Contro le ingiustizie degli algoritmi guardiamo alla ribelle Antigone

Nel volume โ€œAntigone e gli algoritmiโ€ Nicola Lettieri indaga su come resistere ai codici informatici inaccessibili che regolano e plasmano la vita sociale (*)

Nel febbraio 2020, con una pronuncia che segna un passaggio importante nella riflessione sull’impatto sociale delle tecnologie dellโ€™informazione, ilย Tribunale distrettuale dellโ€™Ajaย ha dichiarato lโ€™illegittimitร  diย SyRI, algoritmo sviluppato su impulso del Ministero degli affari sociali olandese per combattere le frodi al sistema previdenziale.
Alimentato da archivi pubblici contenenti grandi quantitร  di dati personali e sensibili, SyRI (acronimo di โ€œSystem Risk Indicationโ€) ha per diversi anni stimato la propensione dei cittadini a frodare lo Stato assegnando a ciascun individuo un indice di rischio usato dalle autoritร  per disporre controlli fiscali.

Oltre a rilevare lโ€™impossibilitร  di stabilire con certezza natura e consistenza dei dati analizzati, la sentenza ha stigmatizzato lโ€™opacitร  dei criteri impiegati dallโ€™algoritmo per valutare il rischio di frode.

In queste circostanze la Corte ha ravvisato la compressione di garanzie fondamentali offerte dalla Convenzione Europea dei Diritti Umani consistenti, rispettivamente, nel riconoscimento del diritto alla vita privata e nel divieto di discriminazione.

Letta nella sua essenza, la vicenda di SyRI costituisce solo un esempio del processo attraverso cui le tecnologie dellโ€™informazione entrano a far parte dei meccanismi di regolazione della vita sociale.
Gli algoritmi non operano solo classificazioni funzionali allโ€™applicazione di regole giuridiche – stabilendo, ad esempio, se una persona รจ un buon dipendente, un debitore affidabile o un criminale a rischio di recidiva – ma sempre piรน spesso diventano essi stessi – si pensi agli smart contract – fonte di effetti giuridici vincolanti.
Il punto รจ che, come mostra il caso SyRI, oltre a promettere imparzialitร  ed efficienza, la regolazione algoritmica apre il varco a forme inedite di ingiustizia che non scaturiscono da testi di legge, ma da un codice informatico inaccessibile al quale รจ spesso impossibile opporsi.

Il volume appena pubblicato di Nicola Lettieri,ย Antigone e gli algoritmi. Appunti per un approccio giusfilosoficoย (Mucchi, Modena, 2020, collana โ€œPrassi sociale e teoria giuridicaโ€, 97 pp., 13 euro.

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indaga presupposti e forme della resistenza allโ€™ingiustizia algoritmica prestando unโ€™attenzione particolare al ruolo che il diritto รจ chiamato a svolgere in questo contesto.

Il testo invita a lavorare in due direzioniย tra loro complementari. Se per un verso – si sostiene – รจ necessario che il mondo giuridico migliori la propria capacitร  di identificare e comprendere gli effetti concretamente prodotti dallโ€™evoluzione algoritmica del diritto stesso, per altro verso vanno immaginate nuove strategie e nuovi strumenti per arginare i rischi derivanti da un uso improprio della tecnologia a fini regolativi.
La proposta formulata in questโ€™ottica ruota intorno a un’integrazione sempre piรน profonda tra discipline diverse.
Alla filosofia del diritto, primo destinatario dello scritto, รจ assegnato lโ€™indispensabile compito di inquadrare sul piano teorico le implicazioni ordinamentali, etiche e sociali del โ€œdiritto delle macchineโ€. Lo svolgimento di questa funzione essenziale viene associato a un dialogo con altre aree di ricerca – dallโ€™informatica alle scienze sociali computazionali – cui spetta fornire conoscenze empiriche e strumenti fondamentali per abilitare nuove e piรน efficaci forme di critica, di controllo democratico e anche di resistenza rispetto a certi esiti.

* docente di Scienza dell’amministrazione allโ€™universitร  di Trieste

(Globalist)

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