26 Novembre, 2022
spot_imgspot_img

Bracciano, taglio del nastro per la dodicesima struttura di convivenza protetta

Nei giorni scorsi si è svolta a Bracciano l’inaugurazione di una nuova convivenza protetta femminile nata dalla collaborazione tra la comunità di Sant’Egidio, la Asl Roma 4 e il Comune di Bracciano. Le convivenze protette ospitano persone con disagio psichico e sociale. L’esperienza è nata nel Comune di Civitavecchia a ottobre 2012. Un protocollo d’intesa tra Sant’Egidio, Asl e Comune, è stato siglato nel novembre 2017 allo scopo di ufficializzarle e creare un possibile modello di residenzialità leggera, assistenza ed inclusione. Si tratta di una forma di co-housing in piccoli nuclei, da due a sei persone, dove si vive in uno spirito familiare.

Le convivenze sono supportate quotidianamente da operatori e volontari che aiutano gli ospiti nello svolgere le attività della vita quotidiana sia dentro che fuori casa, con l’obiettivo prioritario di promuovere l’autonomia e l’inclusione sociale. Gli ospiti sono presi in carico dai servizi territoriali della Asl e in particolare dal Dipartimento di salute mentale e dal servizio per le dipendenze.

Le convivenze sono collocate in zone centrali della città o in zone residenziali vicine al centro, servite dal servizio di trasporto pubblico e prossime agli esercizi commerciali ed ai servizi sanitari.

Il 20 giugno l’università “Bocconi” ha conferito per questa esperienza il premio “Valore pubblico” alla Asl Roma 4 per la buona pratica “Cure sanitarie, co-housing supportato e inclusione”.

Dal 1° ottobre 2012 al 30 giugno 2022 sono state aperte 12 convivenze, di cui dieci a Civitavecchia e due a Bracciano. Gli ospiti delle convivenze protette sono stati complessivamente 52. L’età media degli ospiti è di 45,8 anni. Le patologie prevalenti sono quelle psichiatriche. Dieci persone hanno sofferto dipendenze da alcol o sostanze, di solito associate al disturbo mentale. I luoghi di provenienza sono riconducibili ad alcune tipologie.

Strada
Tredici persone inserite nel progetto erano senza dimora e  vivevano stabilmente per strada con disturbi mentali (o dipendenze).

Spdc
L’acronimo sta per “servizio psichiatrico diagnosi e cura ospedaliero”. Due ospiti provenivano direttamente dal reparto psichiatrico ospedaliero per mancanza di un qualsiasi luogo di dimora alla dimissione.

Strutture residenziali psichiatriche
I soggetti provenienti da queste strutture sono 20. Erano ricoverati in strutture psichiatriche convenzionate da un periodo lungo (range: 1- 9 anni con una media di 4,6 anni). Quindi per un periodo estremamente più lungo rispetto alle linee guida regionali e nazionali, dovuto sostanzialmente alla mancanza di risorse sociali e familiari e alla mancanza di un progetto di reinserimento sociale.

Casa propria
Dodici ospiti provenivano da casa propria su loro richiesta o dei familiari perché versavano in condizioni di isolamento e difficoltà.

Carcere
Tre persone con disturbi psichici e sociali provenivano da Penitenziari della provincia di Roma, a seguito del fine pena.

Rems
Una persona è arrivata dalla Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) a seguito di comunicazioni tra Csm, Sant’Egidio e magistrato di sorveglianza.

Attualmente gli ospiti sono trentasette. Dopo l’inaugurazione della convivenza femminile, c’è stata una breve visita nella convivenza maschile aperta nel 2020.

«Questa delle convivenze protette è una realtà che si sta diffondendo nella nostra Asl. I tanti premi ottenuti a livello nazionale rendono l’idea della bontà di un progetto che è l’emblema dell’assistenza socio sanitaria in tutti i suoi fattori. Ringrazio la comunità di Sant’Egidio per la grande collaborazione e il suo presidente Massimo Magnano per quanto stanno facendo per il territorio» ha dichiarato il direttore generale Cristina Matranga.

Ultimi articoli