12 Aprile, 2026
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Ed è di nuovo cabaret con “la carbonara”

Si è tenuto sabato 11 aprile nell’ex consorzio agrario e sede della pro loco di Anguillara Sabazia, lo spettacolo di cabaret “la carbonara” ispirato all’omonimo piatto di pasta che poi è stato servito a tutti gli ospiti a fine spettacolo.

L’origine del famoso e gustosissimo piatto di pasta deriva dal dopoguerra quando ci fu necessità di sfamare i soldati americani che solitamente mangiavano uova e bacon , si aggiunse il pepe per dare un pizzico di sapore in più e nacque la carbonara, questa almeno è la leggenda più accreditata.

Ovviamente chi stava in cucina erano solitamente le donne quindi lo spettacolo è stato orientato anche negli intramezzi musicali fatti di canzone romana, ma non solo, alla donna. Lo spettacolo della durata di circa un ora e mezza suddivisa in diversi tempi comici è stato interpretato da :le tre mosche di cotone grigio perché il velluto costa troppo, Paolino Brandano, Dario Biancone e Fabrizio Catarci con Marco Tana e Teresa Ascione.

Lo spettacolo si è rivelato esilarante con l’alternanza di scenette e monologhi con piacevolissimi intermezzi musicali, la sala si è divertita molto, i comici sono stati davvero bravi si perché far ridere non è cosa da poco: scegliere i tempi comici, orientarsi con la sala ed i suoi disturbatori, puntualmente sfidati dai comici che solitamente mettono in ridicolo la loro disattenzione e a volte maleducazione.

La capacità di coinvolgere il pubblico nella battuta, nella situazione comica in cui tutti almeno una volta ci siamo ritrovati. La comicità è la capacità concreta di minimizzare anche situazioni difficili rendendo magicamente la cosa meno grave, pertanto è un’ arte che va rispettata come capace di regolare anche il nostro stress che nella vita frenetica e quotidiana di questi tempi è sempre molto perché si sa che ridendo si rilasciano le endorfine che ci fanno stare bene ecco perché la sala uscendo e aspettando il suo piatto di pasta era tutta contenta.

In fondo il mestiere del comico è un atto di generosità che ci restituisce le nostre problematiche in una risata, è un arte capace di curarci senza l’uso dei farmaci.

 

Ilaria Morodei, redattrice L’agone

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