LAGONE

IL PUNTO DI VISTA FA LA DIFFERENZA :  LETTERA APERTA AI NOSTRI GIOVANI, di ROSARIA GIAGU

IL PUNTO DI VISTA FA LA DIFFERENZA :  LETTERA APERTA AI NOSTRI GIOVANI, di ROSARIA GIAGU
Novembre 13
07:44 2020

Uno spazio per te, a cura della dr.ssa Rosaria Giagu

psicologa, psico-oncologa.

Eccomi di nuovo qui, a scrivere questa lettera aperta ai nostri giovani ragazzi, che stanno sperimentando una situazione veramente particolare che ha imposto un serie di obblighi e censure fisiche ed emotive: lo sdoganamento della movida ha fatto perdere un poco il controllo, come del resto si poteva intuire ma non sapere con certezza se non lo si sperimentava. Alla luce degli ultimi focolai del Cov-Sars 20, partiti ma non nati nella mia splendida terra, la Sardegna, ricostruendo a monte gli avvenimenti, l’importazione del virus è stata resa possibile da misure di sicurezza e prevenzione inesistenti, e poca attenzione da parte delle gestioni regionali. Facile dare la colpa ai ragazzi che non sono stati attenti; ma noi adulti che tipo di esempio gli abbiamo dato? Abbiamo forse mostrato loro come responsabilmente si poteva partire e rientrare dopo aver fatto un controllo anti-covid?

No, questo non è accaduto.

E allora miei cari ragazzi, mi rivolgo a voi, nuove generazioni, che siete il nostro futuro, scusandomi prima di tutto, a nome della mia generazione per avervi dato questa eredità faticosa, che però rappresenta anche una possibilità diversa di andare avanti, cambiando le cose che non vanno più bene e sostituendole con altre che possano essere dettate dal senso di responsabilità che ognuno di noi è chiamato a cercare dentro di sé. Oltre il senso di appartenenza, c’è qualcosa che ci dà la possibilità di comprendere la nostra forza, non in virtù di ciò che distruggiamo, ma in funzione di quanto riusciamo a proteggere la vita in tutte le sue forme, rispettandola profondamente. Voi, ragazzi di oggi, sarete quelli che decideranno le sorti del nostro tempo a seconda dell’impulso che deciderete di seguire. Allora il suggerimento è quello di esercitarvi allo stare in contatto con voi stessi, a conoscere profondamente le vostre paure, per riuscire ad essere coraggiosi, a comprendere i vostri dolori per trasmutarli in serenità, a riconoscere ciò che è veramente importante nelle vostre vite, e a riflettere su quello che volete Essere, non Avere, su questa terra, e quale dono avete da condividere nell’interesse vostro e di tutta l’umanità.

Mettete al vostro servizio tutto ciò che siete che è molto più di quello che riuscite a immaginare, ma che potete sentire dentro di voi, facendovi guidare da mani invisibili che conoscono la strada da percorrere, perché la felicità non è una meta ma un percorso da vivere, con salite, discese, pause e corse. Fatevi guidare dall’amore e dal rispetto per la vita e scoprirete che il vostro benessere non dipende da quello che succede fuori, ma da come state voi dentro le cose: andate oltre i pregiudizi e le stereotipie che impediscono di espandere le coscienze. Mantenere le distanze, osservare le norme di prevenzione è importante, ma se seguite quelle del cuore imparerete a farlo autonomamente, senza bisogno di norme, né regole, e prenderete distanza anche da tutto ciò che non va bene, e va allontanato sempre più fino a scomparire.

La mia sfida per voi, ma anche per tutti noi è questa: non pensate positivo, pensate diverso, non fate le guerre, lavorate per la pace, non pensate ai problemi, cercate le soluzioni, non alimentate dentro di voi emozioni auto distruttive, trasformatele in energia al servizio di un mondo migliore, questo è il vostro compito.

A noi adulti rimane il compito di dimostrarvi come si fa; noi che in passato abbiamo fatto la rivoluzione, dobbiamo insegnarvi a fare evoluzione; è la nostra possibilità di riscatto affinché possiamo veramente essere degni di chiamarci   Esseri Umani.  Abbiamo il grande compito di andare oltre.

 

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1 commento

  1. Ferdi38
    Ferdi38 Novembre 22, 18:08

    Cara Rosaria, il tuo articolo è molto bello e profondo;nell’indicare ai giovani le loro responsabilità lo fa senza allarmismi ma in modo propositivo e costruttivo, dicendo loro che un cambiamento anche se difficile è necessario e possibile, per sé stessi ma soprattutto per gli altri, se vogliamo chiamarci società ecomunità

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