2020, annus horribilis per i reinsediamenti dei rifugiati. L’allarmante rapporto dell’Unhcr

Secondo i dati raccolti dallโ€™Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati,ย nel 2020 sono stati reinsediati solo 22.770 rifugiati, a fronte a 1,44 milioni di persone con urgente bisogno a livello globale.

Secondo i dati raccolti dallโ€™Unhcr, lโ€™Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati,ย ย nel 2020 sono stati reinsediati solo 22.770 rifugiati, a fronte di una stima di 1,44 milioni di persone con urgente bisogno a livello globale. Si tratta dei numeri piรน bassi sul reinsediamento di rifugiati in quasi due decenni. Il calo dipende dalle scarse quote proposte dagli Stati, cosรฌ come dallโ€™impatto della pandemia di Covid-19, che ha ritardato partenze e programmi.

In Italia, a partire dal 2015, anno di creazione del programma nazionale di resettlement, sono stati reinsediati 2,510 rifugiati, prevalentemente da Libano, Giordania e Turchia ma anche da Sudan e Libia.

A causa della crisi pandemica da Covid 19 e delle conseguenti misure restrittive, nel 2020, solamente 21 rifugiati hanno potuto raggiungere lโ€™Italia con questo programma, a fronte dei 471 rifugiati reinsediati nel 2019.

In una nota ufficiale, Unhcr auspica che il programma di resettlement verso lโ€™Italia possa riprendere al piรน presto, consentendo ai rifugiati di iniziare finalmente un nuovo percorso di vita stabile in un luogo sicuro.

โ€œPossiamo solo sperare che il 2020 rappresenti unโ€™anomalia per il reinsediamento dei rifugiati. Chiediamo urgentemente ai governi di incrementare i loro programmi questโ€™anno, di offrire piรน posti, di accelerare il trattamento dei casi e di aiutarci a salvare le vite delle persone piรน bisognose e a maggior rischioโ€, affermaย ย lโ€™Assistente Alto Commissario per la Protezione dellโ€™Unhcr, Gillian Triggs.

โ€œLโ€™anno passato รจ stato estremamente impegnativo per tutti in tutto il mondo, ma ancora di piรน per tanti rifugiati che giร  vivono ai margini e lottano per sopravvivereโ€.

Anche se la pandemia ha avuto un forte impatto sul numero di rifugiati che hanno potuto essere reinsediati nel 2020, lโ€™Unhcr รจ incoraggiata dal fatto che 20 paesi hanno comunque ripreso i loro programmi, e ricominciato a registrare e ricevere rifugiati durante lโ€™anno. Molti di questi hanno messo in atto modalitร ย ย innovative e flessibili per gestire i casi durante la pandemia.

โ€œAbbiamo visto che il reinsediamento dei rifugiati puรฒ essere gestito, anche durante unโ€™emergenza sanitaria globale, a patto che ci siano protocolli relativi a salute e sicurezza adeguati e correttiโ€, rimarcaย ย Triggs.

Il maggior numero di rifugiati reinsediati nel 2020 proveniva dalla Siria, dalla Repubblica Democratica del Congo e dal Myanmar.

Con lโ€™85 per cento dei 20,4 milioni di rifugiati sotto il mandato dellโ€™Unhcr ospitati nei Paesi in via di sviluppo, il reinsediamento rappresenta una maniera tangibile attraverso la quale gli Stati possono proteggere meglio i rifugiati, dimostrare solidarietร  e sostenere i Paesi ospitanti. La riunificazione familiare assistita ed i canali sicuri e regolari per il lavoro e lo studio rappresentano ulteriori opportunitร  per i rifugiati che i Paesi possono sostenere.

Si tratta di obiettivi chiave del Global Compact sui Rifugiati, previsti nellโ€™ambito di una strategia triennale di reinsediamento e canali complementari ย lanciata da governi, Ong, societร  civile e Unhcr.

