Il sabato del villaggio – Morti bianche e decessi fasulli

Settimana di morti sul lavoro. Tanti, troppi. Fra questi colpisce la tragica scomparsa di un uomo di 39 anni, padre di tre bambini. Morto alla Farnesina, luogo controllato come pochi a Roma. Il corpo del lavoratore è stato ritrovato quattordici ore dopo la disgrazia. Alla Farnesina, non in uno dei peggiori bar di Caracas, come recitava la pubblicità (anno 2005) di un godibile rhum. La politica continua la consueta tiritera del “lui è peggio di me”, così lo stallo resterà perenne, altro che “avremo un Paese migliore”. Nel cuore della settimana viene “strillata” la morte di uno dei procuratori calcistici più potenti del pianeta, Mino Raiola. Poche ore dopo la notizia viene smentita, il manager sta male ma non è deceduto. La figura barbina degli organi di informazione è planetaria, la fretta di trascrivere lo scoop diventa cattiva consigliera di chi non ha seguito la regola numero uno del giornalismo, ovvero il “verificare la notizia”. Che era un insegnamento principe di Indro Montanelli ma che pochi sanno rispettare, perché oggi fare cronaca è diventato maledettamente “urlare”, “beffeggiare”, “rendere clamorosa” perfino la frase più banale dichiarata dal Pinco Pallino di turno. Sulla guerra Russia-Ucraina la ripetitività di certi eventi fa presagire scenari indicibili per il futuro. E già è tanto se gli inviati sul posto la raccontano.
Massimiliano Morelli

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