒ non Γ¨ li a caso, o non sta lΓ¬ semplicemente per fare contorno. Ogni scenografia, ogni oggetto Γ¨ vivo, come le persone che vivono quel mondo. Si puΓ² solo ammirare la bellezza e i colori di una dispensa alle spalle di Debora e Noodles in βCβera una volta in Americaβ. La grazia e lβeleganza di Jill che arriva in stazione e guarda il suo orologio da tasca in βCβera una volta il Westβ. La perfezione di un luogo incredibile come il cimitero di Sad Hill, un posto ancora oggi studiato nelle universitΓ di Cinema di tutto il mondo, creato apposta per una scena che resterΓ per sempre nella storia del Cinema. PerchΓ© permettetemi di dire, che nulla e niente al mondo raggiungerΓ mai la perfezione degli ultimi venti minuti de βIl buono, il brutto, il cattivoβ. Oppure come non ricordare ancora tra le mille cose lo sguardo di Clint Eastwood, che proprio Leone lanciΓ² nella sua carriera che lo vede oggi una leggenda vivente. Il duello con Gian Maria VolontΓ¨ e il carillon di “Qualche Dollaro In piΓΉβ, con quel finale in cui la musica cambia, la mano col carillon allβorecchio, lo sguardo, la commozione di Lee Van Cleef, quando alla domanda del Monco βE la nostra societΓ …?β, lui pronuncia quelle tre parole, solo tre: βUn’altra volta.β. Sentirle ogni volta, lo stesso brivido. In un istante, tutto quello che stai aspettando arriva, riassumendo lβintera essenza del film. E questo solo un Genio puΓ² concepirlo.
Ero indeciso. Parlare diΒ Sergio LeoneΒ per me non Γ¨ mai facile, lo ripeto. PerchΓ© inevitabilmente parlerei di qualcosa che fa parte di me, da sempre. PerchΓ© c’era lui quando ho capito che il Cinema sarebbe stata la mia piΓΉ grande passione, perchΓ© Γ¨ stato lui il primo a farmi sognare e a farmi giocare ai Cowboy, fingere di avere una pistola in mano, imitare i suoni dei colpi, i rumori dei suoi film. Γ anche grazie a lui, che coltivo il sogno un giorno magari di viverci davvero di Cinema, anche se in un certo senso, lo faccio giΓ .
SΓ¬, perchΓ© uomini come lui, non lo hanno solo fatto il Cinema, ma lo hanno anche inventato. Entrando nell’immaginario di ogni appassionato, di ogni spettatore che all’epoca aspettava con ansia l’uscita al Cinema dell’ultima sua opera, o di chi oggi vede e rivede i suoi film, i suoi primi piani stretti, i suoi campi larghi, i suoi dialoghi ridotti, le sue inquadrature mozzafiato. Quella perfezione mai lasciata al caso dell’immagine accompagnata ai suoni e alla musica di un suo amico d’infanzia, nonchΓ© il piΓΉ grande compositore di sempre, Ennio Morricone.
Il Cinema diΒ Sergio LeoneΒ non solo fa parte di me in termini di passione, ma Γ¨ anche una presenza costante di pensiero e ispirazione nella vita. C’Γ¨ un momento in cuiΒ SergioΒ mi lascia sempre senza parole, e lo farΓ per sempre. Quel silenzio quasi interminabile che mi pervade, per il quale lo ringrazio, e che mi fa dire ancora oggi, che chiunque abbia voglia di capire cosa significa fare Cinema, non puΓ² almeno una volta nella vita, non vedere βCβera una volta in Americaβ.
SergioΒ oggi avrebbe 90 anni. Γ il 30 aprile, e per chi come me il Cinema lo ama e lo vive, non potrΓ mai essere un giorno come tutti gli altri. PerchΓ© esattamente trentβanni fa a lasciarci non era solo una delle personalitΓ riconosciute universalmente tra i piΓΉ importanti registi della storia del Cinema. Ma a lasciarci Γ¨ stato un Uomo che ha creato qualcosa per noi, unβereditΓ talmente enorme che non abbiamo fatto nulla per meritarcela. PerchΓ© la bellezza, lβunicitΓ , lβArte. Un Cinema cosΓ¬, non ce lo siamo meritati. Nessuno di noi.
LeoneΒ sarΓ per sempre. Come il Cinema sa rendere immortali. Ma lui di piΓΉ.
Ecco perché Sé. Un Cinema come il tuo, non lo faranno mai più.