โ€œFinchรฉ le guerre e i conflitti continueranno, gli esodi forzati si protrarranno e i Paesi con meno risorse si troveranno con lโ€™onere sproporzionato di ospitare la maggior parte dei rifugiati del mondo, avremo bisogno che altri Paesi si facciano avantiโ€, ha detto Triggs.

La drastica scelta degli Usa

โ€œSappiamo tutti โ€“ spiega aย Vatican Newsย Chiara Cardoletti,ย rappresentante Unhcr per lโ€™Italia, la Santa Sede e San Marino โ€“ gli Stati Uniti, che erano il primo Paese di reinsediamento, hanno dimezzato, se non ancora di piรน limitato, l’accesso al reinsediamento, e ci sono stati anche tanti altri Paesi che hanno abbassato le loro quoteโ€. A tutto questo si aggiunge โ€œlโ€™impossibilitร  di portare avanti partenze e movimenti durante il periodo Covid, il che ha ulteriormente reso la situazione difficile e drammatica per quanto riguarda il reinsediamento di piรน di un milione di rifugiati che, attualmente, si trovano con urgente bisogno di essere reinsediati per ragioni di sicurezza, mediche, per ragioni talmente importanti da rendere il reinsediamento l’unica vera possibilitร  per queste persone di sopravvivereโ€.

Appello allโ€™Europa

Con lโ€™inizio del 2021, lโ€™Unhcr invita il Portogallo e la Slovenia a sfruttare le loro Presidenze dellโ€™Unione Europea di questโ€™anno e i negoziati sul Patto UE sulla migrazione e lโ€™asilo e a dare prova di leadership per proteggere meglio i rifugiati in Europa e altrove. Le Raccomandazioni alla Presidenza UE 2021 dellโ€™Unhcr propongono misure prevedibili e basate su principi di solidarietร  per un sistema di asilo UE praticabile, fondato sul diritto e sostenibile. Sottolineano inoltre lโ€™importanza di rivitalizzare il sostegno politico e economico ai Paesi e alle regioni in cui vive la maggior parte delle persone costrette alla fuga e la necessitร  di affrontare le cause alla radice delle migrazioni forzati e irregolari.

Lโ€™85% dei rifugiati nel mondo – che sono all’incirca 80 milioni di esseri umani – sono accolti nei Paesi a basso reddito e del sotto-sviluppo. La richiesta dellโ€™Unhcr alle Presidenze dellโ€™UE รจ quella di assicurare un aiuto economico prevedibile e flessibile (sia allo sviluppo che umanitario) e un sostegno generale agli Stati ospitanti, anche per rafforzare i loro sistemi di asilo. Meno persone potrebbero intraprendere viaggi pericolosi se i Paesi dellโ€™UE dimostrassero un maggiore impegno a favore della solidarietร  attraverso il reinsediamento, i canali complementari e il ricongiungimento familiare. A questo proposito, lโ€™Agenzia Onu considera positivo il rinnovato Piano dโ€™azione per lโ€™integrazione e lโ€™inclusione, previsto nell’arco di tempo 2021-27, che ha fatto seguito alle consultazioni pubbliche con la societร  civile e i rifugiati in tutta Europa.

Speranze riposte negli annunci enfatici di solidarietร .ย โ€œIn un ambiente globale fragile โ€“ย dice Gonzalo Vargas Llosa, rappresentante dellโ€™Agenzia per gli affari europei – unโ€™UE che salvi vite umane, protegga i rifugiati in Europa e nel mondo, e trovi soluzioni per porre fine alle migrazioni forzate e costruire societร  resilienti รจ piรน che mai necessaria. Speriamo che il 2021 sia un nuovo capitolo per la protezione dei rifugiati-ย ย aggiungeย ย – con lโ€™UE che dimostri la sua leadership in Europa e nel mondoโ€.

