βStudiare e apprendere Γ¨ una delle cose piΓΉ belle, offre stimoli anche al mondo agricolo ipertecnologico che ha bisogno di giovani e di competenzeβ¦β CosΓ¬ ha esordito il prof. Danilo Monarca rivolgendosi agli studenti dellβIstituto tecnico Agrario Paritario della scuola Salvo DβAcquisto. La preside Lucia Dutto ha aperto lβincontro su βEnergie rinnovabili, cambiamenti climatici ed agricoltura 4.0β; il professor Riccardo Rosini ne ha curato lβaspetto tecnico in quanto, nella scuola, Γ¨ membro del progetto sulle nuove tecnologie. Un progetto ampio, trasversale allβIstituto Agrario e Aereonautico. Quella del professor Monarca, che Γ¨ Ordinario di Meccanica Agraria nel Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali, denominato DAFNE, dellβUniversitΓ degli Studi della Tuscia, Γ¨ stata una conferenza di alto livello tecnico. Infatti il DAFNE ha lo scopo di orientare la ricerca a livello dipartimentale βsui temi della transizione ecologica, energetica e digitale applicata ai sistemi agricoli e forestali, temi strategici per lo sviluppo dellβagricoltura europeaβ.
Il Ministero dellβUniversitΓ e della Ricerca, nel pubblicare la classifica dei Dipartimenti di eccellenza, ha posizionato il DAFNE al primo posto tra i Dipartimenti dellβarea delle Scienze Agrarie e Veterinarie; ha cosΓ¬ ottenuto un finanziamento, per il quinquennio 2023-2027, da impiegare nel miglioramento dellβofferta didattica e dei servizi agli studenti; nellβassunzione di giovani professori e ricercatori; nel potenziamento delle infrastrutture di ricerca.
βLβagricoltura del futuro sarΓ sempre piΓΉ tecnologica basata su conoscenze che richiedono agronomi aperti e pronti a confrontarsi con altri professionisti ed esperti in tecnologie digitaliβ con queste parole Danilo Monarca ha messo in chiaro che il mondo agricolo Γ¨ cambiato, la vecchia figura del contadino non esiste piΓΉ e chi si laurea in scienze agrarie non avrΓ problemi a trovare lavoro poichΓ© troverΓ impiego in numerosi settori. Dai sensori nei campi a quelli sui trattori, dai droni in campo alla logistica controllata, dallo smart packaging alle etichette intelligenti sono numerose le applicazioni che migliorano la competitivitΓ del nostro settore agricolo e agroalimentare. Oggi possiamo partecipare alla sfida della crescita alimentare globale; lβagricoltura Γ¨ “glocal”, un mix tra “global” e “local”. Nel nostro Paese, la produzione locale appartiene alla nostra cultura, esattamente come i beni artistici, va dunque preservata perchΓ© Γ¨ di qualitΓ , pensiamo alle proprietΓ organolettiche dellβolio e del vino che produciamo.
Tutto ci induce a fare ricerca sui rimedi per aumentare la superficie coltivabile, per incrementare la produzione agricola e per migliorarla, adeguandola ad un clima e ad uno stile di vita sempre piΓΉ esigenti.
Non possiamo negare che sono in atto cambiamenti climatici rilevanti poichΓ© i venti, anche nel nostro Paese, hanno mostrato di poter raggiungere la potenza di uragano; ricordiamo lβevento estremo in cui nel 2018 la tempesta Vaia, con venti che soffiarono per ore a 100 e 200 km, ha abbattuto milioni di alberi sulle Dolomiti e sulle Prealpi Venete. Nel nostro Paese sono diminuite le nevicate e le piogge sono sempre piΓΉ βirruentiβ perchΓ© scaricano grandi quantitΓ di acqua in breve tempo. Come preservare lβambiente e la vita sul pianeta in cui viviamo? Molte sono le sfide che ci attendono. Oggi Γ¨ ancora presente una popolazione denutrita di oltre 840 milioni di persone che per il 75% vivono nelle aree rurali dei paesi africani piΓΉ poveri.

L’aumento mondiale della popolazione previsto per il 2050 ci fa chiedere come potremo sfamare la popolazione del mondo che raggiungerΓ 9 miliardi di persone in quella data. Dovremmo produrre di piΓΉ per sfamare tutti ed abbiamo sempre piΓΉ bisogno di energia; si pensi che, ancora oggi, numerosi piccoli paesi africani mancano di energia elettrica. Nel mentre abbiamo necessitΓ di ridurre il consumo dei combustibili fossili (petrolio, gasolio, β¦) da cui siamo fortemente dipendenti perchΓ© hanno un alto contenuto energetico, sono di facile stoccaggio, trasporto e sono economicamente sostenibili. Il riscaldamento globale, dovuto allβutilizzo degli idrocarburi, ci spinge a sfruttare altre fonti rinnovabili, non soggette a esaurimento, indipendenti da fonti esterne, che abbiano bassissima emissione di gas serra.



Il professore illustra come il biogas permetta di sfruttare biomasse vegetali e/o animali, di scarto e/o dedicate, umide e/o secche prevalentemente di origine locale. Sono impianti che producono mille kilowatt allβora. Con lβagri voltaico che Γ¨ fotovoltaico allβinterno del quale si puΓ² condurre lβattivitΓ agricola di produzione e allevamento, occorre evitare che i pannelli messi a terra, vietino il consumo della terra; occorre essere certi che sotto lβimpianto si puΓ² produrre poichΓ© non si puΓ² perdere terreno agricolo. Pertanto va prevista la collocazione dei pannelli, in modo da consentire la lavorazione del terreno sottostante.
Nel 2050, si prevede che il 70% delle persone vivrΓ in cittΓ , ciΓ² si accompagnerΓ ad una diminuzione del tasso di crescita dei raccolti che toccherΓ solo lo 0,8% mentre il tasso odierno Γ¨ di 1,5%.
La produzione mondiale agricola dovrΓ crescere del 50%, da oggi al 2050, ed abbiamo sempre piΓΉ bisogno di energia, questo ci fa affermare che βlβagricoltura Γ¨ lo strumento chiave per nutrire il pianeta e riequilibrare lβuso e la rigenerazione delle risorseβ. In tutti i Paesi sviluppati si sono intensificate le colture con lβaiuto di macchinari moderni e all’avanguardia, ogni passo in avanti ci induce ad altre riflessioni.

Per semplificare: come far muovere i trattori del futuro che devono lavorare 8 ore al giorno e assorbono tanta potenza? Con trattori elettrici si puΓ² raggiungere unβautonomia di lavoro inferiore alle tre ore e mezzo. Sono tante le riflessioni e comunque il nostro Paese sta dando molto ed Γ¨ in linea con gli obiettivi agricoltura 4.0 che utilizza diverse tecnologie per migliorare la qualitΓ produttiva, la trasformazione delle coltivazioni, i costi ma anche le condizioni di lavoro. Le sfide che ancora ci attendono sono molteplici e, in tutto ciΓ², sarΓ rilevante il ruolo svolto dagli Enti Locali e dalle Associazioni di produttori. La presenza del presidente dell’Associazione L’agone, Giovanni Furgiuele, e del redattore Franco Marzo, sono sempre una riconferma dell’interesse nutrito verso la tutela dell’ambiente, globale e locale, in cui viviamo.
Anna Maria Onelli
Redattore Lβagone


