Body shaming come arma politica”
“Il mio era un esperimento sociale.ย Volevo dimostrare come il body-shaming sia uno strumento di lotta politica, che funziona solo in determinati casi”. A parlare, interpellato dall’Adnkronos, รจ il docente di storia contemporanea Marco Gervasoni, finito nella bufera per un tweet controย Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia Romagna, immortalata sulla copertina de ‘L’Espresso’:ย “Ma che รจ, un uomo?”.
Dopo la pioggia di critiche il professore universitario si difende e parla diย indignazione a senso unico: “Si possono fare commenti sul fisico della Meloni, di Salvini, Trump e Berlusconi. Mentre non รจ consentito farlo su esponenti di sinistra. Lo abbiamo visto molte volte. Ho pensato quindi di fare questoย piccolo esperimento dopo aver visto l’interessante copertina de ‘L’Espresso’, che giocava sull’immagine mascolina di Schlein, la quale รจ stata piรน volte definita gender fluid”.
Gervasoni si dice sorpreso dagli attacchi ricevuti sul web: “Non mi sarei mai immaginato unaย reazione cosรฌ spropositata, si tratta pur sempre di una battuta. Mi ha colpito soprattutto il fatto che moltissimi, anche alcuni parlamentari, abbiano invocato il mio licenziamento dall’Universitร , cosa non consentita dalle leggi dello Stato italiano. Unaย mentalitร di carattere censorio, totalitario e comunista“.
Per il docente “la libertร di espressione รจ a rischio. Un professore di sinistra – dice ancora all’Adnkronos – puรฒ sperare che il Covid uccida Berlusconi, oppure un altro collega, come รจ capitato qualche settimana fa, puรฒ applaudire l’ipotesi che i nuovi partigiani sparino a esponenti di Fratelli d’Italia, senza che sia invocata la loro cacciata. Quando invece il percorso รจ ‘al contrario’, partono aggressioni e minacce di morte, come nel mio caso”.
Non ritiene dunque di scusarsi con Schlein? “Essendo io un vecchio gentiluomo ed essendo Schlein una donna,potrei farle delle scuse in privato, perchรฉ la battuta puรฒ essere stata percepita come un’offesa. Ma, dal punto di vista politico, io che combatto la teoria gender rivendico il tweet: quella era una copertina politica ed il body-shaming รจ uno strumento di lotta politica. O vale per tutti o per nessuno”, conclude Gervasoni.
(AdnKronos)


