La ripresa entro dicembre 2021. Parola degli esperti

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Il Covid ha “sconquassato” le nostre abitudini di vita e per lungo tempo abbiamo rispettato il lockdown dettato dalla legge. Ciò ha determinato da un lato le restrizioni alle libertà individuali, dall’altro ha consentito di porre un possibile argine alla funesta crisi pandemica, in aggiunta al vaccino, il mezzo di contrasto più efficace.
Poco meno di due anni trascorsi in questo “inferno” hanno accresciuto in tutti noi un forte desiderio di vacanza. Infatti, le misure di contenimento adottate hanno fatto esplodere, spesso nei giovani, una forte voglia di “movida” e di libertà. Anche nel mondo del lavoro la spinta alla ripresa si è manifestata forte e pressante.
In queste settimane, purtroppo, gli esperti sono preoccupati per un’altra variante, isolata in India e responsabile del nuovo incremento di casi in tutta Europa; la variante Delta che sembrerebbe essere più contagiosa dell’Alfa almeno del 40-50%.
A preoccupare i ricercatori non è tanto la maggiore contagiosità della variante Delta quanto la sua presunta capacità di non essere riconosciuta dagli anticorpi generati o da una precedente esposizione al virus o dalla vaccinazione.
Per fortuna però al riguardo uno studio da poco pubblicato su “The New England Journal of Medicine” gli esperti hanno concluso che il virus e la variante Delta si combattono vaccinandosi. E noi ad oggi siamo vaccinati in buona parte.
Vuol dire che si intravede la possibilità di ritornare all’aperto “a riveder le stelle” e che la prudenza ci deve accompagnare ancora per un po’ anche se la compressione delle relazioni sociali ha sollecitato ulteriormente il desiderio-bisogno di svago.
Occorre mantenere il rigore sulla sicurezza per fugare ogni rischio, tenendo conto che la percezione del rischio spesso è superiore alla sua reale consistenza e determina danni più ingenti e duraturi di quelli derivanti dal virus.
La ripresa dicono gli esperti è prevista tra aprile e dicembre 2021, sempre che si vogliano intraprendere quelle azioni strategiche di rilancio in una prospettiva di lungo termine.
Il Recovery fund e le riforme necessarie volute dall’Unione europea, sulla carta fanno ben sperare in un futuro di ripresa del lavoro e dell’economia. Le previsioni statistiche parlano in positivo e ciò infonde solo ottimismo.
È necessario che ognuno attivi le proprie potenzialità, che dia il proprio contributo, perché l’Italia esca dalla pandemia, dal pantano e dal debito per riproporsi all’Europa e al mondo come la culla della laboriosità, della cultura e dell’arte e ritorni ad essere il “Bel Paese”.
La denominazione dell’Italia come Bel Paese risale a Dante Alighieri (1321) nella Divina Commedia – Inf.XXXIII,80 – e a Francesco Petrarca nel Canzoniere – CXLVI – (1370) ma diventa un’icona nel sec. XVII quando i figli della nobiltà europea venivano nel Bel Paese per perfezionare i loro saperi e per completare la loro formazione culturale.
L’auspicio è che il dramma della pandemia, che spesso ci ha visto in una solidarietà inaspettata e mondiale, si tramuti in una definitiva apertura di cuore e ragione per costruire insieme un mondo nuovo. E come ci ripete spesso Papa Francesco, al quale auguriamo ogni bene, di scolpire nei nostri cuori che siamo “Fratelli Tutti” accomunati dal vincolo di specie come ci ricorda la scienza. Buone vacanze agli italiani e a quanti amano il “Bel Paese”. Franco Marzo

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