Basta propaganda sulla riapertura delle scuole il 7 gennaio

Nota dei Docenti del Liceo Tasso di Roma

La conferenza Stato-Regioni ha trovato lโ€™intesa sulla riapertura delle scuole il 7 gennaio, riducendo saggiamente โ€“ almeno nella prima settimana โ€“ la percentuale in presenza degli studenti dal 75% al 50%, con la prospettiva di aumentarla al 75% dal 16 gennaio se ve ne saranno le condizioni.

Non si tratta tuttavia solamente di โ€œriaprire le scuoleโ€, che peraltro โ€“ a eccezione delle superiori โ€“ hanno continuato a garantire la formazione in presenza.

Si tratta di riuscire a MANTENERLE aperte con CONTINUITร€ sino alla fine dellโ€™anno scolastico: in questa prospettiva anche il 50% di studenti in presenza nelle attuali condizioni sembra costituire un azzardo.

Allโ€™entusiasmo per la ripartenza fanno da contrappeso molte perplessitร  e timori che vengano commessi i medesimi errori del passato, quali:

mancato intervento sui trasporti (potenziamento delle corse negli orari di uscita degli studenti e istituzione di scuolabus);

numero troppo elevato di alunni allโ€™interno delle scuole;

assenza di tracciamento veloce dei contagi mediante tamponi rapidi, dichiarato e mai eseguito;

poca chiarezza sullโ€™uso delle mascherine, inizialmente non obbligatorie in โ€˜fase staticaโ€™.

Si era partiti con una presenza al 100% (80% nel nostro Istituto): in 3 settimane la curva dei contagi ha cominciato a salire esponenzialmente. Se avessimo iniziato con una turnazione del 50% in settembre e fossimo tempestivamente scesi al 25% a inizio ottobre, โ€˜forseโ€™ non avremmo mai chiuso.

โ€œLa scuola รจ un luogo sicuroโ€, ci veniva ripetuto come slogan. Le scuole hanno seguito rigidamente i protocolli di sicurezza limitando i contagi al proprio interno, potendo contare allora sulla costante aerazione dei locali oggi impossibile. Molti contagi sono stati addebitati ai cluster familiari, quando era un genitore ad ammalarsi.

Gli studenti che contraggono il contagio fuori della scuola, inoltre, lo portano al suo interno: con la conseguenza che compagni di classe e docenti (sempre impegnati su piรน classi, talora su piรน scuole) sono costretti a lunghe settimane di stop.

La ASL ha disposto la quarantena per intere classi con i rispettivi docenti, con il risultato che la scuola si andava svuotando di giorno in giorno e spesso si rientrava per ricominciare unโ€™altra quarantena fiduciaria e/o obbligatoria a pochi giorni di distanza.

Alcune scuole a ridosso della chiusura avevano giร  un discreto numero di classi in didattica a distanza per ragioni sanitarie.

Collegi docenti e consigli dโ€™Istituto sono stati chiamati a riprogettare settimanalmente orari, calendari e programmazioni; i Dirigenti scolastici con il personale ATA hanno continuato invano a spostare banchi, a misurare spazi, mentre lโ€™epidemia ha tempi e logiche altre: soprattutto corre molto piรน velocemente delle conferenze, dei tavoli di lavoro e delle dichiarazioni rilasciate nei salotti televisivi.

Sia i docenti che gli studenti vogliono rientrare, ma per rimanervi sino alla fine dellโ€™anno scolastico che ha una sua scansione precisa e definita. I tempi dellโ€™apprendimento e della verifica necessitano di una programmazione di lungo periodo, che solo la turnazione in presenza limitata e prudente ma CONTINUA puรฒ assicurare. Gli โ€œstopโ€ allo 0% e i โ€œgoโ€ al 75% non servono alla scuola, a chi la costruisce e la abita, ma solo alla propaganda politica e ideologica.

La scuola รจ relazione e correlazione, fisicitร , incontro, visivitร , comunicazione verbale e non verbale, partecipazione emotiva: tutto quello che la scuola superiore italiana non รจ stata da marzo a oggi.

