19 Aprile, 2024
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contro la violenza sulle donne: Oggi non è un giorno di festa. Oggi è un giorno di lotta.

Lidia è sopravvissuta miracolosamente. È stata brutalmente aggredita da chi avrebbe dovuto proteggerla, da chi dichiarava di amarla. L’ha colpita alla testa, sul corpo, l’ha pugnalata numerose volte e infine ha tentato di soffocarla strozzandola con un filo elettrico. Tutto questo nella loro camera da letto. Nel luogo sacro, quello in cui ognuno di noi si dovrebbe sentire davvero al sicuro.

Lidia è una sopravvissuta. Anche se le cicatrici sul suo copro ci raccontano quanto sia stata fortunata. Quanto l’esito di quella notte potesse essere diverso.

Lidia da anni gira l’Italia per raccontare la sua storia. Ha un coraggio da leonessa. Per le altre, è disposta a rivivere migliaia di volte quegli istanti. Lo fa perché sa benissimo che la sua testimonianza è più forte di tantissimi discorsi retorici, perché sa che non se ne può parlare soltanto il 25 novembre. Lo fa perché la sua storia possa essere un monito e salvare tante altre donne.

Quello che l’ha aggredita è uscito dal carcere dopo soli 3 anni. E questa, non possiamo non dirlo, è un’altra inaudita violenza.

Lidia un giorno è venuta a trovarmi a Cerveteri e mi ha raccontato la sua drammatica esperienza. Oggi, con quel coraggio che le si legge negli occhi, nella Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Lidia ha deciso di fare un ulteriore gesto: ha pubblicato le foto scattate negli istanti immediatamente successivi all’aggressione. In quei tagli, in quegli ematomi, in quei segni, in quel lago di sangue che inzuppava il lenzuolo e colorava di rosso ogni cosa, c’è tutto il suo coraggio.

A Lidia e a tutte le donne, coraggiose e forti, mando il mio ringraziamento. Alle mamme, nonne, figlie, sorelle, mogli, compagne, fidanzate. A voi donne che ogni giorno provate a insegnarci la giusta via. Grazie.

Purtroppo oggi, nel 2020, nella nostra “civilissima” Italia, ci sono ancora milioni di motivi per cui è necessario celebrare la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne.

Non sarei in grado di elencarveli tutti. Mi limito ai primi 62. I nomi e i cognomi di tutte le donne uccise dal primo gennaio da chi avrebbe dovuto proteggerle. Sono 62, una ogni 5 giorni. Un bollettino di guerra.

Stasera, 25 novembre, coloreremo di rosso la Fontana del Mascherone e il Granarone, monumenti simbolo della nostra città. Domenica invece, dalla nostra Aula Consiliare ci saranno testimonianze ed eventi (che trasmetteremo online) per riflettere insieme. In ricordo di tutte le donne uccise, offese, violentate, umiliate, aggredite, per quelle vittima del revenge porn. Per Lidia e per tutte quelle che ancora vivono questa tragedia. Perché arrivi presto un giorno in cui non serva più una giornata come questa. Perché a questo elenco non si aggiunga mai più nessun nome.

Oggi non è un giorno di festa. Oggi è un giorno di lotta.

Alessio Pascucci

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