Nella prossima primavera ci saranno le elezioni amministrative ad Anguillara Sabazia, una consiliatura che, complice il COVID, è durata oltre i cinque anni previsti. Il sindaco uscente, Angelo Pizzigallo, sostenuto da uno schieramento di destra, si batterà per la propria riconferma, forte del cospicuo finanziamento ricevuto grazie al PNRR a firma Mario Draghi cercherà di utilizzare come frecce nel proprio arco le opere realizzate con tali finanziamenti. E’ bene ricordare che una tale mole di finanziamenti non era mai stata concessa e difficilmente lo sarà nel prossimo futuro. Al contrario, lo schieramento di centro-sinistra che non ha ancora ufficializzato formalmente il proprio candidato sindaco ma che i “rumor” di paese hanno già individuato, così come sono state individuate le forze che si contenderanno la maggioranza nel consiglio comunale, ritiene che le frecce all’arco del sindaco appaiono spuntate e non sufficienti per ritenere centrati gli obiettivi del PNRR. Il Piano infatti metteva a disposizione, anche degli enti locali, dei finanziamenti con lo scopo di avviare quelle modifiche strutturali che mettessero in grado il Paese ad affrontare una nuova crisi, non per forza pandemica, in modo tale da renderlo, a tutti i livelli, resiliente e resistente. E’ pur vero che ad Anguillara alcune opere sono state realizzate, forse la più significativa è la ristrutturazione e l’ammodernamento degli edifici scolastici, ma la principale critica riportata dalle opposizioni è che tali opere erano dovute, erano necessarie e imprescindibili, quasi a toglierne il merito all’amministrazione.
Si può facilmente prevedere che la battaglia politica dei prossimi mesi sarà aspra, e l’argomento principe sarà proprio l’utilizzo dei fondi PNRR che da una parte, gli attuali amministratori, ritengono ben spesi e che l’ammodernamento del paese è evidente, dall’altra parte, lo schieramento che si contende il comune, ritiene che Anguillara sarebbe potuta essere ben diversa da come viene lasciata da questa amministrazione. Avrebbe potuto avere delle strutture dedicate alla cultura, degli spazi polivalenti che nel paese mancano e di cui si sente una forte esigenza.
Indipendentemente da come ci si posizionerà rispetto agli schieramenti, è un fatto che ad Anguillara mancano dei luoghi di aggregazione per i giovani, luoghi nei quali sia possibile svolgere e coltivare le proprie passioni.
Siamo solo agli inizi di questa campagna elettorale e l’ultima parola è comunque degli elettori e saranno loro a decidere se l’amministrazione è da riconfermare oppure se un cambiamento sia necessario per dare un nuovo impulso al paese.
Salvatore Scaglione


