Il professor Raffaele Tartaglione, Responsabile Sanitario del Gruppo Donatori F. Olgiati ODV: «Più raccolte esterne, più giovani coinvolti e un rapporto diretto con i donatori per rispondere alle esigenze dei pazienti ricoverati al Policlinico»
Il dato più significativo arriva dai numeri: nel 2025 le donazioni di sangue sono aumentate del 10,8% rispetto all’anno precedente. Un risultato che supera gli obiettivi fissati dalla convenzione con il Policlinico Universitario Agostino Gemelli e che testimonia la crescita dell’impegno del Gruppo Donatori Sangue “Francesco Olgiati” ODV, da anni punto di riferimento della struttura sanitaria per la promozione della donazione di sangue e degli emocomponenti.
A illustrare il raggiungimento di questo traguardo è il professor Raffaele Tartaglione, ematologo, già specialista del Policlinico Gemelli e oggi Responsabile Sanitario dell’associazione.
«In base alla convenzione con il Policlinico Universitario Agostino Gemelli – spiega Tartaglione – ogni anno l’associazione ha l’obiettivo di contribuire ad aumentare la disponibilità di sangue ed emocomponenti di almeno il 5%. Quest’anno siamo riusciti a fare ancora di più, arrivando a un incremento del 10,8%, grazie a un maggiore impegno nella divulgazione e nella facilitazione dell’accesso alla pratica della donazione da parte dei nostri donatori.
Una parte molto importante della nostra attività di sensibilizzazione riguarda le scuole, in particolare i licei di zona e gli studenti iscritti ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia ed Economia Sanitaria dell’Università Cattolica.
Nel caso degli istituti scolastici, l’incontro con gli studenti, appena maggiorenni, avviene presso le loro sedi.
In tali occasioni spieghiamo loro come il raggiungimento della maggiore età li metta nella condizione di poter contribuire personalmente, con questo gesto di solidarietà, alla realizzazione e al mantenimento del piano di salute pubblica previsto dal SSN e illustriamo i requisiti e le modalità con cui è possibile donare.
Successivamente vengono organizzate raccolte di sangue presso gli stessi istituti coinvolti, grazie all’utilizzo di autoemoteche messe a disposizione dal Centro Regionale Sangue o dall’Avis Comunale di Roma.
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Quando, per motivi logistici, non è possibile utilizzare le autoemoteche nelle immediate vicinanze degli istituti, abbiamo previsto un piano alternativo che prevede l’utilizzo di un pulmino-navetta che accompagna i donatori al Centro Trasfusionale e li riporta poi in sede.
Il contatto con gli iscritti ai corsi di laurea dell’Università Cattolica del Sacro Cuore è invece costantemente tenuto sia attraverso i rappresentanti degli studenti, membri permanenti del nostro Consiglio Direttivo, sia con la partecipazione attiva agli eventi studenteschi che periodicamente organizzano, con l’allestimento di punti di incontro e informazione dove è possibile prenotare il giorno e il tipo di donazione che si desidera fare presso il Centro Trasfusionale.
Oltre alle scuole e all’Università, l’attività di divulgazione e di raccolta coinvolge anche altre comunità, come istituti militari, enti statali e privati, con raccolte organizzate durante le giornate lavorative al fine di agevolare l’accesso alla donazione da parte dei loro dipendenti.
Siamo inoltre in contatto con alcune parrocchie e, in questo caso, l’attività di raccolta viene effettuata nel fine settimana.
Un ruolo decisivo è stato svolto anche dal miglioramento del rapporto con i donatori abituali, che periodicamente donano presso il Centro Trasfusionale del Policlinico Agostino Gemelli, grazie all’adozione di un nuovo programma informatico di reclutamento e all’incremento del personale di segreteria. Questo ci permette di contattare i donatori nei momenti in cui è necessario reperire maggiori quantità di sangue o individuare donatori con gruppi sanguigni rari.
Parallelamente è cresciuto anche il nostro impegno nella promozione della donazione di plasma e/o piastrine in aferesi. L’aferesi è una procedura che consente di prelevare dal sangue solo alcuni componenti specifici, come piastrine o plasma. Il sangue viene separato attraverso un’apparecchiatura che trattiene l’emocomponente necessario e restituisce immediatamente i globuli rossi al donatore. Si tratta di una modalità di donazione che richiede circa 45 minuti, ma che presenta un grande vantaggio: può essere effettuata con maggiore frequenza rispetto alla donazione tradizionale.
Per i prossimi anni la sfida sarà quella di incrementare ulteriormente questa modalità di donazione, indispensabile soprattutto per i pazienti oncologici, onco-ematologici e per l’attività di trapianto d’organo».
Fondamentale è quindi la continua e incessante divulgazione e formazione di una cultura della donazione, gesto concreto di solidarietà che salva la vita.


