Il ruolo delle forze progressiste e dei futuri amministratori

Cโ€™รจ un unico concetto attorno al quale ruoterร  tutta la mia riflessione ed รจ il seguente: sono oggi piรน che mai vive le ragioni per rilanciare il progetto politico della โ€œSinistraโ€, del Paese e del nostro territorio. Questo รจ lโ€™unico chiodo al quale appendo sia le riflessioni sullโ€™apertura di una nuova fase, sia la proposta di programma. Due erano gli obiettivi fondamentali.
Primo: dare alle forze progressiste un profilo ecologista, con la convinzione che le idee e una visione di medio e lungo termine del ventunesimo secolo, le stesse dovevano e devono essere allโ€™altezza delle sfide del nostro tempo se non mette nel cuore della propria cultura politica i temi dellโ€™ambiente e dello sviluppo sostenibile e oggi della transizione ecologica.
Secondo: favorire una evoluzione dellโ€™ambientalismo, superando logiche minoritarie e fondamentaliste che caratterizzano il cosiddetto โ€œambientalismo del noโ€, per affermare un ambientalismo portatore di fiducia nel futuro, capace di farsi politica generale e di avere un consenso maggioritario nellโ€™opinione pubblica. Queste due esigenze sono ancora vive? A mio parere si, per piรน ragioni, sulle quali vale la pena di soffermarsi.
In pochi mesi lโ€™Italia ha conosciuto una rivoluzione politica. Lโ€™insoddisfazione per questi risultati โ€“ per non dire la sfiducia โ€“ non ci impedisce di vedere quanto grandi e difficili siano i problemi da affrontare e ora le forze progressiste, ma non solo, hanno responsabilitร  ancora piรน grandi sulle spalle, perchรฉ hanno funzioni di governo e perchรฉ milioni di italiani si aspettano un cambiamento radicale.
Torna la stessa domanda fatta piรน volte in questi anni: come si esce da questa crisi? Tornando a fare le stesse cose di prima? Tornando alle stesse politiche? Allo stesso modello di sviluppo? Agli stessi stili di vita? Dalle grandi crisi โ€“ questa รจ la nostra convinzione tenace โ€“ se ne esce solo cambiando rotta, con politiche innovative in mano e una visione del futuro in testa. In Europa finalmente si รจ aperta una discussione – uno scontro politico – sulla necessitร  di cambiare rotta. Anche a seguito della pandemia. Dopo anni di politiche di rigore e di dogmatica austeritร  di bilancio si prova a spostare il pendolo verso politiche per gli investimenti, la crescita economica, lโ€™occupazione. E il governo italiano รจ in prima fila e speriamo dalla parte giusta. Dopodichรฉ la domanda diventa โ€œquale crescita?โ€. Qual รจ lo sviluppo dellโ€™economia e delle societร  europee oggi possibile e auspicabile? In quale direzione vanno orientati gli investimenti? Se il treno deragliato viene rimesso sugli stessi binari di prima finiremo per farci di nuovo male. Per uscire da questo intreccio micidiale di crisi – economica, sociale, ambientale – la via maestra per noi รจ quella di una vera svolta epocale, partendo dalla scuola e dalla costruzione di una vera classe politica e dirigenziale.
Fatemi aggiungere una breve considerazione sullโ€™Italia. I vari Governi che si sono succeduti in questi anni hanno, a parole, impresso allโ€™azione di governo il cambio di passo che forse ci voleva, ma con risultati poco concreti.
Al Governo e alla nuova classe politico-amministrativa che il 4 ottobre uscirร  vincitrice alle elezioni comunali, chiediamo – proprio perchรฉ lโ€™obiettivo รจ quello di tirar fuori lโ€™Italia dalla crisi – di orientare la propria politica economica attorno a quella che piรน volte abbiamo definito come una via italiana alla green economy o per restare ai tempi โ€œtransazione ecologicaโ€. Unโ€™โ€œItalia che fa lโ€™Italiaโ€, partendo dai territori, come amano gli Italiani. Unโ€™Italia capace di innestare la rivoluzione dellโ€™economia verde sulle proprie vocazioni, sul patrimonio di bellezza e civiltร , sulla qualitร  delle produzioni e dei territori da cui nasce la forza del Made in Italy. Questa deve essere la stella polare che orienta lโ€™azione del governo da qui al 2026. Tanto piรน perchรฉ giร  oggi lโ€™Italia – nonostante lโ€™assenza di politiche pubbliche organiche e coerenti a sostegno della green economy – ha raggiunto risultati per molti versi inattesi. Questo ci dice quali straordinarie potenzialitร  puรฒ avere lโ€™Italia. Se siamo riusciti ad arrivare fin qui nonostante lโ€™assenza di adeguate politiche di sostegno alla green economy, proviamo a immaginare quali traguardi potremmo raggiungere se il governo facesse una scelta netta in questa direzione. Lโ€™Italia non รจ un Paese senza futuro. Abbiamo unโ€™opportunitร  enorme da cogliere. Dipende da noi. In altri Paesi questa domanda di rappresentanza politica trova un riferimento prioritario, anche se non esclusivo, in partiti verdi e formazioni ecologiste. Lo confermano i risultati delle ultime elezioni europee in Germania, Francia, Inghilterra e in molti altri Paesi. In Italia la situazione รจ diversa. Dal 4 ottobre la palla passerร  ai futuri amministratori, soprattutto quelli della capitale dโ€™Italia e della sua Cittร  Metropolitana, affinchรฉ le attuali generazioni e quelle future possano conoscere certezze quali crescita, stabilitร , pace e sviluppo. Buon lavoro a tutti.
Associazione Culturale โ€œLโ€™agone Nuovoโ€
Il Presidente, Giovanni Furgiuele

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