4 Febbraio, 2026
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Il piano di vaccinazione europeo va a rilento. E divide gli Stati

I Paesi membri accusano Bruxelles di essere troppo burocratica e non all’altezza della celeritร  che sarebbe richiesta dall’emergenza

Doveva essereย l’emblema della condivisione e della solidarietร ย europea, la campagna vaccinale contro il Covid-19. Al momento perย sembra arrancare e, soprattutto, dividere gli Stati membri che accusano Bruxelles di essere troppo burocratica e non all’altezza della celeritร ย che vorrebbe la risposta all’emergenza.

“La Commissione europea ha probabilmenteย pianificato in modo troppo burocratico: troppo pochi dei vaccini giusti sono stati ordinati e il dibattito sui prezzi รจย andato avanti per troppo tempo”, ha giudicato Markus Soder, governatore della Baviera e leader della Csu locale.

Kirsi Varhila, dirigente del ministero finlandese per gli Affari sociali e la salute, si รจย lamentata del fatto che il suo Paese abbia ricevuto solo circa 40 mila dosi a dicembre, mentre se ne aspettava fino a 300 mila. “Ciรฒย che era stato promesso all’Ue non รจย arrivatoย e invece i vaccini sono andati altrove”, ha detto Varhila, citata da Yle e ripresa da Politico Eu. “Si parlava di centinaia di migliaia di dosi, invece siamo a decine di migliaia. Molto meno del previsto”, ha insistito. “Sembra che gli Stati Uniti siano un acquirente piรนย veloce dell’Europa”, ha accusato in un ulteriore attacco alla politica di approvvigionamento di Bruxelles.

E se la prende con Bruxelles anche l’amministratore delegato della BioNTech, Ugur Sahin. Parlando con Der Spiegel, ha evidenziato che il processo in Europa “non รจย stato cosรฌย rapido e diretto come in altri Paesi”. Ha quindiย incolpato la decisione dell’Ue di diversificare gli ordiniย tra vari produttori nell’aspettativa che piรนย vaccini sarebbero stati rapidamente approvati. “Si presumeva che molte altre aziende sarebbero arrivate con i vaccini. ‘Ne avremo abbastanza, non sarร ย poi cosรฌย male, e abbiamo tutto sotto controllo’, apparentemente รจย stata questa l’impressione. Sono rimasto sbalordito”, ha confessato Sahin.

Gli Stati Uniti hanno piazzato il loro ordine iniziale di vaccini prima dell’Ue, riservando 100 milioni di dosi a luglio. Tuttavia,ย l’Ue ha ottenuto 200 milioni di dosi a novembre. E a dicembre, entrambi hanno ordinato 100 milioni di dosi extra, portando il totale degli Stati Uniti a 200 milioni e dell’Ue a 300 milioni.

Sulla tempistica, gli Stati Uniti dovrebbero ottenere il tutto entro luglio, mentre l’Ue entro settembre. Ma, in ogni caso, la scadenza per contratto รจย per fine anno.

La commissaria europea per la Salute, Stella Kyriakides, ha tuttavia puntato il dito contro l’accumulo di ordini sulla capacitร ย di produzione globale e ha assicurato che altri vaccini sono “sul punto di essere approvati”.

L’ok dell’Ema (l’Agenzia europea per la farmaco) al siero di Moderna dovrebbe arrivare mercoledรฌ.ย Quello di AstraZeneca sembra invece piรนย lontano.

Inoltreย la Commissione รจย pronta ad aiutare le aziende a incrementare la capacitร ,ย oltre ai 100 milioni di euro che la Banca europea per gli investimenti ha giร ย prestato a BioNTech a giugno per test e produzione.

A complicare il quadro รจย la possibile – e temuta –ย fuga in avanti della Germaniaย che puรฒย fare affidamento sulle dosi della BioNTech, azienda tedesca. Ma il ministro della Salute, Jens Spahn, finito nel mirino nei giorni scorsi perย aver annunciato un ordine di trenta milioni di dosiย fatto da Berlino direttamente in casa (lasciando fuori l’Ue) difende Bruxelles e giustifica i ritardi con “difficoltร ย nella produzione” e “un inizio prevedibilmente lento dato il focus sulle case di cura”.

Il vice presidente della Commissione Ue per la promozione dello stile di vita europeo, Margaritis Schinas, ringrazia proprio la Germania per il suo “aiuto” e parla di un successo Ue. “L’approvvigionamento di vaccini dell’Ue รจย un successo.ย Il contributo della Germania รจย stato quindi enormemente importante. L’Ue รจย grata. Anche la Germania uscirร ย rapidamente da questa crisi solo se tutta l’Europa potrร ย essere vaccinata. Piรนย forti insieme!”, ha twittato.

Nel frattempo perรฒย il malcontento si diffonde per la lentezza della macchina. E non รจย solo un problema di ordini. In diversi Stati membri non si riescono a somministrare le dosi ricevute. Tra questi la Francia dove il presidenteย Emmanuel Macron si รจย lamentato, in privato, del ritmoย definito – secondo Le Journal du Dimanche – “da passeggiata in famiglia, non all’altezza nรจ del momento nรฉย dei francesi”. “Mi batto al mattino, a mezzogiorno, la sera e la notte”, ha insistito il capo dell’Eliseo in alcuni colloquio telefonici. “Bisogna cambiare subito e con forza. E cambierร ย subito e con forza”, ha assicurato.

Non va meglio altrove nell’Unione. Ad esempioย nei Paesi Bassi la campagna vaccinale dovrebbe iniziare solo l’8 gennaio. Allo stato attuale, la Danimarca ha il piu’ alto tasso di vaccinazioni tra gli Stati membri. Piรนย di 45.800 dei 5,8 milioni di abitanti del Paese avevano ricevuto la prima dose alla data del 2 gennaio portando il tasso di vaccinazione per 100 persone a 0,78.

Ma in termini assoluti,ย la Germania รจย in testa con oltre 188.500 dosi somministrate al primo gennaio. Il tasso di vaccinazione tedesco per 100 abitanti รจย attualmente di 0,23. Seguono Croazia e Portogallo con tassi rispettivamente di 0,19 e 0,16. E poi Italia e Polonia che attualmente hanno tassi di circa 0,13. Al 31 dicembre la Francia aveva vaccinato solo 351 persone dei 67 milioni di abitanti. Intantoย la Gran Bretagna serve la sua “vendetta” post Brexitย con l’approvazione – e la somministrazione – del vaccino di AstraZeneca.

(Agi)

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