Def, con le nuove stime circa 22 miliardi di deficit per la manovra.

Gualtieri: spinta allโ€™espansione

Si viaggia verso una finanziaria da 30 miliardi: 8 saranno destinati a fisco e famiglia. Tutte le cifre sono soggette a revisioni

Per il prossimo anno il governo prevede margini di manovra in deficit per circa 21-22 miliardi, 1,3 punti di Pil. รˆ quanto si evince dalle nuove stime di indebitamento netto programmatico che saranno contenute nella Nota di aggiornamento al Def che arriverร  mercoledรฌ 30 settembre sul tavolo del Consiglio dei ministri, per essere approvato poi domenica. Le risorse serviranno per mettere a punto le misure per la prossima legge di Bilancio. Nella Nota di aggiornamento al Def il Governo ha deciso ยซunโ€™espansione fiscale molto significativaยป con un deficit 2021 fissato al 7%. Lo ha detto il ministro dellโ€™economia Roberto Gualtieri che ha anche notato che ยซla crescita 2020 รจ valutata, nella Nadef, a -9%, considerato fino a poco tempo fa troppo ottimisticoยป e che fra i programmi cโ€™รจ rendere strutturale Industria 4.0โ€ ++e la riforma fiscale, che vedrร  una rimodulazione delle aliquote.

Circa 8 miliardi nel 2021 e 13 nel 2022. Ruota intorno a queste cifre lo spazio fiscale a disposizione delle scelte di politica economica offerto dallโ€™impianto della Nota di aggiornamento al Def attesa la prossima settimana in consiglio dei ministri. E lโ€™idea รจ di concentrare sullโ€™avvio di riforma fiscale e assegno unico per i figli praticamente tutto questo margine, allโ€™interno di una manovra che per lโ€™anno prossimo viaggerebbe intorno ai 30 miliardi e sarebbe occupata per una parte importante da spese piรน o meno obbligate: si va dalle solite ยซpolitiche invariateยปโ€‰(missioni internazionali, pubblico impiego e cosรฌ via) alla conferma del taglio al cuneo fiscale partito a luglio (servono 2-3 miliardi) fino al prolungamento degli ammortizzatori sociali per i settori piรน in crisi.

Lo spazio di manovra, si diceva, รจ figlio del quadro di finanza pubblica elaborato al ministero dellโ€™Economia nella preparazione della Nadef, che punta a un rimbalzo del Pil 2021 al 6%โ€‰(5,1% tendenziale, a politiche invariate)โ€‰dopo il -8,9-9% previsto ora per questโ€™anno e a una riduzione del deficit intorno al 6% dopo il 10,6% con cui si potrebbe chiudere il 2020.

Tutte le cifre sono ancora soggette a revisioni in vista del consiglio dei ministri, ora in programma mercoledรฌ prossimo salvo nuovi rinvii. Ma allโ€™interno di questi binari i conti sviluppati a via XXโ€‰Settembre cominciano a tracciare i confini per le scelte di politica economica da giocare sul terreno domestico, in parallelo agli interventi legati a Next Generation Eu (di cui perรฒ per ora la Nadef stimerร  gli effetti espansivi senza dettagliare gli interventi, perchรฉ il Piano prenderร  forma solo a metร  ottobre con il Documento programmatico di bilancio).

Problema 2023

E i numeri indicano un primo problema da affrontare. Lโ€™incrocio fra una crescita tendenziale che dopo il rimbalzo del 2021 planerebbe poi rapidamente verso il 2% e un deficit che nello stesso periodo sarebbe da chiudere verso il 3%, offrirebbe appunto uno spazio di manovra per nuovi interventi intorno agli 8 miliardi nel 2021 e ai 13 nel 2022, per azzerarsi perรฒ lโ€™anno successivo. E questo determina lโ€™esigenza di trovare coperture crescenti e solide a regime, prima di tutto per accompagnare la riforma fiscale e lโ€™assegno unico per i figli.

Su entrambi i terreni lโ€™idea รจ quella di procedere per tappe successive. Sul fisco, dove continuano a confrontarsi i progetti di riduzione del numero di aliquote con lโ€™obiettivo di favorire i redditi medi colpiti oggi dallo scalone del 38% e la progressivitร  continua sul modello tedesco, nei progetti del governo le coperture dovrebbero arrivare prima di tutto dal riordino delle tax expenditures:โ€‰sul tavolo lโ€™ipotesi di un tetto (al 2% del reddito o modulare) allโ€™utilizzo delle detrazioni per i redditi medio-alti, sopra 55mila o 75mila euro a seconda degli scenari, e il taglio ai ยซsussidi ambientalmente dannosiยป che potrebbe colpire le accise โ€œagevolateโ€ per il gasolio. Entrambi i terreni sono perรฒ politicamente scivolosi, e impongono cautela. Lโ€™altra fonte di entrate per sostenere il taglio alle tasse sono nuovi interventi di lotta allโ€™evasione, piรน facili sul piano del consenso (almeno negli annunci) ma piรน complicati da contabilizzare a copertura di riduzioni fiscali a regime.

Le scelte per le famiglie

Per lโ€™avvio dellโ€™assegno legato ai figli si guarda invece prima di tutto alla raccolta degli aiuti attuali alla famiglia, ma il progetto punta a un riordino complessivo di assegni al nucleo e detrazioni per figli a carico: alle politiche per la famiglia, insomma, non dovrebbe piรน pensare il fisco con gli sconti, ma il bilancio pubblico con le erogazioni dirette.

Piรน modesti, per il momento, gli interventi in programma sulla previdenza. La partita sulla riforma per evitare il rischio-scalone a fine 2021 con la chiusura di ยซQuota 100ยป si giocherร  il prossimo anno, ma la ministra Nunzia Catalfo ha giร  spuntato da Palazzo Chigi e il Mef un sostanziale ok a inserire in legge di bilancio la proroga di un altro anno dell’Ape sociale, lโ€™anticipo pensionistico con 63 anni di etร  e almeno 30 di contribuzione riservate a una serie di categorie in difficoltร , che ora dovrebbe essere esteso a disoccupati e ยซlavoratori fragiliยป. In programma cโ€™รจ anche il prolungamento a tutto il 2021 di Opzione donna, la possibilitร  giร  offerta alle lavoratrici di uscire anticipatamente con 59 anni e 35 di versamenti contributivi in cambio del ricalcolo contributivo dell’assegno. Chances al lumicino, invece, per un altro intervento chiesto a gran voce dai sindacati: il pensionamento garantito ai lavoratori โ€œprecociโ€ al raggiungimento del 41esimo anno di contribuzione. Piรน probabile il ricorso a un pacchetto di misure su cui punta il ministero del Lavoro per favorire la staffetta generazionale, a partire dai contratti dโ€™espansione con una specifica configurazione.

(Il Sole24Ore)

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