Riapriamo dunque, ma con percentuali di studenti in presenza sostenibili nellโ€™attuale fase epidemica: limitiamo le presenze, almeno in questi primi mesi nei quali la โ€œterza ondataโ€ (ma la seconda si รจ mai esaurita?) si confonderร  con il normale picco influenzale, quando il clima piรน rigido non permetterร  la continua e regolare aerazione dei locali senza vanificarne il riscaldamento.

Riapriamo, ma potenziamo il trasporto degli studenti โ€“ vero nodo della questione โ€“ con lโ€™impiego di autobus dedicati, cosรฌ che non divengano veicolo di contagio per quanti continuano, pur senza di loro, a utilizzare mezzi affollati. Diamo la possibilitร  alle compagnie di pullman turistici fermi nei depositi, ove siano in regola con le norme vigenti, di partecipare alla gestione del problema, che non si risolve certo solo con il โ€˜bonus taxiโ€™ per i docenti.

Intensifichiamo le frequenze del trasporto pubblico, aumentandole ai livelli delle ora di punta anche nella fascia oraria del rientro degli studenti alle proprie abitazioni (13.30 โ€“ 15.30).

Riapriamo senza escogitare turni inapplicabili e controproducenti come quelli (dalle 8 alle 17, con giornate da sette ore di lezione nei trienni) decretati dalle prefetture laziali e acriticamente imposti alle scuole dallโ€™USR Lazio (incurante dellโ€™argomentata opposizione dei dirigenti scolastici). Si tratta di orari scolastici che impediscono agli STUDENTI โ€“ specie dei Licei โ€“ di potere anche STUDIARE e consolidare gli apprendimenti, vanno a sovrapporsi agli orari di uscita pomeridiana degli uffici, rendono impossibile lโ€™igienizzazione e sanificazione dei locali scolastici per la giornata successiva (dati gli organici attuali di personale ausiliario), non tengono conto delle specificitร  degli istituti e del territorio, causano assembramenti di docenti nelle scuole โ€“ prive di spazi adeguati โ€“ nelle numerose ore โ€œbucheโ€ e ignorano il problema della refezione degli studenti adolescenti (gli istituti superiori non sono dotati di mensa), lanciando il fuorviante messaggio che si possa anche โ€œsaltare il pranzoโ€ in deroga alle norme piรน elementari di educazione allโ€™alimentazione.

Relegano infine le attivitร  degli organi collegiali (in remoto), compartecipate da docenti, studenti e famiglie, in orari serali-notturni.

Lโ€™auspicio รจ che la tanto sbandierata โ€œcentralitร  della scuolaโ€ diventi reale e non solo lโ€™effimero baluardo propagandistico: perchรฉ lโ€™esigenza di formazione cui tutti fanno riferimento รจ stata minata dai tagli che la scuola ha regolarmente subito, emarginata in una subalternitร  disarmante.

Docenti del Liceo Tasso di Roma

Gabriella Testini, Patrizia Concetti, Ernestina Monaco, Massimo Pieggi, Marirosa Bruno, Rossella Vuolo, Antonino Libri, Antonella Necci, Stefania Cecchini, Luca Casantini, Teresa Vallario, Antonio Domenico Ballarรฒ, Ivana Di Giacomo, Laura Rotatori, Alessandra Barilla, Paola Tassini, Marcella Sorano, Micaela De Rubertis, Assunta Tiziana Corsi, Roberta Durante, Marco Damiani, Antonella Fucecchi, Laura Di Muzio, Maria Lidia De Santis, Federica Berto, Rossella Casalino, Antonella Forgelli, Francesca Riccardi, Aida Marrella, Guglielmo Mochi Onori, Giuseppina Pirro, Elisabetta Giordano, Viviana Amati, Francesca Ferraioli, Maria Luisa Costantini, Giuliano Cianfrocca, Roberta Casaldi, Ferdinando Capalbo, Francesco Mammana, Sergio Ventura, Domenico Curcio, Paola Bernardini, Antonella Resciniti, Maria Laura Monaco, Francesca Maria Marrocu, Manfredi Mannato, Antonella Del Buono, Salvatore Silvestri, Mauro Di Lisa, Madia Milano, Emanuele Lelli, Laura Sabino, Tiziana Cubeddu, Maria Letizia Papini, Gabriella Lanza, Francesca Allegro, Paola Forte, Anna Ottonello, Susanna Possidoni, Emanuela Salciccia, Marina Longo, Paolo Marati

(Il Manifesto)

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