I due infermieri che hanno detto no ai “farmaci letali” del primario di Bresciaย 

Dalle carte dell’indagine che ha portato all’arresto del primario Carlo Mosca, emerge il comportamento di due infermieri che, nell’impostazione dell’accusa, avrebbero evitato altre morti di pazienti affetti da Covidย 

Ci sono due infermieri che, secondo quanto ricostruito finora dagli inquirenti,ย hanno detto no alle richieste di Carlo Mosca, ilย primario dellโ€™ospedale diย Montichiariย che avrebbe ucciso due pazienti covidย iniettandogli farmaciย โ€œfuori dal protocolloโ€ย per alleggerire la pressione sul pronto soccorso.

Scrive il giudice di Brescia che ne ha firmato lโ€™arresto che โ€œproprio la conoscenza e il meccanismo di azione e delle condizioni di impiego delย Midarineโ€, utilizzato perย bloccare i muscoliย prima dellโ€™intubazione che qui perรฒ non ci sarebbe stata,ย โ€œavevano letteralmente sconvoltoย lโ€™infermiere tanto da indurlo a rifiutare di darvi corso (come scritto negli esposti del 23 aprile e del primo maggio) e analoga condotta era tenuta pure da un altro infermiere, verosimilmente la notte tra il 22 e il 23 marzoโ€.

Anche un medico di turno quella notte al Pronto Soccorso, preso dโ€™assalto dai malati diย coronavirusย in una delle province piรน martoriate,ย โ€œnon somministrava il cocktailย di farmaci prescritti per le vie brevi da Moscaโ€.

Stando al racconto dellโ€™infermiere che poi lo ha denunciato, il medico 47enne lo avrebbe chiamato al telefonoย ordinandogli la somministrazione del farmacoย che, secondo le sue conoscenze, โ€œparalizzava i muscoli respiratori e gli altri muscoli scheletrici, senza effetti sullo stato di coscienza, la cuiย dispensazioneย avrebbe provocato la morte per soffocamento, in assenza di intubazioneโ€, una procedura che nel pomeriggioย โ€œera stata esclusa per le condizioni criticheย del pazienteโ€.

E โ€œdel restoโ€, commenta il magistrato in un altro passaggio dellโ€™ordinanza, โ€œcome risulta dalle dichiarazioni dei sanitari in servizio nellโ€™unitร  di emergenza, durante la prima ondata della pandemia laย tragica scarsitร  delle risorseย a disposizione โ€“ in termini di posti letto, macchinari per la rianimazione, caschi, maschere e bombole a ossigeno โ€“ imponevano drammaticamente di โ€˜centellinareโ€™ anche e soprattutto le procedure di rianimazioneโ€.

La foto delle due fiale nel cestinoย 

La mattina del 23 marzo, dopo la morte di un paziente, uno deiย due infermieri scatta una foto che poi consegna a chi indagaย che immortala la presenza di due fiale diย Midarineย nel cestinoย dei rifiuti speciali. I due infermieri si confrontano in una chatย Whatsappย sullโ€™uso โ€œspregiudicatoโ€ di farmaci da parte di Mosca.

โ€œVolevo chiederti se a te Mosca ha mai chiesto di fare delย Midarinย ai pazienti che stanno morendo in Pronto Soccorsoโ€. โ€œScusami, ma qua non so cosa pensare perchรฉ ad alcuni รจ sembrata normale questa cosa tanto che me lo hanno raccontato. Comunque meย lโ€™aveva chiesto al telefono quando avevamo fatto la notte insiemeโ€.

Dalla conversazione, chiosa il giudice, โ€œemerge il tono di sincero sconcerto,ย incredulitร , sdegno,ย frammisti aย preoccupazione perย le possibili conseguenze di una denuncia dellโ€™accadutoโ€.

Il fatto che Mosca non abbia sanzionato, in quanto loro superiore, gli infermieri riluttanti a eseguire gli ordini,ย dimostrerebbeย la suaย consapevolezzaย di comportarsiย fuori dalle regole.

(Agi)

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