Il 6 settembre del 2025 Andrea Camilleri avrebbe compiuto cento anni, lo stesso giorno, ma del 1950, nella finzione letteraria, nasceva il commissario Montalbano. Perfino nel ricordare il centenario della sua nascita, non riesco a separare lo scrittore di Porto Empedocle dalla sua creatura piรน famosa. Ho avuto la fortuna dโincontrare Andrea Camilleri un paio di volte e sono stati due momenti legati tra loro. La prima volta fu alla Festa nazionale de LโUnitร di Bologna del 1998: il segretario del PDS Massimo DโAlema, lo presentรฒ con Manuel Vazquez Montalban, lo scrittore catalano da cui Camilleri trasse ispirazione per il nome del suo commissario, la seconda fu allโAuditorium Parco della Musica nel 2018, in quella occasione lo scrittore rivelรฒ che il commissario Montalbano non lo avrebbe mai fatto morire perchรฉ due suoi colleghi scrittori di gialli, il francese Jean-Claude Izzo e Manuel Vazquez Montalban, che volevano liberarsi di Fabio Montale e Pepe Carvalho, i loro poliziotti-detective, morirono prima della morte dei loro personaggi. In accordo con la casa editrice Sellerio, โRiccardinoโ, lโultimo romanzo di Camilleri, fu pubblicato postumo. In quellโultimo capitolo, Montalbano non muore, ma sceglie di sparire, di cancellarsi, in polemica con il suo autore e con la versione televisiva del personaggio, che nella mente dello scrittore aveva finito per sovrapporsi allโoriginale. Diverso da Luca Zingaretti, Montalbano รจ sempre stato descritto dallโautore come testimonia la statua di bronzo a Porto Empedocle, somigliante allโattore e regista Pietro Germi.
Andrea Camilleri non รจ stato soltanto quel narratore di belle e intriganti storie, non sempre con Montalbano, che ci hanno fatto sognare e pensare, ma anche un maestro che ci ha insegnato la necessitร di descrivere i luoghi dove gli avvenimenti, veri o inventati, visibili o segreti, tragici o comici, avrebbero riempito le pagine ancora bianche di un inedito romanzo. Ci ha fatto capire, attraverso le sue opere, che tutto ciรฒ che accade intorno allโautore, non puรฒ essere slegato dalle case, dai vicoli, dalle piazze, dagli specchi dโacqua o dai monti, che sono una parte importante della nostra quotidianitร . Ci ha comunicato che non si puรฒ prescindere dalle usanze, dai costumi, da qualche piatto tipico locale, perfino dalle colorite espressioni dialettali che sceglie di utilizzare. Questo vale tanto per chi legge quanto per chi scrive. Il nostro territorio, grazie alle bellezze naturali e alla sua storia, รจ fortunato ad avere tanti narratori, attenti osservatori e raccoglitori di episodi. I luoghi che fanno da sfondo alle storie sono i veri protagonisti delle vicende locali, sempre in bilico tra realtร e fantasia, come il grande maestro siciliano ci ha insegnato.ย ย
Cosรฌ, nel ricordare il centenario della nascita di Andrea Camilleri, ci rendiamo conto che una piccola parte della nostra vita lโabbiamo condivisa con lui. Ci ha lasciato una traccia e ne siamo grati.
Lorenzo Avincola


