Dalla “Corrado Melone” un ragionamento sulle vaccinazioni

Posso parlare solo per me e confermo che mi sono vaccinato per proteggere me stesso e gli altri. Ovviamente tutto nasce dalla mia paura (perché nasconderlo?) che era, ed è, quella di lasciarci le penne e mettere a rischio di morte chi amo se non mi fossi protetto.
D’altronde non bisogna demonizzare la paura. La paura di morire (o di vivere le stesse esperienze di cari amici meno fortunati di me) è un sentimento che ci aiuta a sopravvivere in un mondo dove siamo solo alcuni degli ospiti … e nemmeno fra i più graditi. La paura è uno degli istinti primordiali che ci ha permesso di sopravvivere.

Quella sensazione di paura che ci aiuta a sopravvivere
La paura ci fa stare attenti e ci permette di evitare i rischi inutili. La paura ci offre maggiori probabilità di sopravvivere.
L’altro istinto, che purtroppo non tutti hanno, soprattutto quelli di una certa parte politica, è quello di proteggere la società in cui si vive: la solidarietà. Se alcuni si rifiutano di difendere sé stessi, pensiamo quanti possano essere quelli che desiderino proteggere la società, cioè il prossimo. Eppure è proprio la società ciò che ci ha permesso di dominare (purtroppo male) il nostro pianeta. Difendere la società, cioè tutti i componenti la comunità, senza distinzioni di sorta, e quindi anche chi non ci sia vicino, chi sia piccolo, chi sia debole, chi sia indifeso e vada protetto, è un istinto che andrebbe insegnato, coltivato e conservato.
Si tratta dello stesso motivo per il quale, invece di svolgere mestieri molto più remunerativi, ho deciso anni fa di insegnare e fare scuola. Chi abbia un minimo di cervello sa che avere studiato permette di comprendere meglio cosa accade e sa che questo è un vantaggio enorme. I miei figli hanno studiato molto e sono certo che, grazie al tempo trascorso sui libri, invece che sulla strada o sui telefonini, sapranno ben difendersi. Ho concluso il mio compito di padre. Allora, perché cerco di far percorrere anche ai figli altrui la stessa strada? Perché sebbene lo studio permetta anche di avere le potenzialità per imbrogliare il prossimo, credo che lo studio dia soprattutto la protezione contro i farabutti truffaldini e che una società più acculturata sarà una società più sicura per tutti, una società più forte dove i miei figli rischieranno di affrontare meno pericoli.
La paura è quella stessa che ha spinto a vaccinarsi anche chi ha “solleticato” e strizzato l’occhio agli sprovveduti per avere più voti. Sembrerebbe sciocco, da parte di questi “furboni” di lungo corso, spingere a non vaccinarsi persone che, se moriranno, non potranno più votarli, ma è esattamente la loro strategia politica su tutti gli argomenti! In effetti, a chi fa politica con una visione limitata nel tempo, e conseguentemente non pensa al futuro, cosa può interessare se quegli sprovveduti staranno male o moriranno? Per questo, costoro chiedono di avere nuove elezioni il prima possibile. Come si fa ad avere fiducia e affidare il governo del nostro Paese a questi ipocriti? Comunque, non nascondiamocelo, il problema (per questi “capitani” di miopi) non si pone perché la scuola italiana non forma esseri pensanti e la mamma degli imbecilli è sempre incinta: se avranno perso qualche elettore (non tutti moriranno, almeno lo spero per loro), ne troveranno altrettanti su altri argomenti.
Nella fattispecie della pandemia da Covid 19, per sprovveduti intendo coloro i quali, senza avere la minima base scientifica (colpa anche mia, sono costretto ad ammetterlo, visto che non ho il potere di cacciare a calci da scuola dei perfetti ignoranti che insegnano addirittura che i congiuntivi sono desueti o che sulla luna l’uomo non ci abbia mai messo piede), si permettono di pontificare su virus e vaccini. Chiedo al lettore che è arrivato a leggere fino a questo punto: discuterebbe mai di schemi tattici calcistici con un cretino che accusasse Soros o Gates di avere fatto vincere i vari palloni d’oro a Messi? Io no, semplicemente perché vedrei insultata la mia intelligenza. Allo stesso modo non discuto con chi parla di vaccini, se non ha le minime basi mediche scientifiche. Anzi, solo perché sono cristiano non protesto se i soldi delle mie tasse vengono usati per pagare le loro costosissime cure quando finiscono in terapia intensiva. Logica vorrebbe che dovrebbero rivolgersi agli sciamani o alla medicina omeopatica (che viene pagata con le proprie tasche ed i cui effetti sono notoriamente limitati al placebo).
In effetti, a meno di non essere dei “combloddisdi” che credono che tutte le nazioni si siano messe d’accordo per prenderci per i fondelli, occorre ammettere che la pandemia da Covid 19 ci sia realmente e veramente stia falciando vittime più di una guerra fra umani. Occorre anche ammettere che non sia bene né farci prendere dal panico né restare a guardare i morti o i medici costretti a scegliere chi ricoverare e chi far morire per mancanza di posti in terapia intensiva. Che poi il vaccino funzioni al 95% dovrebbe essere ben noto a tutti, eccetto a chi non conosca la matematica né, tantomeno, la statistica. Che poi la diffusione del Sars Cov 2 fra i non vaccinati (e non intendo solo i no vax, ma anche le popolazioni che non hanno fondi per permettersi il vaccino) permetta, come per tutti gli altri virus, la generazione di varianti, alcune più inefficaci, altre più virulente contro cui il vaccino non riesca a funzionare, è una nozione nota da qualche annetto!
Non nascondo che, oltre che proteggere il prossimo, il motivo preponderante per cui mi sono vaccinato è stato un banale calcolo statistico (disciplina ignota ai più): i rischi che ho corso sottoponendomi a tre dosi di vaccino sono enormemente più bassi rispetto a quelli che si possono presentare in caso di non vaccinazione, incredibilmente più bassi di quelli relativi all’assunzione di una aspirina.
Gli eroi mettono a rischio la propria vita per il bene degli altri. Io non sono un eroe e non so cosa farei se mi trovassi davanti ad una percentuale più alta di pericolo. Ma ho paura delle conseguenze di una infezione da Sars Cov 2. Chi non si vaccina ha paura, ma ha una paura miope, una paura diversa dalla mia che, proprio per paura, mi sono vaccinato perché so che vaccinarmi aiuta me ed aiuta la società che mi protegge.
Resta il fatto che l’immunità di gregge, se mai la raggiungeremo, salverà, se si rispetteranno le regole, sia i più deboli che gli sprovveduti.
Riccardo Agresti, preside

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