Bracciano. Bene confiscato alla criminalitΓ  diventa una casa per minori che hanno bisogno di protezione

Il Consiglio comunale di Bracciano ha approvato la destinazione di un immobile confiscato alla mafia alla realizzazione di una casa famiglia per minori stranieri non accompagnati. Un bene sottratto agli interessi criminali viene così restituito alla comunità e messo al servizio di bambini e bambine che vivono una condizione di particolare fragilità.

Non si tratta soltanto di un atto amministrativo. È una scelta politica precisa.

Significa affermare che i beni confiscati non devono restare vuoti o diventare semplice patrimonio immobiliare. Devono tornare a vivere, trasformandosi in presìdi di legalità, luoghi di diritti e strumenti concreti di giustizia sociale.

Dove prima prevalevano la sopraffazione e l’interesse criminale, nascerΓ  una casa destinata ad accogliere bambini, ragazzi e ragazze arrivati nel nostro Paese senza una famiglia, spesso dopo viaggi drammatici, violenze e privazioni. Minori che non devono essere considerati un problema, ma persone da proteggere, accompagnare e sostenere nella costruzione del proprio futuro.

L’immobile, confiscato nell’ambito di un procedimento del Tribunale di Roma, Γ¨ stato trasferito al Comune con il vincolo di utilizzarlo per finalitΓ  sociali. Dopo gli interventi di recupero e riqualificazione, potrΓ  finalmente diventare uno spazio di accoglienza, inclusione e futuro.

La struttura sarΓ  intitolata a Peppino Impastato, simbolo della lotta alla mafia, del coraggio civile e della libertΓ  di parola.

Β«Intitolare questo luogo a Peppino Impastato significa unire due scelte che parlano la stessa lingua: quella dell’antimafia sociale e della dignitΓ  umana – dichiara il sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi –. Peppino ha combattuto la mafia rompendo il silenzio, denunciando il potere criminale e pagando con la vita il proprio impegno. Dedicargli una struttura di accoglienza significa trasformare la memoria in responsabilitΓ  concretaΒ».

Β«L’antimafia non Γ¨ soltanto repressione – prosegue Massimo Guitarrini, assessore alle Politiche sociali, all’Inclusione e all’Accoglienza –. È anche costruzione di giustizia sociale, di opportunitΓ  e di comunitΓ . Restituire alla collettivitΓ  un bene confiscato significa dimostrare che le istituzioni possono essere piΓΉ forti della criminalitΓ . Ma significa anche scegliere da che parte stare: dalla parte della legalitΓ , dell’accoglienza e di chi vive una condizione di maggiore fragilitΓ Β».

La struttura sarΓ  affidata, attraverso un avviso pubblico, a un Ente del Terzo settore che dovrΓ  garantire competenza, qualitΓ  dell’accoglienza e pieno rispetto della dignitΓ  e dei diritti dei minori.

Bracciano trasforma così un simbolo di sopraffazione in un luogo di cura. Un bene sottratto alla criminalità diventa un bene comune, nel nome di Peppino Impastato.

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