Con l’ultima variazione di bilancio la Regione Lazio ha scelto di non voltarsi dall’altra riguardo i fatti di Gaza e della Palestina. Nonostante le difficoltà riscontrare negli scorsi mesi durante i dibattiti in aula, dove la maggioranza di centrodestra spesso ha scelto fare melina sul tema con artifici retorici e mancanza di coraggio.
Lo abbiamo testato sulla nostra pelle solo poche settimane fa, in occasione della presentazione di una mozione in Consiglio Regionale dove chiedevamo che la Giunta del presidente Rocca interrompesse i rapporti istituzionali col governo israeliano. Una scelta che non era contro il popolo di Israele, ma contro chi sta calpestando il diritto internazionale e la dignità umana. Una scelta già fatta tra l’altro da regioni come l’Emilia Romagna, la Toscana e la Puglia.
Tuttavia la destra regionale aveva deciso in quel momento di voltarsi dall’altra parte, bocciando la nostra mozione e votando contro. E nel discutere la mozione la destra si era presentata senza aver costruito una posizione chiara, cercando di scaricare su di noi la responsabilità di non aver raggiunto un punto di vista condiviso e aver trovato una sintesi, nel mezzo del dibattito. Di fatto, in quell’occasione, la destra ha scelto l’indifferenza. Eppure lo scorso 8 maggio, durante un Consiglio straordinario sulla Sanità, il presidente Rocca aveva espresso chiare posizioni di condanna verso quello che sta accadendo a Gaza e in Cisgiordania.
Arrivati ai giorni scorsi, con gli altri gruppi di opposizione, abbiamo presentato in Consiglio Regionale un emendamento alla proposta di assestamento di bilancio, con la quale intendevamo stanziare fondi da destinare all’emergenza umanitaria che sta colpendo la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Un’iniziativa collocata nel solco della precedente mozione, con la previsione dell’invio di aiuti umanitari alla popolazione civile palestinese, con particolare riferimento all’assistenza medica e alla distribuzione di beni di prima necessità, in coordinamento con le Agenzie internazionali e le ONG già attive sul campo.
Durante le votazioni delle varie proposte e dei molti altri emendamenti, il Consiglio regionale del Lazio ha approvato l’invio di questi aiuti, aumentandone l’importo a oltre due milioni. Un risultato importante raggiunto grazie all’iniziativa intrapresa appunto dai gruppi di opposizione. Apprezzamento ulteriore, va espresso al fatto che questa volta la misura sia stata approvata all’unanimità in maniera bipartisan.
Con questo stanziamento, il Consiglio regionale del Lazio ha compiuto un atto di dignità e giustizia. La pace non si costruisce con le armi, ma con la giustizia e la solidarietà. Un gesto concreto verso una crisi umanitaria che ci interpella tutti, e su cui la Regione Lazio, grazie a questa iniziativa, ha scelto questa volta di non voltarsi dall’altra parte.
Ora la preoccupazione deriva dalla manifestata volontà di voler occupare la Striscia di Gaza da parte del governo di Benjamin Netanyahu. Un’operazione che sarebbe un disastro assoluto e che porterebbe nuove morti, nuovi sfollamenti e altre distruzioni, peggiorando ancor di più il quadro umanitario.
Vista l’approvazione dell’emendamento ci aspettiamo che anche dalla Regione Lazio arrivi una condanna forte verso questa nuova possibile sciagurata iniziativa portata avanti da Netanyahu. E anche a un livello più alto, il governo italiano e l’Unione Europea devono impegnarsi per far desistere e fermare il governo israeliano dall’intraprendere tale manovra. A partire dal riconoscimento dello stato palestinese e dall’interruzione della vendita di armi, passando per lo stralcio degli accordi di cooperazione e dall’imposizione di sanzioni.
Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo". Per informazioni su pubblicità e le nostre attività: 339.7904098 redazione@lagone.it



