16 Marzo, 2026
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SANITÀ: «IN ARRIVO LA LIBERA PROFESSIONE ANCHE PER MEDICI E PSICOLOGI MILITARI. INFERMIERI, OSTETRICHE E GLI ALTRI PROFESSIONISTI SANITARI RESTANO INVECE ANCORA NEL LIMBO!»

Comunicato stampa

DE PALMA: «MENTRE ALCUNE PROFESSIONI SANITARIE VELEGGIANO VERSO IL LORO NATURALE PERCORSO DI EVOLUZIONE, GLI INFERMIERI CONTINUANO AD ANNASPARE IN ACQUE PROFONDE!»

ROMA, 16 MARZO 2026 – L’ipotesi di introdurre la libera professione per medici e psicologi militari, prevista nello schema di riorganizzazione della sanità delle Forze armate attualmente all’esame delle Commissioni riunite Difesa e Affari Sociali della Camera, riporta al centro del dibattito sanitario la questione dell’autonomia professionale nel Servizio sanitario nazionale.

Se da un lato alcune professioni vedono aprirsi nuovi spazi di evoluzione, per infermieri, ostetriche e gli altri professionisti sanitari ex legge 43/2006 la situazione resta ancora sospesa tra proroghe e vincoli normativi.

Nel Servizio sanitario nazionale la libera professione per le professioni sanitarie non mediche continua a muoversi dentro un quadro normativo fragile.
Il decreto Milleproroghe ha prorogato fino al 31 dicembre 2027 la possibilità per infermieri e professionisti sanitari di svolgere attività libero-professionale, ma secondo Nursing Up si tratta ancora una volta di una soluzione temporanea.

«Ancora una volta si sceglie la strada della proroga invece di affrontare i problemi strutturali della normativa», osserva Antonio De Palma, presidente nazionale del sindacato.

Uno degli ostacoli principali resta il comma 2 del decreto-legge 21 settembre 2021 n.127, che consente la libera professione solo previa autorizzazione delle aziende sanitarie.

Secondo Nursing Up questo sistema si traduce spesso in dinieghi o lunghi ritardi burocratici, trasformando quella che dovrebbe essere un’opportunità prevista dalla legge in un percorso a ostacoli.

«Se non esiste conflitto di interesse con il servizio pubblico – sottolinea De Palma – l’autorizzazione dovrebbe essere automatica, come avviene per i medici».

Per il sindacato la situazione attuale rappresenta un paradosso evidente.

«Mentre alcune professioni sanitarie evolvono verso modelli più moderni e flessibili – afferma De Palma – infermieri, ostetriche e professionisti sanitari ex legge 43/2006 restano ancora sospesi in un limbo normativo che rinvia continuamente una soluzione definitiva».

Secondo Nursing Up lo sblocco del vincolo di esclusività non rappresenterebbe soltanto una conquista per i professionisti, ma anche una scelta strategica per il sistema sanitario.

Una libera professione realmente accessibile permetterebbe infatti di valorizzare competenze oggi sottoutilizzate, rafforzare la sanità territoriale e offrire maggiore flessibilità organizzativa a un sistema sanitario alle prese con carenze croniche di personale.

«Il Servizio sanitario nazionale – conclude De Palma – ha bisogno di questa riforma come il pane. Cosa stiamo aspettando?».

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