LAGONE

Scuola, De Luca: “In queste condizioni impossibile aprire”

Scuola, De Luca: “In queste condizioni impossibile aprire”
Agosto 28
04:51 2020

Salvini: “Mozione di sfiducia contro Azzolina”

Tutto dipende dalla scuola. Il premier, Giuseppe Conte, l’ha capito da tempo. È questo il banco di prova per la sopravvivenza del governo. E l’ha capito anche l’opposizione che sempre più affonda i colpi nei confronti della ministra 5Stelle Lucia Azzolina. Ormai additata come prima responsabile di tutte le difficoltà della ripresa nelle classi. Con derive anche volgari e sessiste da parte dei follower sui social della Lega. E così stamattina Matteo Salvini annuncia: “Alla ripresa dei lavori, presenteremo una mozione di sfiducia contro la ministra. È incapace”. Salvini parla da Caserta, dove è in campagna elettorale per le Regionali.

Ma è proprio dalla Campania che arriva l’allarme del Governatore. “Saremo chiamati a prendere decisioni importanti da qui alle prossime settimane – ha dichiarato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca – pensate all’apertura dell’anno scolastico. Nelle condizioni attuali non è possibile aprire. Non so quello che saranno in grado di fare nelle prossime due settimane, ma avremo scelte complicate da fare”.
Sempre dalla Campania arriva una proposta che potrebbe avere un seguito anche in altre regioni. L’Anci locale lancia un appello al governatore De Luca e alla ministra Azzolina: “Rinviamo l’apertura delle scuole a dopo il voto. Fissiamo, come data, il 24 e non il 14”.

Il calendario scolastico

In realtà l’apertura della scuola è già molto scaglionata. L’orientamento prevalente – per il suono della campanella – è quello del 14 settembre. Ma Puglia e Calabria hanno già deciso di riaprire il 24. La Sardegna il 22. Il Friuli Venezia Giulia il 16. In controtendenza la provincia autonoma di Bolzano che vuole riaprire il 7 settembre.

In ogni caso, dalla proposta dell’Anci Campania, prende le distanze il sindaco di Napoli Luigi De Magistris:  “Non mi associo e non chiedo il rinvio dell’apertura delle scuole per mascherare l’inadeguatezza complessiva di chi, governo nazionale e governo regionale, sapeva da tempo che le scuole avrebbero riaperto a settembre e ancora discutono con che modalità debbano farlo”, dice. Sul fronte opposto, il sindaco di Avellino, Gianluca Festa che ha annunciato il rinvio al 24.

La Lega contro Azzolina

Salvini fa della ripresa scolastica il suo cavallo di battaglia: “È il 27 agosto e sulla scuola non si capisce nulla. La Azzolina si è occupata solo di banchi con le rotelle, datemi una mano votando Lega per mandare a casa gente come Azzolina che non merita di governare questo Paese”. E poi lancia le sue parole d’ordine: “Dimenticare la mascherina obbligatoria per i bimbi in classe, una inutile e pericolosa follia. Smetterla di giocare coi banchi con le rotelle, di litigare con sindacati, presidi, insegnanti, governatori e famiglie. Queste le proposte della Lega. Il ministro è in grado di attuarle? No. Alla riapertura dei lavori, presenteremo una mozione di sfiducia a nome di 8 milioni di studenti e famiglie, di un milione di insegnanti, dei presidi e del personale scolastico tutto. La scuola italiana merita di meglio. Azzolina bocciata!”.  La replica dei 5Stelle, su Facebook. “Matteo Salvini tira fuori l’ennesima mossa propagandistica e annuncia di voler sfiduciare la ministra che ha portato 7 miliardi alla scuola italiana in sette mesi, dimenticando che il suo partito e le altre forze di centrodestra quando erano al governo di miliardi ne hanno tagliati 8,5 in un colpo solo”.

Regioni contro le mascherine in classe, alla vigilia del vertice con il governo di Michela Bompiani

Tutto questo nel giorno in cui si consuma un nuovo round dell’infinito dialogo tra governo e regioni sulla ripresa scolastica. Con un’altra riunione della conferenza delle regioni. La speranza, neanche tanto nascosta, di Salvini e della destra, è di utilizzare il caso Azzolina come un possibile detonatore delle tensioni nel governo. Magari sperando di incassare qualche voto contro la ministra – spesso al centro di voci di un rimpasto – anche nella maggioranza.

(La Repubblica)

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