29 Novembre, 2022
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Cocciniglia tartaruga, Cerveteri tra le zone infestate dall’insetto dei pini

na recente Determinazione (G11997 del 13/09/2022 ) del Servizio Fitosanitario della Regione Lazio ha purtroppo inserito il Comune di Cerveteri tra le “zone infestate” dalla cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis), un pericoloso insetto ormai molto noto, che sta infliggendo danni notevoli a gran parte dei pini presenti nel Lazio e in Campania. 

Gli alberi, in particolare i pini domestici, vengono attaccati dal parassita , che ne è divenuto la prima causa di deperimento portando le piante alla morte nei casi più gravi, a causa della continua sottrazione di linfa e riduzione della capacità fotosintetica degli alberi. 

Il Comune di Cerveteri, con l’ausilio della Multiservizi Caerite Spa, ha già trattato 195 pini su un totale di 521 di proprietà comunale – ha detto il Sindaco Elena Gubetti – questo intervento, come molti altri promossi da questa Amministrazione, intende tutelare l’importante patrimonio arboreo di Cerveteri.

Gli alberi sono stati trattati, nel rispetto della normativa vigente, in endoterapia con punture mirate sui fusti degli alberi, con prodotti fitosanitari approvati per questo specifico utilizzo dal Ministero della Salute.    

UN APPELLO A TUTTI I CITTADINI

Chiunque venga a conoscenza o sospetti della presenza del fitomizo Toumeyella parvicornis deve darne immediata comunicazione al Servizio Fitosanitario Regionale: organisminocivi@regione.lazio.it

È opportuno ricordare che tutti i proprietari privati di pini attaccati da questo insetto sono tenuti ad adottare le misure di contrasto all’organismo nocivo, previste dalla DGR n. 548 del 05/08/2021:

  1. abbattimento delle piante, qualora irrimediabilmente compromesse e non curabili, ovvero completamente disseccate, “morte in piedi” previa presentazione di denuncia di attività botanica (DAB) agli uffici comunali competenti, sottoscritta da un tecnico abilitato che certifica la presenza della Toumeyella parvicornis;

  2. potatura di rimonda del secco, ovvero delle porzioni di chioma di Pinus spp. infestate e irrimediabilmente compromesse; secondo il Decreto, le potature drastiche e le capitozzature sono da evitare in base ai criteri di arboricultura del Pinus pinea;

  3. distruzione in loco dei materiali di risulta degli abbattimenti e delle potature di rimonda di cui ai precedenti punti (1 e 2);

  4. trasporto dei materiali di risulta, in deroga a quanto previsto nel precedente punto 3;

  5. strategie di contenimento individuate nel Decreto e dal SFR in relazione all’evoluzione delle conoscenze tecnico-scientifiche, con particolare riferimento all’effettuazione di trattamenti insetticidi (per endoterapia, per aspersione in chioma).

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