Le parole del Papa scuotono l’Iraq: “Contrastare la corruzione e l’abuso di potere”

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Francesco nel suo primo discorso: “La solidarietà è una virtù che ci porta a compiere gesti concreti di cura e di servizio, con particolare riguardo per i più vulnerabili e bisognosi”

Parole coraggiose senza fare alcuno sconto: il Pontefice, nel suo primo discorso in Iraq, sferza le autorità civili, invitandole a combattere la corruzione e a fare crescere l’onestà. 

Bergoglio ricorda che la fraternità richiede dialogo: “La coesistenza fraterna ha bisogno del dialogo paziente e sincero, tutelato dalla giustizia e dal rispetto del diritto. Non è un compito facile: richiede fatica e impegno da parte di tutti per superare rivalità e contrapposizioni, e parlarsi a partire dall’identità più profonda che abbiamo, quella di figli dell’unico Dio e Creatore”.

In base a questo principio, Francesco ricorda che “la Santa Sede, in Iraq come altrove, non si stanca di appellarsi alle Autorità competenti perché concedano a tutte le comunità religiose riconoscimento, rispetto, diritti e protezione. Apprezzo gli sforzi già intrapresi in questo senso e unisco la mia voce a quella degli uomini e delle donne di buona volontà affinché essi proseguano a beneficio del Paese. Una società che porta l’impronta dell’unità fraterna è una società i cui membri vivono tra loro in solidarietà”.
Bergoglio, alle autorità civili, parla del valore della solidarietà: “E’ una virtù che ci porta a compiere gesti concreti di cura e di servizio, con particolare riguardo per i più vulnerabili e bisognosi. Penso a coloro che, a causa della violenza, della persecuzione e del terrorismo hanno perduto familiari e persone care, casa e beni primari. Ma penso a tutta la gente che lotta ogni giorno in cerca di sicurezza e di mezzi per andare avanti, mentre aumentano disoccupazione e povertà. Il ‘saperci responsabili della fragilità degli altri’ dovrebbe ispirare ogni sforzo per creare concrete opportunità sia sul piano economico sia nell’ambito dell’educazione, come pure per la cura del creato, nostra casa comune. Dopo una crisi, non basta ricostruire, bisogna farlo bene: in modo che tutti possano avere una vita dignitosa”.

Quindi la sferzata alle autorità: “In quanto responsabili politici e diplomatici, siete chiamati a promuovere questo spirito di solidarietà fraterna. E’ necessario contrastare la piaga della corruzione, gli abusi di potere e l’illegalità, ma non è sufficiente. Occorre nello stesso tempo edificare la giustizia, far crescere l’onestà, la trasparenza e rafforzare le istituzioni a ciò preposte. In tal modo può crescere la stabilità e svilupparsi una politica sana, capace di offrire a tutti, specialmente ai giovani – così numerosi in questo Paese – , la speranza di un avvenire migliore”.

(Globalist)

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