Ci vogliono progressi su questioni chiave.ย โ€œMentre proseguono i negoziati sul Patto dellโ€™UE, confidiamo che gli Stati membri colgano lโ€™opportunitร  di dare lโ€™esempio e di proteggere meglio le persone che cercano asilo in Europaโ€, prosegue Vargas Llosa. โ€œLe Presidenze dellโ€™UE del 2021 hanno un ruolo fondamentale per facilitare le discussioni che aprono la strada a un sistema di asilo comune e funzionante che protegga le persone in fuga dalla guerra e dalle persecuzioniโ€. Lโ€™Unhcr incoraggia le Presidenze a esplorare le possibilitร  di compiere progressi su questioni chiave come la solidarietร  e le procedure di frontiera. Si tratta, in sostanza, di sostenere procedure di asilo eque e rapide per assegnare a chi ha bisogno la protezione internazionale. E poi ritorni dignitosi per le persone che desiderano rientrare nei loro Paesi dโ€™origine o che non hanno bisogno di protezione

Apocalisse Sahel

Le inarrestabili violenze in corso nella regione africana del Sahel ,per la prima volta nella storia, hanno ormai costretto oltre due milioni di persone a divenire sfollate allโ€™interno del proprio Paese.

Le capacitร  di accoglienza delle comunitร  locali del Sahel, che si estende tra Burkina Faso, Ciad, Mali e Niger, e comprende alcuni dei Paesi meno sviluppati al mondo, hanno raggiunto un punto critico.

Si sta registrando una brusca impennata delle esigenze della popolazione in tutta la regione, in cui convergono crisi molteplici quali conflitto armato, estrema povertร , insicurezza alimentare, cambiamenti climatici e pandemia di Covid-19.

Lโ€™estrema vulnerabilitร  del Sahel รจ stata messa a nudo dallโ€™impatto degli esodi forzati causati dalle orribili e diffuse violenze perpetrate da gruppi ribelli armati e bande criminali.

Le attivitร  di risposta umanitaria sono messe pericolosamente a dura prova, pertanto lโ€™Unhcr esorta la comunitร  internazionale a intensificare il supporto destinato alla regione. รˆ necessario che gli Stati agiscano ora per aiutare i Paesi del Sahel a fronteggiare le cause alla radice di tali esodi forzati, promuovere uno sviluppo strategico e sostenibile, e rafforzare istituzioni quali scuole e ospedali, molte delle quali hanno cessato le attivitร  a causa delle violenze continue. La situazione รจ peggiorata a causa della pandemia di Covid-19.

Il numero di sfollati interni nella regione รจ quadruplicato in soli due anni, considerato che se ne registravano 490.000 allโ€™inizio del 2019. Oltre la metร  di quelli attualmente presenti nella regione รจ composto da burkinabรฉ. Nel Sahel, inoltre, trovano accoglienza oltre 850.000 rifugiati provenienti principalmente dal Mali.

Giร  nel corso di questโ€™anno, le violenze perpetrate in Niger e Burkina Faso hanno costretto piรน di 21.000 persone alla fuga per cercare rifugio altrove allโ€™interno del proprio Paese.

In Burkina Faso, a partire dal 31 dicembre 2020, una serie di attacchi armati condotti contro la cittร  di Koumbri e i villaggi limitrofi, nel nord del Paese, hanno costretto alla fuga piรน di 11.000 persone. La maggior parte รจ costituita da donne e bambini fuggiti di notte dopo che gli aggressori hanno aperto il fuoco contro le loro case. Si sono messi in salvo e ora sono accolti dalle comunitร  locali a Ouahigouya e Barga, a circa 35 km di distanza.

Malgrado la generositร  mostrata dalle comunitร  di accoglienza, molti sfollati interni sono sprovvisti di riparo adeguato e dormono allโ€™aperto. Necessitano con urgenza di alloggi, acqua e beni di prima necessitร , nonchรฉ accesso a cure mediche e servizi igienico-sanitari adeguati a prevenire la diffusione del Covid-19.

Da un lato gli appelli, i preoccupati report, le richieste allโ€™Europa e alla nuova amministrazione Usa. Dallโ€™altro lato, quello della realtร , tragedie umane infinite come quella del Sahel o quelle che si consumano quotidianamente nel Mediterraneo o nellโ€™inverno-inferno balcanico.ย ย Nessuno puรฒ dire: non sapevo.

(Globalist)

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