2 Dicembre, 2022
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La risposta muscolo-scheletrico all’ipossia

L’alta quota può impattare sulle persone che normalmente vivono a livello del mare e incidere anche sulla struttura e sulla funzione muscolare. Per indagare su questo e altri aspetti è in corso il Progetto Internazionale dal titolo ‘Lobuje Peak-Pyramid: Exploration & Physiology 2022’ , che sta coinvolgendo un gruppo di 22 italiani, uomini e donne, di età compresa tra i 20 e i 60 anni e che è seguito e supportato dall’agenzia Dire. Il gruppo dei 22 è attualmente arrivato alla base dell’Everest presso la Piramide di Desio, osservatorio e laboratorio internazionale a 5000 metri di quota, dove stazioneranno facendo esperimenti. Da qui, solo 4 tra loro, capitanati da Gaetano Di Blasio, tenteranno, nei giorni di permanenza in Piramide, la salita del Lobuje Peak di 6.119 m tra le montagne mozzafiato dell’alto Khumbu.
“La rigenerazione del muscolo scheletrico umano è un aspetto specifico di cui mi occupo da sempre. Per comprendere I meccanismi rigenerativi dei muscoli vanno analizzate le cellule staminali adulte, le cellule satelliti, in risposta a stimoli specifici come ad esempio l’esercizio fisico. Infatti, nel caso della spedizione, andremo a valutare la risposta personale dei 22 volontari durante le fasi del trekking combinato al condizionamento ambientale ipossico-ipobarico. L’obiettivo è studiare, attraverso la rigenerazione muscolare, gli effetti che i parametri come l’ipossia e la ipobaria producono a livello del metabolismo muscolare-scheletrico”. A dirlo, intervistata dall’agenzia di stampa Dire, è Tiziana Pietrangelo, professoressa di Fisiologia all’Università G. D’Annunzio di Chieti (Unich).
“Per poter raccogliere i dati- aggiunge l’esperta- il ‘principal investigator’ della spedizione, il professor Vittore Verratti, ha valutato e rivaluterà la composizione muscolare dei partecipanti del gruppo prima della partenza e al loro rientro”.

La fase iniziale: la preparazione
“Prima della partenza- prosegue l’esperta- i partecipanti sono stati sottoposti a varie prove e valutazioni mediche effettuate dal professor Vittore Verratti e da tutto il board medico che segue la spedizione”.

Il processo di analisi
“Le cellule staminali adulte del muscolo- continua Pietrangelo- saranno studiate anche a livello mitocondriale per individuare i ‘pathway’ attivati o repressi da tale condizionamento, aspetti di grande importanza poiché lo stato ipossico sottende diverse condizioni fisiopatologiche e patologiche umane, soprattutto durante l’invecchiamento. Noi studiosi siamo molto interessati anche agli effetti positivi legati all’attività fisica rappresentato dal trekking durante la scalata. Questa spedizione sarà fondamentale per dipanare le questioni aperte nel mondo scientifico in tema di ipossia ed esercizio fisico nell’adattamento del corpo umano”.

Risposta di genere muscolo scheletrico
“Per quanto riguarda il fenomeno dello stress ossidativo indotto da ipossia ipobarica- sottolinea Pietrangelo- le donne sembrano più protette rispetto ai maschi. Verosimilmente questo è legato al ruolo che svolgono gli ormoni, in particolare gli estrogeni. Altre caratteristiche fisiologiche sembrano più vantaggiose per l’uomo. I maschi infatti, per natura, hanno maggiore massa muscolare scheletrica rispetto al sesso femminile per cui, qualora si dovesse registrare una riduzione di massa muscolare in alta quota, i maschi sarebbero avvantaggiati rispetto alle femmine”.

Il ruolo dell’età
“L’età influisce sulla massa e sulla forza muscolare. E’ noto come sia nei maschi che nelle femmine queste due componenti si riducano con l’avanzare dell’età dando origine alla sarcopenia. Ma come detto vedremo solo a conclusione dello studio quanto, in senso positivo, l’attività fisica sarà in grado di incidere e arrestare i processi cui va incontro il muscolo in alta quota”, conclude la professoressa Pietrangelo. (Dire)

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